AURORE: tempo di rinascita al Popping Club di Roma

«Nascere non basta.

È per rinascere che siamo nati.

Ogni giorno».

(Pablo Neruda)

 

Inaugura oggi, giovedì 8 giugno 2017, Aurore, nuovo progetto espositivo del Popping Club a cura dell’associazione CultRise. Per l’occasione la galleria di via Baccina 84 cambia volto, aprendo per la prima volta al pubblico tutti gli ambienti della ex rimessa Atac che la ospita (mutando così il suo aspetto da classico white cube a monumento di archeologia industriale), e rinnovandosi sotto le mani di cinque giovani artisti che, con opere site-specific e non, ne reinterpretano lo spazio.

Il tema dell’aurora va inteso allora nell’accezione di rinascita, di momento indefinito di metamorfosi e di cambiamento. L’idea di rinascita, però, non si esaurisce solo nel nuovo look dello spazio espositivo, ma si estende anche a tutte le opere in mostra, che dialogano tra loro su questo tema a creare un discorso unico e piuttosto articolato, frutto di mesi di lavoro degli artisti a stretto contatto tra di loro.

Entrando nella galleria ci si trova subito catapultati in uno spazio altro, estraneo al caos cittadino che ci si lascia alle spalle, per iniziare una sorta di viaggio sia fisico che emotivo. Il primo ambiente che si incontra è infatti Spring/Horizon di James Hillman, un tunnel scolpito dall’artista a ricordare una grotta scavata dal passaggio dell’acqua, che scorre realmente sopra le teste dei visitatori. In questa sorta di attraversamento, di tunnel iniziatico, cullati dal suggestivo rumore dell’acqua si inizia finalmente un percorso rigeneratore.

Usciti dal canale di Hillman si entra poi in un altro spazio di transizione, Declinazioni del Liminale di Eugenio Carabba: una sorta di anticamera, di “brodo primordiale” in cui tutto è ancora possibile. Si tratta di un vuoto riempito da elementi scultorei disposti in equilibrio instabile e da una luce gialla straniante, dominato da un grande calco e dalle forme da esso generate, ancora una volta a rimandare al concetto di nascita e di maternità.

Da qui si passa invece alla stanza dedicata ai pattern organici di Giulia Mangoni, in cui una serie di lavori pittorici esteticamente assimilabili a delle cellule si mescolano tra loro a coprire interamente l’alta parete di fondo. È questo, seguendo ancora l’idea di un percorso generale di rinascita, il momento della prima formazione fisica. Fondamentale è del resto per quest’artista il processo creativo, più che la singola opera in sé (tutti i quadri vengono generati infatti attraverso un unico processo di sovrapposizione di livelli di colore in maniera automatica, eliminando la fase della scelta razionale).

Con When it’s Three in the Morning di Lucrezia De Fazio, poi, si inizia ad avere a che fare con il corpo vero e proprio. Immagini e suoni difficilmente decifrabili provengono da installazioni video disseminate attraverso piccoli schermi in un ambiente già di per sé affascinante.

Al termine del percorso non rimane poi che salire verso l’alto, e attraverso una serie di scale lasciare la carnalità del corpo ed elevarsi verso il metafisico. In un ambiente sospeso e fuori dal tempo, le surreali geometrie inventate di Gianfranco Toso sono immerse in un silenzio luminoso e caldo. Giunti al punto di arrivo del processo di ascesa, si è però costretti a voltarsi indietro e tornare sui propri passi, fino a ritrovarsi all’inizio del percorso.

Non sono tanto le singole opere, insomma, ma l’esperienza stessa del visitatore a trovarsi al centro della proposta espositiva. Attraverso l’immersione fisica e il coinvolgimento dei vari sensi, infatti, si tenta di eliminare il solito rapporto unilaterale tra opera e pubblico, per favorire al contrario il verificarsi di un’esperienza contingente, effimera e momentanea, che come un’aurora si mostri appena, per poi scomparire di nuovo.

 

 

AURORE

09 – 25 giugno 2017

Vernissage: Giovedì 8 Giugno 2017 – dalle ore 18:00

The Popping Club

Via Baccina 84, Roma

Ingresso Gratuito

www.cultrise.com

info@cultrise.com

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