Allora & Calzadilla, la musica del potere e il potere della musica

Coppia nell’arte e nella vita, Jennifer Allora e Guillermo Calzadilla formano uno tra i sodalizi creativi più interessanti a livello mondiale. Vivono e lavorano a Portorico, ma la loro collaborazione è iniziata undici anni fa qui in Italia, dove sono attualmente in mostra con una rivisitazione dell’opera The Great Silence (al Quartz Studio di Torino fino al 7 gennaio 2017).

Attraverso la loro ricerca i due artisti propongono una lettura della società intelligente e profonda, in grado di far riflettere in maniera mai scontata su concetti fondamentali come quelli di potere, confine, resistenza, nazionalità. La sperimentazione dei più disparati mezzi espressivi e il particolare approccio ironico ma impegnato allo stesso tempo gli permettono di creare immagini e situazioni assurde che spingono il pubblico a sorridere, ma lo inducono anche ad amare riflessioni.

Al fine di raggiungere il pubblico al massimo, spesso nei loro lavori assume un ruolo fondamentale un mezzo da loro stessi definito particolarmente “toccante”: la musica.

Nessuno dei due è musicista e il loro scopo non è mai quello di fare buona musica, ma di sperimentare sul suono in quanto comunicazione prelinguistica, capire come funziona, riflettere sul suo potere e sulla sua abilità di creare connessione tra le persone, influenzare chi lo ascolta e produrre emozioni. Attraverso le loro opere hanno indagato questioni come l’origine della musica e le ragioni biologiche che spingono l’uomo ad apprezzarla, ma soprattutto li interessa il suo ruolo nella sfera pubblica e nella società e la sua relazione con le strutture di potere. Nel video Returning a Sound (2004), ad esempio, indagano il tema degli usi e abusi del suono da parte dei militari. Una tromba collegata alla marmitta di un motorino che attraversa l’isola di Vieques, Portorico, per molti anni sede di una base militare americana, crea in quest’opera una composizione musicale accidentale, che vuole essere una commemorazione della lotta popolare per la demilitarizzazione della zona, un gesto di riappropriazione del paesaggio fino a quel momento segnato dall’occupazione sia fisica che sonora. Lo stesso tema è protagonista anche in performance in cui dei musicisti suonano diverse canzoni militari dall’interno di una grande scultura dalla forma a metà tra un bunker e una formazione rocciosa, quasi creando un combattimento sonoro, un bombardamento assurdo e spiritoso che però rimanda a quello realmente vissuto dalle popolazioni nelle zone di guerra o vicino a basi come quella di Vieques. Clamor (2006), Molto simile a livello visivo è Sediments, Sentiments (Figures of Speech) (2007), in cui dei cantanti lirici dall’interno di una pseudo-grotta interpretano frammenti di discorsi ufficiali pronunciati da alcuni tra i più importanti protagonisti del Novecento, evidenziandone e smascherandone gli artifici retorici. La musica è spunto di riflessione su politica e comunicazione anche in altre opere, come Stop, Repair, Prepare: Variations of “Ode to Joy” for a Prepared Piano (2008), performance in cui un pianista tenta di suonare il quarto movimento della Nona Sinfonia di Beethoven, usato come inno nei contesti ideologicamente più disparati, da un buco scavato in un pianoforte a coda, facendo sorridere ma anche ragionare sul ruolo della musica nella sfera pubblica e come mezzo di influenza sulle masse.

In queste come in moltissime altre opere, in sostanza, Allora & Calzadilla riflettono sul “potere della musica” e sulla “musica del potere”, mettendo in atto una rigorosa e originale critica sociale che fa di loro una delle voci più forti presenti sul panorama artistico internazionale.

 

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