Basquiat: un artista contro le regole

Il giovane Basquiat sembra avere le idee molto chiare quando, dopo l’ennesima fuga da casa, esordì un giorno dicendo: «diventerò famoso».

Il ragazzo è già un fenomeno nella scena artistica degli anni ’80, negli ambienti culturali newyorkesi.

Il desiderio di ottenere successo è, per lui, una sorta di riconoscimento, come mancanza dell’affetto da parte del padre e la vita in un ambiente fatto di disordini, alcool e droga.

Mostra subito un talento nell’arte, che diventa una sorta di guida spirituale, che lo tiene lontano da quelli ambienti malfamati.

Il suo talento, insieme all’ambizione, entra a far parte di un mercato troppo cruente. Ogni suo gesto, apertamente spontaneo, s’inserisce in un mondo troppo competitivo e selettivo, fatto da un ambiente culturale particolare con profonde differenze riservate ai neri, dove un ragazzo di colore non poteva competere e non aveva nessuna possibilità di emergere.

I primi successi ottenuti come arista prodigio e riconosciuto lo abbandonarono presto, tanto da farlo precipitare in una crisi da autodistruzione.

Personaggio cupo, malinconico, tenebroso, adatto in quel tempo a rappresentare il proibito; i suoi grafismi riflettono la dura condizione del popolo afroamericano.

I suoi lavori sembrano stilizzati, come un’illustrazione di fumetti, un’alternanza di bianchi e neri, fatti da pennellate rapide: un monito contro la società che aveva oppresso il popolo nero sfruttato come merce da lavoro.

Non trovando nuovi stimoli Basquiat è stato travolto dall’angoscia e ricadde nella droga. Solo la musica, la sua passione, non lo abbandonerà mai, sarà infatti sempre presente nei suoi dipinti.

Dipinge per le strade di New York e sulle metropolitane, acquisendo sempre maggiore consapevolezza della propria vocazione artistica.

Basquiat finì per annullarsi come artista non a causa della sua di se stesso ma come conseguenza dei meccanismi di un mercato troppo cruente che avrebbe travolto chiunque in quella spirale critica, dove la comunicazione riversa i proprio interlocutori sul solo prodotto.

Morì giovane per effetto di quell’energia frenetica, che soffocava l’artista impedendo di esprimersi.

 

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