Per Battaglia e per passione: Letizia si racconta al MAXXI

Battaglia, un cognome e prima di tutto un imperativo. Letizia, un nome, una donna, quella che nella piena notte correva tra i vicoli scoscesi di una Palermo buia e dipinta di rosso. La Letizia delle battaglie e del coraggio. La fotografa per eccellenza, quella dei morti ammazzati, delle stragi e delle donne, delle bambine, delle prostitute è di scena al MAXXI di Roma, con i suoi racconti di più di quarant’anni di servizio all’umanità e al popolo, il suo popolo che l’ha tanto odiata e tanto amata.

Con Letizia Battaglia. Per pura passione, la fotografa si racconta in un allestimento narrativo ed essenziale, così com’è da sempre il suo modo di raccontare le storie della propria città: Palermo. Attraverso un uso drammatico del bianco e nero le immagini della fotografa nascondono un mondo che va al di là del semplice atto visivo. Ogni singola stampa, infatti, ha dentro di sé il peso di una storia di tragedia e di orrore. Sono immagini che si scagliano addosso allo spettatore, mostrando una verità tante volte omessa. Si portano dietro le grida, le urla, il sangue, il dolore di una Palermo afflitta dalla mafia che tra gli anni Settanta e Novanta ha spezzato vite e incoraggiato l’odio e la paura. Ma nell’antologia di vite, Letizia Battaglia, con il suo taglio intensamente drammatico, ha saputo raccontare anche altri aspetti della Sicilia di quegli anni, ovvero le lotte, le rivolte e le proteste di migliaia di palermitani che quella mafia non la volevano e insieme a queste ha restituito i borghi più malfamati o forse quelli che più di tutti rappresentano Palermo attraverso gli occhi arrabbiati e i corpi nudi, provocatori delle donne e delle bambine per strada.

Le immagini di Letizia Battaglia sono i simboli di una costante ricerca di risposte, d’inchieste che l’hanno portata coraggiosamente avanti. Rimbalzano continuamente aspetti orrorifici del sangue, l’innocenza e la purezza della vita. Velate da una sottile anima fragile e in continua agitazione, Battaglia ha saputo trasformare la cronaca nera di quegli anni nella cruda realtà che mai nessuno si sarebbe aspettato. In una Palermo omertosa c’è poi la luce, in bianco e nero, della forza e del coraggio. Sono le immagini della verità che la fotografa è da sempre riuscita a mettere in mostra, attraverso il sapiente utilizzo del suo obiettivo e l’adeguata sensibilità di cogliere le sfumature di un sorriso o di uno sguardo.

Adesso, all’età di ottantuno anni, Letizia Battaglia torna in scena attraverso una sorta di rituale per esorcizzare il terrore e la lotta di cui si è fatta ambasciatrice. Costruisce una sorta di promemoria, una riflessione secondo cui, alla fine dei conti, è cambiato davvero poco e anzi sono nate nuove forme di “mafia”. Così gli atti visionari di Battaglia ritornano prepotentemente nella nostra storia e nei nostri occhi, riadattandosi continuamente alla realtà, con uno sguardo di speranza che testimonia la vera lotta al terrore e che, attraverso l’occhio di un obiettivo, ritrae una vita tra il bianco del pudore e il nero della notte.

Letizia Battaglia,Rosaria Schifani, moglie di Vito, agente della scorta di Falcone, Palermo 1992(www.huffingtonpost.it) Letizia Battaglia, È stato ucciso mentre andava in garage a prendere la macchina. Palermo, 1976(www.huffingtonpost.it)

1982  Palermo I due cristi

1982 Palermo I due cristi

Letizia Battaglia, Il giudice Paolo Borsellino con Leoluca Orlando,1990(www.corriereinnovazione.corriere.it) Letizia Battaglia, La bambina con il pallone, quartiere la Cala. Palermo, 1980(www.huffingtonpost.it)

MAXXI– Museo Nazionale delle arti del XXI secolo

Via Guido Reni 4/a, Roma

24 novembre 2016 – 17 aprile 2017

Orari: Dal martedì al venerdì ore 11.00 – 19.00

Sabato ore 11.00 – 22.00

Domenica ore 11.00 – 19.00

Biglietto d’ingresso:

Intero: € 12 Ridotto: € 8

 

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