Fiat Lux. Giovanni Carta in mostra a Oristano

Fino al 14 dicembre la Pinacoteca Carlo Contini di Oristano ospita la mostra Fiat Lux. Giovanni Carta 1973-2017, a cura di Ivo Serafino Fenu, Marco Loi e Anna Rita Punzo. Giovanni Carta è uno dei più grandi esponenti dell’astrattismo geometrico sardo, torna ad esporre in Sardegna: si possono ammirare Sessanta opere, molte delle quali inedite, prodotte dal 1973 a oggi.

«In Giovanni Carta vi è la consapevolezza storico-critica del fare artistico, la disciplina e la costanza del lavoro e l’amore per quella materia per altri versi negata se non addirittura smaterializzata» afferma Ivo Serafino Fenu «L’opera è misura, rigore compositivo, rarefatta ed equilibratissima griglia segnica, sono sottili variazioni cromatiche spesso tono su tono, accostamenti raffinati e vibranti delle campiture, trasparenze liquide e profonde. È così che il gioco delle velature si fa poesia».

Continua Marco Loi «L’arte astratta è quel tipo di arte che, per sua natura, crea immagini che non appartengono alla nostra esperienza visiva, ed estendendo il concetto alle opere di Giovanni Carta, si percepisce come il suo modo di dipingere in maniera astratta l’abbia reso libero di spaziare ed indagare ogni possibilità espressiva che il suo essere artista riesce a percepire. Linea, colore, luce e materia saranno concetti che una volta plasmati racconteranno luoghi, pensieri, stati d’animo. Se per Kandinskj la linea è la traccia lasciata dal punto in movimento, per Carta è segno grafico che esprime tutta l’essenzialità di un gesto ormai scevro dal superfluo».

«Attraverso l’astrazione Giovanni Carta traduce la propria ansia di fuga dal realismo figurativo, di evasione verso l’altro» afferma Anna Rita Punzo, «l’esigenza di essenzialità espressiva, di intensità concettuale e leggerezza della forma si traducono in schemi compositivi ritmati da cadenze geometriche e sistemi cromatici. La linea è il principio strutturante di un raffinato impianto dialettico in cui il segno acquisisce la forza visiva del colore compatto, solido, pieno, e sostiene l’architettura formale dell’opera. La produzione più recente di Giovanni Carta indaga la terza dimensione e disgrega le costrizioni del piano inserendo elementi in rilievo che emergono dalla superficie; rigorosi sistemi cromatici gravitano nella densità del bianco assoluto che accoglie e avvolge le forme, rivelando geometrie di luce ed eleganti alternanze di pieni e vuoti. La cornice traccia il confine dello spazio-tela in cui l’artista introduce installazioni ed abrasioni, volte a definire il materiale e l’immateriale attraverso dialoghi visuali, valori percettivi e tattili, andamenti orizzontali, obliqui e verticali.Ogni opera articola complesse dimensioni oniriche, sorrette da astratti equilibri armonici».

 

 

Oristano

Fino al 14 dicembre 2017

Pinacoteca Carlo Contini

Scegli il Contemporaneo #2

Apre a novembre la seconda edizione di Scegli il Contemporaneo, un progetto culturale a cura di Senza Titolo  dedicato alla città di Roma e pensato per il pubblico italiano e straniero che desidera intraprendere un percorso di conoscenza ed esplorazione attiva e partecipata della produzione artistica contemporanea e degli spazi espositivi della città.

L’obiettivo è stimolare la fruizione del contemporaneo a Roma, attraverso un approccio tematico e mettere in relazione musei, mostre, opere, architetture per favorire un’interpretazione dinamica dell’arte del nostro tempo.

Un percorso interdisciplinare che vuole superare il confine e l’autonomia della singola mostra, per avvicinare il pubblico ai linguaggi e ai codici dell’arte contemporanea attivando il confronto critico tra opera, città, pubblico.

Il progetto è strutturato in visite guidate per adulti e studenti e visite animate per bambini con attività laboratoriali condotte da curatori, educatori museali specializzati e storici dell’arte.

