ArtFutura: strane “creature digitali” popolano l’Ex Dogana di Roma

Arriva finalmente in Italia ArtFutura, la mostra dedicata alla sempre più feconda zona di confine tra arte e scienza. Sculture luminose e ambienti immersivi, campi magnetici che generano forme dinamiche e installazioni audiovisive che interagiscono con lo spettatore sono alcune delle “creature digitali” in mostra per questa occasione all’interno dei nuovi spazi espositivi dell’Ex Dogana di Roma. Per l’evento, il curatore Montxo Algora (fondatore e direttore dell’omonimo festival internazionale ArtFutura, che da ben 26 anni celebra e diffonde l’arte multimediale nel mondo) ha riunito un gruppo di artisti provenienti da nazioni, generazioni e discipline diverse, accomunati però dalla stessa passione per la sperimentazione di nuovi orizzonti della creatività.

La mostra si apre con la sala dedicata Paul Friedlander, scienziato e artista statunitense che da più di vent’anni si dedica a una ricerca tecnologica che ha lo scopo di trasformare la luce in un materiale malleabile e capace di assumere qualsiasi forma. Entrando nella sua Spinning Cosmos, installazione site-specific prodotta appositamente per la mostra, ci si trova completamente immersi in un buio da cui emergono solo una serie di colorate “sculture luminose cinetiche”, che si riflettono però all’infinito grazie ad un gioco di specchi convessi. Il visitatore si trova così in un ambiente totalmente disorientante e immersivo, definito una sorta di “macchina spaziale” attraverso cui meditare sui misteri dell’universo che ci circonda.

Si passa poi alle installazioni dell’artista di origine turca Can Buyukberber, ipnotiche proiezioni basate sullo studio delle percezioni visive e sull’interattività con il pubblico attraverso il movimento o l’utilizzo dello smartphone.

Successivamente si entra nella sala dedicata al collettivo Amorphic Robot Works, diretto da Chico Mac Murtrie e composto da artisti, ingegneri, musicisti e scienziati. L’opera esposta a Roma dal collettivo è una scultura dinamica e interattiva, composta da un progressione di archi gonfiabili che subiscono diverse metamorfosi durante l’arco della giornata, avvolgendosi improvvisamente su se stesse fino a formare delle spirali esteticamente assimilabili a strutture molecolari.

Proseguendo si entra poi addirittura all’interno di un campo magnetico, generato da Sachiko Kodama, artista e professoressa all’università di Tokyo che da anni mescola creatività artistica e rigore scientifico per realizzare progetti basati sullo studio e la manipolazione di particolari sostanze magnetiche: i ferrofluidi. Si tratta di metalli liquidi che in prossimità di campi magnetici reagiscono vibrando e cambiando forma a seconda dell’intensità della forza applicata, che l’artista controlla attraverso un computer, ottenendo così sculture vive e dinamiche.

Lo spazio successivo è dedicato all’argentino Esteban Diacono, che in Uncanny, un’installazione video a più schermi, raccoglie quaranta animazioni “ispirate all’assurdo, al surreale e alla paura del futuro”.

Screens of the future è invece la serie di video che il collettivo inglese Universal Everything dedica alla relazione dell’uomo con la tecnologia e ai suoi possibili sviluppi nel prossimo futuro.

A concludere la mostra, infine, uno spazio dedicato alla documentazione delle varie edizioni di ArtFutura e una grande proiezione che presenta il meglio delle nuove creazioni digitali elaborate in tutto il mondo nell’ultimo anno.

 

 

ArtFutura. Creature Digitali

Fino al 10 settembre 2017

Ex Dogana

Viale dello Scalo San Lorenzo, 10 – Roma

 

http://www.artfuturaroma.it/

 

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