BRIC-à-brac – The Jumble of Growth – 另一种选择

E’ in corso presso il Salone Centrale della Galleria Nazionale d’arte Moderna e Contemporanea di Roma la collettiva di artisti intitolata BRIC-à-brac – The Jumble of Growth – 另一种选择, a cura di Huang Du e Gerardo Mosquera, un progetto espositivo frutto della collaborazione inedita con il Today Art Museum di Pechino.

Il respiro internazionale della mostra si evince non solo dal titolo multilingue, ma dall’origine geografica degli stessi curatori, che provengono da due paesi molto diversi e lontani fra loro, ossia Cuba e Cina. Sono circa quaranta le opere esposte, di 26 artisti provenienti da tutto il mondo: Wim Delvoye (Belgium); Cinthia Marcelle (Brazil); Wang Goufeng, Wang Guangyi, Ni Haifeng, Wang Lijun, Tian Longyu, Lei Lu, Weng Fen, Gao Weigang, Yang Xinguang, Lu Zhengyuan, Du Zhenjun (China); Chang Young-hae, Heavy Industries (South Korea); Wilfredo Prieto (Cuba); Shilpa Gupta (India); Jamal Penjweny (Kurdistan, Iraq); Damián Ortega (Mexico); Mounir Fatmi (Morocco); Donna Conlon, Jonathan Harker (Panama); AES+F (Russia); Cristina Lucas, Fernando Sánchez Castillo (Spain); Kendell Geers (South Africa); Thomas Hirschhorn (Switzerland).

Il focus di mostra riguarda la crescita caotica e a tratti imprevedibile dei territori legati alle economie emergenti, con particolare riferimento ai cosiddetti Paesi BRIC (Brasile, Russia, India, Cina), e a tutte le potenziali conflittualità che la loro improvvisa crescita può generare. Il gioco di parole presente nel titolo, oltre a citare i suddetti paesi, rimanda all’espressione francofona Bric à brac, usata per descrivere un accumulo disordinato e confuso di oggetti e decorazioni eterogenei fra loro, di solito atto a suscitare curiosità nell’osservatore.

Il termine BRIC è stato coniato nel 2001 dall’economista Jim O’Neill, al fine di portare l’attenzione sul ruolo che questi paesi stanno giocando su scala globale, non solo in campo economico ma anche nella politica, nella società, nell’arte e nella cultura, sul singolo e sulla collettività.

Queste economie emergenti si stanno sviluppando in luoghi che erano in precedenza caratterizzati da situazioni di sottosviluppo; stanno affrontando quindi una crescita accelerata e un’industrializzazione alle quali forse non erano preparati, che sta portando a radicali trasformazioni a livello sociale e antropologico all’interno di queste società, spesso ancora legate a modelli precedenti.

E’ quindi in corso un cambiamento epocale, che ha reso ormai obsoleto il termine Terzo mondo; tutto ciò infatti sta dando il via a un processo di decentramento all’interno della distribuzione dei ruoli a livello globale, generando per l’appunto un bric-à-brac di situazioni e dinamiche.

E’ ovvio che il tema venga affrontato anche dagli artisti, che in questa sede provano a dare attraverso i loro lavori una personale interpretazione di questa nuova e sfaccettata realtà contemporanea.

 

 

Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma

Viale delle Belle Arti, 131 – Roma

Dal 17/07 al 14/10/2018

dal martedì alla domenica: 8.30 – 19.30

www.lagallerianazionale.com

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