<< Scegli il Contemporaneo è un progetto nato per offrire ad adulti e ragazzi una nuova modalità di frequentare mostre e musei a Roma.

Ci piace pensare a una piattaforma mobile concepita come un percorso in città, che attraverso un tema – questa seconda edizione dedicata al luogo, allo spazio, all’architettura – intercetta le migliori proposte culturali della stagione e rivolge al pubblico una lettura trasversale e collegamenti inusuali che non emergerebbero nella visita tradizionale ad una singola mostra.

L’idea è innescare connessioni e rimandi, unendo l’orientamento curatoriale a quello didattico in un progetto che rafforzi i legami con le istituzioni e i luoghi espositivi e accompagni il visitatore nella scelta, nella conoscenza e nell’approfondimento del panorama contemporaneo della città >>.

Spiega Elena Lydia Scipioni, autrice del progetto Scegli il Contemporaneo.

Questa seconda edizione è un invito a considerare lo spazio, costruito e naturale come elemento di lettura e comprensione del linguaggio artistico contemporaneo.

Attraverso il programma di visite guidate e animate ad alcune tra le più significative mostre della stagione, si indagheranno le diversi connessioni tra lo spazio – inteso come architettura, paesaggio, città- le opere e il pubblico.

 

 

DOVE

Galleria Nazionale | La Collezione

  • Visita guidata per adulti Un percorso di approfondimento sulle relazioni tra spazio naturale e spazio artificiale, tra costruzione e decostruzione spaziale attraverso le opere di artisti come Gabriele Basilico, Alberto Burri, Giorgio de Chirico, Piet Mondrian, Pino Pascali, Mario Schifano, Cy Twombly. La visita guidata sarà l’occasione per rileggere la storia della collezione e il suo allestimento ma anche per indagare le sperimentazione che hanno attraversato il Novecento e ridefinito i processi artistici.
  • Visita animata per bambini e famiglie. Un’attività per scoprire lo spazio che ci circonda con gli occhi degli artisti contemporanei: la visione delle opere sarà il punto di partenza per immaginare nuovi colori, linee con cui dare forma ad inedite costruzioni d’artista! 

Cinecittà | Studi cinematografici

  • Visita guidata per adulti Un percorso per rileggere i motivi storici della nascita degli studi di Cinecittà – luogo fondamentale per la storia del cinema italiano e internazionale -conoscere le produzioni che hanno reso famoso questo luogo e indagare le architetture reali in relazione con i set cinematografici.
  • Visita animata per bambini e famiglie. Un percorso tra realtà e finzione per giocare con le geometrie degli edifici, scoprire cosa nascondono i set cinematografici e inventare nuove architetture. 

MAXXI | mostra Home Beirut. Sounding the Neighbors

  • Visita guidata per adulti Dopo i focus sulla scena artistica contemporanea iraniana e su quella di Istanbul, la mostra conclude la trilogia sul Mediterraneo e presenta alcune delle tendenze creative contemporanee che si intrecciano con la crescita e il destino di questa città. In esposizione i lavori di artisti, architetti, registi, musicisti, ballerini, ricercatori, attivisti per riflettere sulla recente storia di conflitti, l’archiviazione e il ripristino di memorie e prospettive future, e i tentativi di trasformazione urbana.
  • Visita animata per bambini e famiglie. La suggestiva forma architettonica del MAXXI condurrà i partecipanti in un divertente percorso tra linee, forme, volumi, pieni e vuoti da esplorare con il proprio corpo. Proprio come gli artisti, i bambini potranno trasformare una città reale in un luogo immaginato sovvertendo le regole della rappresentazione!

