Benvenuti (di nuovo) ai Musei Vaticani. Alla scoperta delle Stanze di Raffaello

Dal 1 giugno hanno riaperto al pubblico i Musei Vaticani dopo la chiusura causata dall’emergenza Covid – 19. Sarà possibile ammirare il patrimonio artistico del Vaticano entrando con gruppi costituiti da 10 persone, occorrerà essere muniti di mascherine, all’ingresso verrà rilevata la temperatura corporea, nelle numerose sale sarà possibile disinfettare le mani grazie alla presenza di liquidi sanificanti e un presidio medico sarà presente ad assistere le persone che dovessero trovarsi in difficoltà.
Si riduce in tal modo il numero dei visitatori, per questo motivo Artecracy.eu vi accompagnerà in un mini tour virtuale che vi illustrerà le celebri Stanze decorate nella prima metà del Cinquecento da Raffaello Sanzio.
Fra le grandi imprese artistiche avviate dal pontefice Giulio II si annovera la decorazione del nuovo appartamento papale, ovvero le Stanze vaticane, lavoro che venne affidato a Raffaello. Dal 1508 al 1511 l’artista fu impegnato nella decorazione della Stanza della Segnatura. La prima Stanza, confacente alla sua funzione di biblioteca, prevede una decorazione che si rifà alla raffigurazione delle quattro facoltà delle università medievali: teologia, filosofia, giurisprudenza e poesia. Negli affreschi Disputa del Sacramento e la Scuola di Atene l’artista illustra la rivelazione cristiana, il Vero teologico, e l’antica sapienza, il Vero razionale. Lo spazio nel quale sono immerse le due scene rispecchia chiaramente la situazione rappresentata, elemento che connota la grandezza di Raffaello, che riesce a rendere vivo il contenuto concettuale delle immagini.
La seconda Stanza che vede impegnato Raffaello, dopo il ritorno a Roma di Papa Giulio II, è destinata alle pubbliche udienze, motivo per cui il pontefice ricerca una rappresentazione che mostri l’appoggio divino alla Chiesa nel corso dei secoli e l’esaltazione della propria politica universalistica. Fra i celebri affreschi dipinti nella seconda Stanza, nota come Stanza di Eliodoro, si pone l’attenzione sulla Liberazione di San Pietro, realizzato fra il 1513 e il 1514. Chi ammira questa scena noterà l’impressionante suggestione emotiva conferita dall’insolito trattamento della luce, vera e propria protagonista dell’immagine. Nell’immagine ogni episodio è caratterizzato da una diversificazione della fonte luminosa, dal freddo chiarore lunare con la debole luce delle fiaccole che riflettono la luce sulle armature metalliche si passa allo splendore sfolgorante emanato dall’angelo che arriva in prigione per liberare Pietro.
Sotto il pontificato di Leone X, appartenente alla famiglia fiorentina de’ Medici, Raffaello decorò la terza Stanza vaticana, destinata ai pranzi di cerimonia. I soggetti scelti dovevano rappresentare episodi riguardanti i regni di Leone III e Leone IV, in quanto allusivi all’avvenimento del papato di Leone X. Nel 1514 Raffaello dipinse l’affresco Incendio di Borgo. Nella scena compare Papa Leone IV che riuscì a estinguere un incendio divampato nel quartiere romano di Borgo impartendo una benedizione. L’artista suddivise l’evento in tre momenti, uniti tra loro dalle architetture e dalle figure colleganti i due gruppi in primo piano.
La quarta e ultima Stanza è la Sala di Costantino, commissionata all’artista da Leone X nel 1517. Raffaello riuscì a preparare solamente i cartoni perché gli anni frenetici e la morte avvenuta nel 1520 gli impedirono di portare a termine il lavoro. La sala fu completata dall’allievo di Raffaello, il pittore Giulio Romano.

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