Arte contemporanea alla Reggia di Caserta

La Reggia di Caserta ospita per la prima volta due installazioni di arte contemporanea. Le due opere, una di Peter Demetz e l’altra di Antonio Sannino, vengono proposte insieme perché rappresentano entrambe il risultato di una reinterpretazione in senso contemporaneo di tecniche artistiche di origine antica.
Il dialogo con gli enormi spazi della reggia, riccamente decorati, è reso possibile dalla radice comune cui fanno riferimento sia l’impianto architettonico-decorativo del Palazzo sia le due installazioni contemporanee: quell’unità delle arti come armonia dei contrari sostenuta da Gian Lorenzo Bernini nel Seicento. Il visitatore, sia che scelga di visitare gli appartamenti reali, sia che indugi sulle due installazioni, è chiamato ad un coinvolgimento attivo, determinato da una sorta di alleanza tra le tecniche artistiche che, tra illusione e realtà, fanno di ogni punto di vista in questo palazzo una sorta di scenografia al centro della quale si trova proprio l’osservatore. Demetz e Sannino presentano due opere che oltrepassano i limiti dei media nei quali i due artisti sono tradizionalmente attivi – scultura il primo, pittura il secondo – e che sono il risultato di due modi diversi di fondere i due media partendo da punti opposti.

The Exhibition è l’opera più grande e più importante mai realizzata da Peter Demetz; è costituita di spazi e figure dalle proporzioni reali. L’installazione simula la presenza di alcuni visitatori all’interno di un doppio ambiente espositivo. Lo spazio presenta altezza e larghezza reali, ma una profondità compressa. Il pavimento dell’installazione è infatti in salita, sfruttando le regole della “prospettiva solida accelerata”. All’interno dello spazio ligneo, sono presenti alcune sculture, anch’esse lignee, che raffigurano alcuni visitatori; hanno un aspetto estremamente realistico, scolpite però non a tutto tondo, ma soltanto a rilievo, un rilievo per di più “accelerato”, come nella tradizione dello “stiacciato” italiano. L’installazione induce nei reali visitatori la sensazione di trovarsi di fronte ad uno spazio espositivo molto più profondo di quello che in realtà è.
L’installazione propone anche una riflessione sulla necessità umana di muoversi all’interno degli ambienti per avere una corretta consapevolezza dello spazio, degli elementi presenti e di se stesso in relazione ad essi. Lo sguardo da un unico punto di vista fisso, su cui si basano le regole della prospettiva lineare, è in realtà una forma simbolica: una convenzione, cioè, cui ci hanno abituato secoli di pittura figurativa e successivamente di fotografia, per poter comunicare almeno una parte delle informazioni visive presenti nello spazio reale.

Inner Outside  di Antonio Sannino è un unico grande lavoro: una porzione di ambiente temporaneo che occupa una superficie di 9 metri quadri. Entrando al suo interno, l’osservatore è proiettato su una grande veduta a 360° di tutta la città di New York, ritratta dalla cima del famoso Empire State Building. In questo lavoro i riferimenti alla pittura classica italiana sono molteplici. Vengono alla mente, ad esempio, le origini del teatro dell’opera in Italia: se i primi spettacoli erano recitati nei giardini dei palazzi delle signorie, dove la vista della città reale faceva da sfondo al palco, successivamente, quando i teatri furono spostati all’interno degli edifici, il paesaggio ha continuato a rappresentare la città, ma questa volta in forma dipinta.

Fino al 21 Maggio 2016

tutti i giorni 8:30 – 19:00
martedì chiuso

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