Chiostro del Bramante | Enjoy

  • Visita guidata per adulti La mostra al Chiostro del Bramante – esempio di classica simmetria architettonica, in cui è possibile vedere anche uno dei più incredibili affreschi di Raffaello – indaga il tema del gioco e del divertimento attraverso alcune significative installazioni di arte contemporanea realizzate per questa occasione, concepite come un invito a considerare una nuova percezione dell’esperienza estetica e come l’occasione per approfondire nuovi approcci partecipativi da parte del pubblico (tra gli artisti presenti in mostra Alexander Calder, Jean Tinguely, Leandro Erlich, Erwin Wurm, Ernesto Neto)
  • Visita animata per bambini e famiglie. Farfalle, specchi, ruote saranno gli ingredienti per vivere un racconto surreale tra le installazioni presenti in mostra e trasformare oggetti quotidiani in sorprendenti elementi fantastici. Un’attività pensata per allenare la fantasia e progettare originali marchingegni d’artista!

Fondazione Volume! | Respiro, all’interno dell’esterno dell’interno – visita congiunta a Villa Farnesina

  • Visita guidata per adulti Per la Fondazione VOLUME! Paolo Icaro ha realizzato un intervento site-specific, rivestendo l’interno degli spazi con teli di polietilene, dipinti di bianco, che accarezzano le pareti dello spazio, facendosi epidermide sensibile e reattiva ad ogni alito di vento e al passaggio dello spettatore. Trasparenze e sovrapposizioni animano lo spazio che, attraverso l’intervento dell’artista, si trasforma in un luogo vivo, capace di restituire la memoria custodita dalle sue pareti.
  • La visita alla mostra di Paolo Icaro sarà abbinata alla visita alla Villa Farnesina, commissionata al celebre architetto Baldassarre Peruzzi dal ricco banchiere senese Agostino Chigi, e decorata, oltre che dal Peruzzi stesso, da Raffaello, da Sebastiano del Piombo e dal Sodoma con affreschi ispirati ai miti classici.
  • Visita animata per bambini e famiglie. Due tappe per esplorare luoghi vicini nello spazio e lontani nel tempo, conoscere differenti linguaggi e tecniche artistiche.

 

 

CALENDARIO visite

 

Galleria Nazionale collezione permanente

Sabato 11 novembre

ore 16 visita guidata adulti; guidata bambini (5-10 anni)

 

MAXXI mostra Home Beirut. Sounding the Neighbors

Sabato 18 novembre

ore 16 visita guidata adulti; guidata bambini (5-10 anni)

 

Chiostro del Bramante mostra Enjoy

Domenica 19 novembre

ore 16 visita guidata adulti; guidata bambini (5-10 anni)

 

Villa Farnesina e Fondazione Volume!

Sabato 25 novembre da confermare

ore 11 visita guidata adulti; guidata bambini (5-10 anni). Villa Farnesina; segue (a piedi) la visita alla mostra Respiro, all’interno dell’esterno dellinterno di Fondazione Volume!

 

Cinecittà Studios visita al complesso architettonico di Cinecittà e ai set

Sabato 2 dicembre

ore 16 visita guidata adulti; guidata bambini (5-10 anni)

 

Chiostro del Bramante mostra Enjoy

Domenica 3 dicembre

ore 16 visita guidata adulti, guidata bambini (5-10 anni)

 

Galleria Nazionale Collezione permanente

Sabato 16 dicembre

ore 16 visita guidata adulti, guidata bambini (5-10 anni)

Tutte le visite prevedono una durata di 90 minuti e un numero di partecipanti tra 8 min e 25 max

Maskers: tutti i volti di Jan Fabre in mostra a Roma

C’è ancora tempo solo fino a giovedì 9 novembre per visitare Maskers, la sesta personale dedicata dalla galleria romana Magazzino a Jan Fabre.

La mostra, curata da Melania Rossi, è interamente dedicata al tema dell’autoritratto. Protagoniste sono infatti una serie di “maschere”, con cui l’artista indaga e svela i suoi diversi volti, le multiple sfaccettature che compongono la sua identità. Il risultato è la materializzazione di una personalità complessa, fatta di diversi personaggi che convivono e compongono l’io dell’artista, ma anche quello di qualsiasi altro uomo. L’indagine alla base delle opere esposte è infatti senza dubbio narcisistica e autoriferita, ma è rivolta allo stesso tempo anche alla natura umana in generale.

