Anime. Di luogo in luogo. Christian Boltanski a Bologna

É in corso a Bologna Anime. Di luogo in luogo, un articolato programma di eventi dedicati a uno dei massimi artisti francesi viventi: Christian Boltanski. Il progetto, pensato con la collaborazione dell’artista e curato da Danilo Eccher, ha preso il via a giugno e continuerà fino a novembre, coinvolgendo diverse sedi disseminate per la città, dal centro alla periferia. A farne parte la performance Ultima al teatro Arena del Sole, l’installazione Réserve presso il Giardino Lunetta Gamberini dell’ex bunker polveriera, l’intervento di arte pubblica Take Me (I’m Yours) che si svolgerà a settembre nell’ex parcheggio Giuriolo, l’installazione diffusa Billboards, realizzata su cartelloni pubblicitari nelle zone periferiche della città, e soprattutto la mostra antologica al MAMbo, nucleo centrale dell’intero progetto.

La mostra, la più ampia mai realizzata in Italia, ripercorre attraverso 25 opere la poetica dell’artista, dagli anni Ottanta ad oggi. È interamente composta da grandi installazioni che ruotano attorno ai temi della vita e della morte e della memoria sia personale che condivisa, molto cari all’artista e sua vera e propria cifra stilistica.

Entrando nell’area espositiva ci si lascia alle spalle la luce del giorno per immergersi in uno spazio altro, dove tutti i sensi sono coinvolti. Il percorso inizia con il battito del cuore dell’artista (Coeur, 2005), e continua passando attraverso una sua foto da bambino (Entre temps, 2015), gesto quasi mistico con il quale si entra nel fulcro dell’esposizione, dove si viene completamente circondati da un labirinto di sguardi anonimi stampati in bianco e nero su tessuto trasparente (Regards, 2011), presenze fantasmatiche in grado di incutere soggezione e inquietudine. Al centro di questa installazione svetta poi Volver (2015-17), una sorta di montagna dorata alta circa 7 metri, composta da coperte isotermiche che rimandano alla tragedia dei migranti, un altro riferimento all’anonimato e alla privazione delle identità individuali, che va ricondotto al trauma iniziale dell’artista, a cui come è noto si rifanno tutte le sue opere: la Shoah. Nella sala opposta all’ingresso, poi, si trova Animitas (blanc) (2017), esposta per la prima volta in Europa, che con il suo forte odore di fiori ed erba secca e l’ipnotica tranquillità prodotta dal suono di campanelli giapponesi mossi dal vento in mezzo alla neve, è in realtà un riferimento a ciò che avviene dopo la morte. Negli spazi laterali, infine, si susseguono alcune delle opere più famose dell’artista, come Ombres (1985), Monuments (1980-90)e Containers (2010), tutte improntate sul tema della perdita e della memoria, e quindi sulla necessità di ricordare.

Ai temi della memoria e del trascorrere del tempo non a caso si riferiscono anche i numerosi anniversari che ricorrono in questo 2017 per la città di Bologna. Ricorrono infatti quest’anno i 10 anni del MAMbo, i 10 anni del Museo per la Memoria di Ustica insieme ai 37 dalla strage, e i 40 anni di Emilia-Romagna Teatro Fondazione. Non solo, importanti sono anche le ricorrenze nel rapporto tra questa città e Boltanski: i 20 anni dalla prima mostra italiana dell’artista, Pentimenti, che si svolse proprio a Bologna nel 1997, e i 10 dalla sua grande installazione per le vittime di Ustica.

 

 

Anime. Di luogo in luogo –  Christian Boltanski giugno – novembre 2017

Bologna

www.anime-boltanski.it

www.mambo-bologna.org/mostre/mostra-234/

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