Carlo Maria Mariani: è un classico

Anni di piombo: con questa locuzione ci riferiamo ad un periodo storico italiano, che va dalla fine degli anni sessanta agli inizi degli anni ottanta del ventesimo secolo. Se da un lato spopolano minigonne, figli dei fiori e alla radio si ascoltano i Led Zeppelin e i Rolling Stone dall’altra c’è una corrente artistica che vuole richiamare il rigore e la logica del passato: il Citazionismo.

Artisti che attraverso le loro opere ci rimandano all’arte classica e rinascimentale, dove proporzioni, canoni di bellezza, armonia dei movimenti sono punti cardine dell’elaborato. Il critico d’arte Italo Mussa, definisce questa corrente artistica: Pittura Colta. Ed è proprio seguendo questi canoni che possiamo intravedere nel dipinto La mano ubbidisce all’intelletto, la naturalezza delle forme classiche, il panneggio delle vesti e il chiaroscuro.

Artisti che vogliono imitare, riproporre e correggere in chiave contemporanea opere del passato; come a dire che siamo “nani sulle spalle dei giganti”. Un richiamo ai volti del Botticelli, al surrealismo contemporaneo, alla metafisica di De Chirico e un poco anche al magrittismo, fanno del nostro Carlo Maria Mariani un esponente di punta dell’ Anacronismo.

Nato nella capitale nel 1931 e risiedente nella grande mela dal 1993, è giunto alla fama internazionale solo nel 1975 quando si tenne la sua prima mostra. Biennale di Venezia, Centre Pompidou, Museum of Modern Art di New York , sono solo alcuni grandi nomi dei musei dove espose le sue opere d’arte. Forse per la mancanza di energie e di innovazione che l’arte concettuale e il minimalismo avevano finito, Mariani si rifà al classicismo e al rinascimento; e chi meglio di un italiano può mettere in pratica le tecniche di questi due grandi periodi del passato? Con un background del genere… Chiamatelo come più vi piace: nostalgico, appassionato, conservatore, tradizionalista, malinconico, Carlo Mariani è riuscito nel suo intento, almeno nel mondo artistico, dare regole a quel mondo che eccede e mai si ferma.

 

Federica Meloni

 

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