Arte Senza Il Corpo

Il soggetto della rubrica Arte Senza Il Corpo sono le opere e le ricerche artistiche che non prendono in considerazione la presenza della figura umana all’interno della rappresentazione.

L’arte, come forma di comunicazione complessa ha da sempre tra i suoi scopi anche quello di comunicare concetti complessi, non fisici, non visibili.
Dall’urgenza di esprimere e descrivere l’ interiorità umana, pensieri trascendentali o utopici, si è reso necessario l’abbandono del figurativismo e della rappresentazione della realtà sensibile a favore della rappresentazione della sensibilità. Questo percorso in profondità ha portato a superare anche la sensibilità stessa fino a tornare a un materialismo assoluto e sfociare nella descrizione ontologica di ciò che ci circonda e spesso, nella ridefinizione ontologica dell’arte stessa.
Spinta anche dalla comparsa di tecnologie di riproduzione del reale, la ricerca artistica si è volta verso altre direzioni, arrivando a non riprodurre più ma a prelevare direttamente dalla realtà elementi, oggetti e materiali sovvertendone funzione e senso comune.
Dalla ricerca formale pura, alla tabula rasa, spesso l’eliminazione dell’uomo dall’opera permette di trattare senza retorica anche temi politici o sociali e attivare un confronto tra l’individuo e l’oggetto che molto sa dire dello stesso essere umani.

La metafora dell’ignoto di Arnaldo Pomodoro

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Arnaldo Pomodoro, scultore e orafo italiano operante nell’ambito dell’arte non figurativa, creatore delle Sfere di bronzo che si scompongono davanti allo sguardo degli spettatori tramite frastagliate e lacerate sezioni...

Donare giovinezza. Giuseppe Penone

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La produzione di Giuseppe Penone è vasta e varia pur mantenendo…
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Identità liquefatta. Faig Ahmed

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Faig Ahmed analizza il tema dell’identità culturale, della…
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La natura dentro il museo. Olafur Eliasson

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Olafur Eliasson è il sacerdote della natura nel panorama dell’arte europea. Incarna appieno una parte significativa del carattere del nostro tempo.

Complessità contro Minimalismo. Noriko Ambe

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I lavori di Noriko Ambe riportano la complessità dell’orografia territoriale in oggetti quotidiani quali risme di carta, cassettiere da ufficio e libri.

CHRONICLES / Log No.1: un laboratorio per la speranza

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CHRONICLES / Log No.1: Jaša presenta il proprio progetto Utter. The violent necessity for the embodied presence of hope, in mostra all UGM Maribor Art Gallery e precedentemente proposto per tutta la durata della 56a Biennale di Venezia.

Il tempo è una condanna. Roman Opalka

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Raffigurare il tempo è l’obiettivo titanico che Opalka ha dato alla sua opera di artista. Il risultato è un unico quadro con infinite sfumature digradanti.

Il guerriero Hans Hartung

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Hans Hartung era una di quelle persone che in un modo o nell’altro…

Uncini. Materia bruta

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Uncini espone porzioni di cemento come fossero quadri e crea una serie di opere da appendere al muro, i Cementarmati per l’appunto.

Hiroshi Sugimoto e l'amore per il vuoto

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Sugimoto critica la presunta capacità della fotografia di ritrarre la storia con accuratezza, la utilizza per rappresentare ciò che va al di là della storia