Amrita Sher-Gil. Una voce dall’India

Amrita Sher-Gil è una pittrice indiana, alla riscoperta dei grandi valori della storia dimenticati. Nasce in una realtà troppo impegnativa, più di quanto oggi si può immaginare ed è una delle artiste più espressive del suo periodo. Ella ha osato sfidare la cultura indiana sulle condizione delle donne oppresse, ha fatto dell’arte la sua voce per restituire a quelle donne una dignità ancora negata e rubata, diventando un’ispirazione per il suo popolo.

Si abbandona alla pittura sin da piccola, sperimentando stili sempre diversi, appare affascinata dall’arte cercando quei segreti che vengono svelati solo guardando le piaghe di un quadro. Approfondisce la ricerca della materia e cerca di creare, anche nei colori, una reale identità indiana.

Dedica una serie di dipinti alle donne indiane dei piccoli villaggi o delle tribù, sperimentando forme e cromie fatte di spezie e di terra, creando un viaggio alternativo immerso nella cultura indiana fatta di spezie e toni rossastri. L’artista riesce a donare alle sue figure femminili una espressione realistica e intensa, al tempo stessa malinconica.

La sua pittura racconta la vita dei poveri, delle caste più umili che altrimenti sarebbero dimenticate dalla storia. Si tratta di un’arte come una sorta di reportage per cambiare le cose e tracciare nuove strade, dove ognuno ha un prezzo da pagare quando cerca di cambiare le cose.

Utilizza un linguaggio contemporaneo ed esplora un contesto mettendo in risalto i cambiamenti sociali e politici. Usa come modelli uomini e donne, prendendo le distanze da una nobiltà indiana, ammalata dall’odio e da una coscienza troppo pesante da nascondere. Le sue figure vivono nel tempo, portatrici di una vita al popolo indiano.

La bruttezza e la malinconia della popolazione più povera viene da lei trasformata in una sconvolgente bellezza adottando un linguaggio essenziale fatto di linee e colori semplificati al massimo. Amrita Sher-Gil matura uno stile tutto suo fatto dall’uso di calde tonalità.

 

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