Arriva a Roma il primo murale ecologico che “caccia l’inquinamento”

Grazie ai numerosissimi interventi di arte urbana che spuntato ogni giorno per le sue strade, da qualche anno Roma è stata nominata capitale europea della Street art. Da oggi la città ha però anche un nuovo record: il più grande murale ecologico d’Europa. In Via del Porto Fluviale, nel cosiddetto “Ostiense District” (e proprio di fronte allo spettacolare murale di Blu che ne è divenuto il simbolo), sta infatti nascendo da qualche tempo una nuova originale opera: Hunting Pollution, un gigantesco murale che si sviluppa su due facciate di un palazzo a sei piani, interamente realizzato con vernici ecosostenibili, che assorbono lo smog.

Il nuovo murale, che verrà inaugurato oggi 26 ottobre 2018, è stato realizzato dallo street artista milanese da anni trapiantato a New York Federico Massa, in arte Iena Cruz. Rappresenta un airone con un pesce contaminato in bocca, appollaiato su un grande barile di petrolio da cui fuoriescono dei minacciosi tentacoli neri. Tutto intorno si sviluppano dei motivi a onde che passano dal giallo ocra originale del palazzo al bianco, al verde, fino all’azzurro, mentre delle gocce decorano tutte le finestre dell’edificio. Il titolo sembra riferirsi contemporaneamente sia alla cattura del pesce contaminato da parte dell’airone, sia a quella dell’inquinamento da parte della vernice.

Per la sua immediatezza comunicativa e per la vastità del pubblico che riesce a coinvolgere, la Street art è stata usata spesso come veicolo di messaggi politicamente e socialmente impegnati, molte volte proprio in riferimento al tema dell’ecologia e del rapporto uomo-ambiente. Si pensi ad esempio alle opere fatte di rifiuti e materiali riciclati di Bordalo II, o a quelle fatte di muschio di Anna Garforth, o ai provocatori dipinti realizzati in giro per il mondo da Banksy, Blu o NemO’s, solo per citarne alcuni.

In questo caso, ad essere ispirate da una tematica ecologica, sono sia il soggetto che la tecnica. Se spesso per ottenere certi messaggi vengono utilizzati spray che però sono fortemente inquinanti, grazie all’utilizzo di queste speciali vernici il murale di Iena Cruz può invece avere un impatto positivo anche in questo senso, assorbendo anziché che produrre inquinamento. Pare che l’effetto “purificante” del murale sull’aria equivarrà a quello prodotto da ben trenta alberi.

Il progetto è stato interamente sostenuto da Yourban2030, ente no-profit impegnato in un percorso di sensibilizzazione attraverso l’arte sui temi temi caldi dell’ambiente e del rapporto uomo-natura, con lo sguardo proiettato all’Agenda Globale 2030 per lo Sviluppo Sostenibile promossa dalle Nazioni Unite. Staremo a vedere quali saranno le prossime mosse…

Di seguito pubblichiamo le foto del murale finito ma non ancora del tutto svelato. Per chi si trova a Roma, più tardi verrà inaugurato e mostrato al pubblico nella sua interezza.

 

 

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*