In mostra sono esposti una serie di busti in bronzo e cera, in cui l’artista belga si rappresenta con estremo realismo, ma con l’aggiunta di attributi animali e dettagli colorati dal significato simbolico. In tutti ricorrono gli stessi tratti fisionomici, ma interpretati e modificati attraverso materiali, espressioni, età e deformità differenti. Al naturalismo di tradizione fiamminga tanto caro all’artista, è affiancata l’autoanalisi e l’esplorazione dell’inconscio.

Attraverso orecchie e corna di ogni sorta, l’artista crea un suo personalissimo bestiario psicologico, un proprio corpus iconografico in cui apparire di volta in volta ribelle, terrificante, potente e poi sconfitto, saggio ma subito dopo scherzoso e così via.

Il pubblico si trova trasportato in un’atmosfera surreale e un po’ grottesca, al centro di un’esperienza inquietante e divertente allo stesso tempo. Entrando nella sala nera e senza pannelli né didascalie o altri riferimenti, il visitatore si trova circondato da questo coro di personaggi che emergono dall’oscurità e sembrano voler interagire con lui. La sensazione allora è proprio quella di essere entrati nella testa dell’artista, di presenziare al cospetto delle sue tante personalità.

 

 

Fino al 9 novembre

Magazzino Arte Moderna

Via dei Prefetti, 17

Roma

 

http://www.magazzinoartemoderna.com/maskers/

Andrea Bianconi. Flight System Man

   Sabato 4 novembre 2017 è stata inaugurata presso la Galleria FabulaFineArt di Ferrara la mostra Flight System Man, personale di Andrea Bianconi a cura di Vittoria Coen.

La mostra si snoda fra volo e identità, quella dell’artista che ritrae se stesso in mille differenti modi, che fugge e al tempo stesso cerca se stesso, provando le proprie forze fino al limite. La performance fa parte del complesso e multiforme universo creativo di Bianconi, che mette in scena una vera e propria sinfonia di suoni, gesti, segni, oggetti ed elementi vari che accompagnano la sua continua ricerca concettuale.

In I Wing l’artista traduce metaforicamente il tentativo di volo in una performance inquietante che diventa un video. L’aspirazione a librarsi nell’aria che da sempre accompagna la storia del pensiero umano, dal Mito di Icaro e dalle ricerche di Leonardo fino ad oggi, mette in relazione il rapporto tra la vita e la morte.
Andrea Bianconi dà voce al desiderio inconscio di abbracciare l’universo e di liberare lo spirito, e nello stesso tempo, mette a fuoco le nostre paure più profonde. Ci costringe a guardarci allo specchio con le nostre incapacità e con i nostri limiti, ma nello stesso tempo ci sprona a non adagiarci sulle nostre illusioni e a riconsiderare lo sforzo del tentare il volo come qualcosa, comunque, di vitale in sé e per sé.

Il percorso espositivo continua con Drawing, disegni che studiano il volo attraversato da piccole frecce, quelle stesse frecce che coprono i muri. Piccoli segnali del movimento, che suggeriscono l’uscita e che, poi, creano delle silenziose esplosioni. Il lavoro di Andrea Bianconi si caratterizza per l’incessante moto perpetuo di forme, segni e segnali di identità, una “topografia della conoscenza”, una enciclopedia di parole, suoni, respiri che fanno parte del suo mondo più profondo. Bianconi è un nomade delle idee, dove il suo corpo, il suo io, sono il canovaccio della sua ricerca. La sua vita si divide tra l’Italia e gli Stati Uniti, dove a periodi vive e lavora. Noi siamo spettatori, ma riusciamo a interagire mentalmente, a entrare in sintonia col suo lavoro. Perché così come lui vuole vivere tutte le vite, anche noi siamo sensibilmente colpiti dalla sua vita d’artista.

