Alessandra Sanguinetti. Le avventure di Guille e Belinda

Vivere la spensieratezza di un bambino di dieci anni, serate estive fatte di risate e ricordi, giochi in cortile e tanti flash temporali che rimangono nelle nostri menti ma sono difficili da raccontare. Nel  progetto “Le avventure di Guille e Belinda”  Alessandra Sanguinetti è riuscita a catturare tutte queste sensazioni su pellicola. Nel 1999 decise di raccontare una storia, un legame che non poteva essere in nessun modo dimenticato: l’universo privato di due cugine che vivevano nella fattoria distante 10 km da quella di suo padre. Il progetto racconta la vita, i sogni, la semplice quotidianità di due ragazze cresciute nella Pampa argentina. Le conosceva da quando erano piccole ma solo frequentandole quotidianamente capì quanto dietro le loro risate ed i loro giochi si celasse il sentimento profondo di una fase importante dell’esistenza e della crescita femminile. La vita dei bambini è affascinante ed è totalmente pura, senza filtri, tanto che gran parte della nostra identità si forma proprio in quegli anni venendo poi inevitabilmente contaminata dalla società che ci circonda. Con Guille e Belinda instaura un rapporto forte di amicizia e di affetto tanto che, nello scorrere le immagini, sembra di essere davanti ad un linguaggio fotografico molto intimo che si avvicina ad una sorta di diario segreto. “Da piccola fare foto era il mio modo per rendere le cose permanenti, sincronizzare quello che vedevo con quello che sentivo. Era un modo per collegare i puntini, trovare connessioni fra gli eventi casuali. Alla fine, prestando attenzione, si cominciano a creare storie e a cercare il senso delle cose. E una volta trovato un modello che possiamo riconoscere, questo ci renderà tutto più semplice”. La Sanguinetti utilizza la fotografia come un ponte tra il mondo interiore e quello esterno, tra l’universo privato e un progetto collettivo di crescita. E’ riuscita a mettere insieme i sogni e le aspirazioni di due semplici ragazze, dando così alle immagini una qualità teatrale. Ricostruire gli ambienti dei giochi, i gesti e le espressioni della giovinezza è una favola che in fotografia le permette di esprimere un pensiero e una vicinanza sentimentale del mondo femminile.

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