Gianni Asdrubali. Assolo

Fino al 15 dicembre 2016, la Galleria Matteo Lampertico di Milano (via Montebello 30) ospiterà la personale di Gianni Asdrubali (Tuscania, VT, 1955), dal titolo Assolo.

Attivo fin dai primi anni ’80, Asdrubali ha perseguito una forma di arte lontana dalle riflessioni critiche che dominavano quel periodo. La sua cifra espressiva risiede nella dialettica tra il vuoto e il pieno, ovvero tra il rapporto che lega le superfici bianche, siano esse le pareti, le tavole o le tele, agli interventi cromatici che lui stesso mette in atto, con una forma di pittura energica e carica di tensione.

Come ha dichiarato lo stesso Asdrubali, «la pittura inizia là dove io non dipingo»; una frase che consente di capire il senso e cogliere il valore della sua pittura che nasce con l’invenzione di un linguaggio personale e autonomo.

«La condizione che genera un’azione – sottolinea l’artista – dipende da uno stato di assenza, al contrario in una condizione piena e presente non c’è bisogno di alcun movimento. Solo in mancanza di spazio e di tempo, nell’assenza più totale, prima che il vuoto ci annienti, si sente generare e crescere la tensione a fare un’azione».

Tutto il lavoro di Asdrubali si concentra nel ‘dare corpo’ a questa assenza, a questa tensione. Nel suo operare la partenza è il vuoto, ciò che genera l’azione è lo spazio bianco della parete che attrae verso di sé l’impulso creativo dell’artista. Lo spazio, il pieno, la materia, il movimento sono il risultato dello scontro tra l’azione e il vuoto.

Asdrubali affronta la questione del rapporto fra la tela e il pittore e, in quanto tale, la sua opera non è distante dalla ricerca di Enrico Castellani, con il quale ha esposto in diverse mostre. Ciò che fa la differenza è il modo di interpretare il vuoto della tela che, mentre per Castellani è uno spazio da modellare, per Asdrubali è generativo di tensione, fa scattare un’azione.

I suoi dipinti mostrano di concatenarsi l’uno con l’altro, nonostante siano stati realizzati separatamente e senza alcun disegno preordinato: ogni quadro è autonomo e compiuto in se stesso, ma, una volta affiancato a un altro della stessa serie, forma un nuovo corpo, dalla forza dirompente.

Il critico d’arte Bruno Corà afferma che «La ragione della loro felice e sempre possibile armoniosa contiguità risiede in una interna dote di quelle pitture che pur ostentando una frontalità della stesura di superficie, essa, per effetto di una congenita adimensionalità, deve essere percepita come sferica, dunque una frontalità infinitamente profonda. […] La pittura di Asdrubali è certamente tutta frontalmente davanti agli occhi di chi la osserva, ma per ‘vederla’ realmente bisogna che lo sguardo vi penetri con un’ideale ‘capriola’, entrando e uscendo dalla sua sferica spazialità, attraverso la soglia già predisposta e varcata per primo da Asdrubali stesso».

Asdrubali, Fonte arte.it

Fino al 15 Dicembre 2016

Milano

Luogo: Galleria Matteo Lampertico

Costo del biglietto: ingresso gratuito

Telefono per informazioni: +39 02.36586547

E-Mail info: info@matteolampertico.it

Sito ufficiale: http://www.matteolampertico.it

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*