 

FLIGHT SYSTEM MAN DI ANDREA BIANCONI

A CURA DI: Vittoria Coen

DOVE: Galleria FabulaFineArt, Via dei Podestà 11, Ferrara

 

DATE E ORARI: dal 04 novembre al 09 dicembre; da martedì a sabato dalle 10:00 alle 12:30 e dalle 16:00 alle 19:30 e visite su appuntamento

 

CONTATTI

email: fabulafineart@gmail.com

tel: 0532 098935

 

Biennale internazionale d’arte contemporanea di Mantova

EA EDITORE di Palermo e lo Studio di Consulenza Artistica RUSSO di Roma, sono lieti di presentare la Biennale Internazionale d’Arte Contemporanea di Mantova uno straordinario evento artistico che avrà luogo presso il MUSEO DIOCESANO FRANCESCO GONZAGA.

Il Museo ha sede nel chiostro maggiore dell’ex-monastero agostiniano di Sant’Agnese, un edificio carico di storia. Nel contesto urbano esso si colloca a poche decine di metri dalla Cattedrale e dal Palazzo Ducale. Il museo conserva opere provenienti dal Duomo, dalla Basilica Palatina di Santa Barbara, dal territorio diocesano e da numerose collezioni private. Al suo interno sono custodite opere di Andrea Mantegna, Correggio, Domenico Fetti, Francesco Cairo. Nelle sue sale è possibile visionare preziosi oggetti del tesoro della cattedrale di San Pietro Apostolo e della basilica palatina di Santa Barbara oltre a un consistente numero di arazzi, ceramiche e armature.

Pittura – scultura – fotografia – design – videoart in un’esperienza fruitiva innovativa.

Dal 4 al 10 novembre i corridoi adiacenti alle sale dei tesori e numerose sale interne ospiteranno l’operato di trecento artisti contemporanei provenienti da oltre quaranta paesi.

L’evento, di rilievo internazionale, è ideato e curato da Francesco Saverio Russo, Salvatore Russo e Sandro Serradifalco con la consulenza artistica di Serena Carlino, Rino Lucia e Barbara Romeo. La supervisione artistica è di Paolo Levi.

Ciò che si presenterà ai visitatori è uno spaccato significativo della creatività attuale, sollecitando, uno scambio culturale qualificato. La Biennale si pone l’obiettivo, infatti, di proporre narrazioni visive di artisti destinati ad essere ricordati nel tempo.

Un magico scenario capace di donare al fruitore uno spaccato artistico contemporaneo con tante nuove testimonianze creative.

 

 

Dal 04 Novembre 2017 al 10 Novembre 2017

MANTOVA

Cerimonia di presentazione: 4 novembre alle ore 16,30
presso il Teatro Sociale di Mantova (Piazza Felice Cavallotti)

Inaugurazione mostra: 4 novembre alle ore 18,30
presso Museo Diocesano Francesco Gonzaga

LUOGO: Museo Diocesano Francesco Gonzaga

E-MAIL INFO: eaeditore@gmail.com

SITO UFFICIALE: http://www.biennaledimantova.com

1968. E’solo un inizio

Inaugurata lo scorso 3 ottobre presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, la mostra E’ solo un inizio. 1968, curata da Ester Coen, presenta un corpus di lavori appartenenti a una generazione di artisti che si sono mossi a cavallo tra la fine degli anni ‘60 e il decennio successivo, sperimentando il proprio operato attraverso una serie di nuove correnti e possibilità sviluppatesi proprio in quegli anni, grazie allo zeitgeist del periodo, caratterizzato da un clima di agitazione ideologica e culturale.

Lo spunto politico presente nel titolo, che allude ai movimenti del Maggio francese del ’68, che nacquero in pesante polemica all’idea di capitalismo e che si irradiarono poi in diversi paesi europei arrivando a toccare anche la nostra penisola, non trova un chiarissimo riscontro nella selezione delle opere in mostra. Si può forse parlare di una concomitanza cronologica tra gli eventi politici e quelli più prettamente artistici e culturali, piuttosto che di un’adesione vera e propria a una rivoluzione di ordine sociale.

