Broken Fingaz. Reality Check

Dopo anni di sperimentazione con sostanze psichedeliche su carta e sui loro cervelli, i Broken Fingaz  si confrontano con la realtà in una mostra di opere interamente nuove presso la Galleria Varsi di Roma – la loro prima mostra in Italia.

Negli ultimi mesi Deso, Tant e Unga hanno giocato con nuove tecniche di pittura, cercando di catturare quanto è intorno a loro e di rompere il “4° muro”. In queste nuove opere, gli artisti invitano lo spettatore a entrare in uno spazio intimo e personale. Reality Check si presenta come una mostra collettiva, in cui ogni artista del team è presente con opere personali.

Broken Fingaz è un collettivo psych-pop di fama mondiale proveniente da Haifa, Israele. Dal 2001, anno della loro formazione, i suoi membri Unga,Tant e Deso hanno prolificamente lavorato sulla scena artistica internazionale, con una gamma di attività che spaziano dall’animazione, le installazioni e la pittura, ai murales, i graffiti e il design grafico.

L’estetica del BFC trae le proprie origini dalla cultura senza radici del loro paese, creando un’identità visiva per una generazione di giovani israeliani. Nel contempo, oltre un decennio di viaggi tra Haifa, l’Asia e l’Europa ha contribuito a far loro assorbire le influenze culturali sia di Oriente che di Occidente, collocazione naturale per chi come i BFC è cittadino del problematico Medio Oriente.

Con l’uso di linee decise e colori pop acidi, il lavoro della Broken Fingaz allude visivamente alle illustrazioni di fumetti e al pulp horror anni ’80. Esplorando due dei temi più antichi della storia dell’arte – il sesso e la morte – le immagini umoristiche, controverse e spesso sessualmente esplicite dei BFC contemplano concetti di degradazione, mettendo al confronto l’abiezione del genere umano con i suoi desideri repressi. Smembramento del corpo, arti mutilati e scheletri non rappresentano solo la morte, ma la necessità di comprendere il corpo fisico e il lato invisibile della nostra corporeità.

Sia nello stile che nei temi, il loro lavoro si ispira inoltre alle stampe xilografiche giapponesi Shunga del periodo Edo. Nelle loro opere più recenti, questo influsso si è arricchito di accenti di spiritualità indiana, interrogandosi sulla dualità tra sacro e profano attraverso un immaginario simbolico. La loro arte si va così a nutrire di una tradizione orientale in cui l’arte è stata a lungo usata per esprimere il lato imperfetto o primordiale dello spirito umano. Con i loro temi trasgressivi i Broken Fingaz intendono provocare lo spettatore, proposito reso ancora più efficace dal loro lavoro in strada, luogo dove i desideri privati invadono lo spazio pubblico.

Enigmatico e misterioso, l’immaginario psichedelico dei Broken Fingaz provoca una reazione viscerale che disturba l’identità e le nozioni del sé materiale convenzionale. Il loro lavoro rappresenta dunque un ritorno all’arte pubblica veramente sovversiva, il cui scopo è distruggere le fondamenta dell’ordine sociale stabilito.

I loro murales realizzati nello spazio pubblico sono visibili per le strade della Cina, Giappone, Cambogia, Brasile, Israele, Inghilterra, Germania, Olanda, Italia, Austria, Svizzera, Francia, Spagna, Messico e altri paesi ancora.

B. Fingaz, Fonte arte.it

Fino al 05 Gennaio 2017

Roma

Luogo: Galleria Varsi

Telefono per informazioni: +39 06 68309410

E-Mail info: info@galleriavarsi.it

Sito ufficiale: http://www.galleriavarsi.it

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