Sono tanti i protagonisti dei movimenti esposti in questa sede che, nati in quegli anni, hanno lasciato un segno vigoroso nella storia dell’arte, diventando delle vere e proprie correnti, strutturate e innovative.

L’Arte Povera, nuovo atteggiamento che usa materiali che stanno alla base della catena dei materiali, come il legno, il cotone idrofilo, il piombo, i metalli. Tra gli esponenti di questa corrente c’è Mario Merz, il cui igloo apre la mostra, troneggiando al centro della prima sala, ponendosi come modulo abitativo primitivo nel quale si raccoglie la volontà costruttiva senza pretesa stilistica.

Poverista anche l’opera di Gilberto Zorio, in cui elementi costruttivi funzionali sono usati solo come struttura portante di materia destinata semplicemente a descriversi in quanto tale o lo specchio di Michelangelo Pistoletto, che pone una riflessione sullo spazio: vedersi riflesso implica essere fuori e dentro l’opera.

La Minimal Art americana è presente con opere di Donald Judd, Carl Andre e Dan Flavin, fino ad arrivare a Sol LeWitt: forme geometriche essenziali, accentramenti e decentramenti che connotano lo spazio in maniera plastica, mentre l’Arte Concettuale è rappresentata dalle opere di Kosuth e Giulio Paolini, il cui fine è la smaterializzazione dell’identità. Nel caso del celebre autoritratto di Paolini ad esempio, il potere culturale vive attraverso la memoria dell’immagine: non conta l’opera stessa ma la memoria dell’oggetto.

Sono tre gli esponenti della Land art esposti, poetica artistica che come dice il nome stesso compie la sua azione sul paesaggio: Gordon Matta-Clark, che interviene in situazioni urbane di abbandono, ad esempio su palazzi di periferia; Richard Long, che effettua interventi sul paesaggio nei grandi spazi dei deserti americani o utilizzandone gli elementi costitutivi, come nelle rocce in mostra, o Christo, con i suoi famosi impacchettamenti.

Luigi Ontani, artista indipendente, che fa capo alla Scuola di Piazza del Popolo di Roma, portando avanti un discorso a sé, è in mostra con 52 foto che lo rappresentano in atteggiamenti e pose diverse: è il suo corpo il substrato su cui si depositano le informazioni rivolte allo spettatore. Indagine sul corpo o meglio utilizzo del corpo dell’artista stesso come principale strumento di espressione è anche il perno della poetica della body art, rappresentata dal performer italo americano Vito Acconci.

Sono forse i protagonisti dell’arte Pop gli artisti più politicizzati in mostra, con la loro polemica rivolta alla società consumistica; questo è molto evidente nelle opere di Franco Angeli e Mario Schifano, nelle quali il gesto del braccio o la predominante del colore rosso riportano a un senso dichiaratamente schierato.

La mostra si presenta quindi davvero come una ricca pagina antologica di un decennio complesso e variegato, offrendo al visitatore spunti interessanti per inquadrarne i maggiori protagonisti.

 

 

È solo un inizio. 1968

Fino al 14.01.2018

Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea

Via delle Belle Arti 131, Roma

http://lagallerianazionale.com/

 

 

Gianni Bertini. Il tempo

Inaugura sabato 4 novembre alle ore 19 presso la Galleria RoccaTre Gianni Bertini. Il Tempo a cura di Raffaella A. Caruso.

La mostra che apre durante la notte delle arti contemporanee è un focus particolare sulla figura di Gianni Bertini e analizza attraverso opere che vanno dal 1949 al nuovo Millennio il tema del tempo come costante della sua produzione.

Così se da un lato il tempo è la struttura ritmica portante di ogni composizione, dall’altra il testo in catalogo, dello stesso curatore, evidenzia come Bertini abbia percorso e anticipato ogni movimento artistico dalla fine degli anni 40 (Mac, Nucleare, Informale) uscendone prima che diventasse per lui esercizio di stile.

Così pare di sentire il ritmo di bielle, pistoni, ingranaggi con cui asseconda la forza gestuale delle composizioni informali e il fruscio delle pagine di quei giornali dalle cui immagini assembla rapido le opere con cui dà il via la pop art italiana. Lo spettatore si trova così catapultato in una dimensione narrativa dove conta solo l’immagine, e un racconto istantaneo in cui prima e dopo si prendono beffe dello spettatore. Tra le opere in mostra un rarissimo Grido (Tricolore, 1949), una tela del MAC (Autografico, 1949) con cui Bertini partecipa alla Biennale di Venezia del 1950, la celeberrima Tempesta sull’Olimpo del 1955 sino alle opere della Mec art e a quelle di impegno civile del ciclo Per non dimenticare sulla Guerra del Golfo in cui Bertini sperimenta la pittura digitale che nel nuovo Millennio meglio gli permette di seguire il rapido correre delle idee.

 

 

Dal 04 Novembre 2017 al 09 Dicembre 2017

TORINO

LUOGO: Galleria RoccaTre

CURATORI: Raffaella A. Caruso

TELEFONO PER INFORMAZIONI: +39 011836765

E-MAIL INFO: roccatre@gmail.com

SITO UFFICIALE: http://https://www.galleriaroccatre.com

8208 Lighting Design Festival 2017

E’ stata presentata la seconda edizione di 8208 Lighting Design Festival in programma a Como dal 4 al 24 novembre. L’evento è dedicato all’arte contemporanea e coinvolge artisti, designer, università e professionisti internazionali con 6 installazioni luminose site-specific in diversi luoghi della città, eventi speciali, workshop e panel che affrontano il tema della luce e della light art. 

Il tema della seconda edizione del festival è il “Boundary” – il confine – parola inglese scelta per le sfumature che assume in confronto ai diversi significati univoci della rispettiva traduzione italiana. Quest’anno gli artisti chiamati a confrontarsi con il tema del Boundary attraverso il mezzo della luce, sono stati liberi di interpretarlo come meglio hanno creduto, dando un forte messaggio, a volte su quanto un limite possa essere potente,  su quanto esso sia fragile e inutile, a volte quanto possa aiutare e a volte come riesca ad includere, o a escludere.  Le 6 opere verranno inserite all’interno dei contesti più belli e significativi della città di Como per entrare in interazione con essi e amplificarne aspetti e letture spaziali. A Como, le installazioni saranno posizionate in Via Pretorio, a Porta Torre, ai Giardini del Tempio Voltiano in Viale Guglielmo Marconi e in Lungo Lario Trento e al Molo di Sant’Agostino mentre a Cernobbio ci sarà un’installazione a Villa Bernasconi.

Il pubblico sarà invitato non solo ad osservarle, ma anche a interagire e diventare anch’esso protagonista dell’installazione artistica.

8208 Lighting Design Festival (8208 è il nome dell’asteroide che è stato dedicato a Volta insieme a un cratere della luna) è promosso da Fondazione Alessandro Volta insieme al Comune di Como con il patrocinio di alcuni importanti enti, ed è inserito nelle iniziative Cult City.

Da quest’anno 8208 Lighting Design Festival ha stretto una partnership con Alberobello Light Festival, evento internazionale che trasforma i trulli pugliesi in opere d’arte luminose, e con F-Light, il festival della luce che illumina i luoghi più belli e suggestivi di Firenze con proiezioni, videomapping, installazioni, il Comune di Cernobbio e Associazione Villa del Grumello, che ospiteranno due installazioni.

Il Festival ospiterà anche una serie di eventi speciali con un’attenzione alla multidisciplinarietà e alla contaminazione dei linguaggi creativi: un workshop per lo sviluppo illuminotecnico e la creazione di scenari di luce; una giornata di panel sul rapporto tra arte e tecnologia, con il desiderio di coinvolgere professionisti provenienti da tutto il mondo per presentare scenari di riferimento, esempi di innovazione e nuove tendenze; una serata di musica e performance live che si sviluppa al confine delle arti e delle tecnologie, che nasce per inseguire l’integrazione delle arti e creare un nuovo rapporto del pubblico con gli spazi del teatro; una mostra collettiva di sedici artisti, nel corso della quale il buio tratterà la luce nera come medium espressivo in grado di coinvolgere lo spettatore in una innovativa esperienza sensoriale.

 

 

Dal 04 Novembre 2017 al 24 Novembre 2017

COMO

LUOGO: Sedi varie

ENTI PROMOTORI:

  • Fondazione Alessandro Volta
  • Comune di Como

E-MAIL INFO: info@8208.it

SITO UFFICIALE: http://www.8208.it

Illustri persuasioni tra due guerre

Fino al 14 gennaio 2018 il Museo Nazionale della Collezione Salce presenta la mostra Illustri persuasioni, composta da un centinaio di magnifiche testimonianze dell’arte pubblicitaria create dal 1920 al 1940, anni compresi tra la prima e la seconda guerra mondiale.

Sono manifesti definiti “perentori”, declinanti una stagione distinta dalla precedente del Liberty (oggetto della precedente esposizione al Museo Salce).

In questa mostra l’attenzione è posta sugli autori che hanno creato i manifesti, artisti a cui è stato conferito il ruolo di “persuasori”. Negli anni compresi fra il 1920 e il 1940 la “propaganda” ha assunto un ruolo ufficiale, ove la grafica ha raggiunto livelli di straordinaria eccellenza, infatti, non a caso, sono stati i decenni in cui in Europa, ma non solo, si sono perfezionati gli strumenti della comunicazione di massa.

Illustri personalità, quali Leonetto Cappiello e Marcello Dudovich, hanno sperimentato la tenuta delle loro idee comunicative attraverso un linguaggio più incisivo e volumetrico, sono stati inventati personaggi indimenticabili come il folletto nella buccia d’arancia per Campari o l’elegante donna in blu per la Fiat Balilla.

In altri autori, novelli nel mondo della grafica pubblicitaria, i volumi e le geometrie conducono la mente dell’osservatore ai paralleli percorsi della pittura, tra cubismo e futurismo. Alcuni esempi? Di certo le splendide nature morte di Marcello Nizzoli per il Campari o per il Vov, le marionette ironiche di Fortunato Depero di Enrico Prampolini e di Bruno Munari.

Anche il mondo più discreto dell’illustrazione suggestiona gli autori pubblicitari, esprimendo in maniera raffinata le prerogative più coerenti dell’Art déco. A tal proposito si annoverano le prove giovanili di Erberto Carboni, tra cui spiccano per felicità inventiva, quasi fiabesca, quelle per la O.P.S.O. di Parma.

Ma è Carboni, qualche anno più tardi, a sviluppare un altro nuovissimo rapporto, ovvero quello tra la grafica pubblicitaria e la fotografia, che entra con vigore nei manifesti fin dagli anni ’30. Atmosfere fotografiche e cinematografiche sono implicite anche nel lavoro di Gino Boccasile, quello delle “signorine grandi firme”.

 

 

Fino al 14 Gennaio 2018

TREVISO

LUOGO: Museo Nazionale Collezione Salce

CURATORI: Marta Mazza

SITO UFFICIALE: http://www.collezionesalce.beniculturali.it/

Part 1 – Galleria Alessandra Bonomo

Ha inaugurato mercoledì 25 ottobre presso la Galleria Alessandra Bonomo di Roma la collettiva Part 1, dedicata all’incontro tra le sperimentazioni di quattro giovani artisti. La mostra, come suggerisce il titolo generico, si pone come una semplice occasione di valorizzazione di giovani proposte, senza il bisogno di forzare a tutti i costi le opere verso aspetti comuni o messaggi unitari, e anche come la prima di una serie di iniziative similari, volte a indagare il fermento artistico contemporaneo. In altre parole, al centro dell’esibizione non c’è un discorso unico costruito attraverso le opere, ma l’esaltazione dell’individualità dei singoli artisti, delle loro caratteristiche specifiche e qualità originali. Le opere esposte, infatti, come osserva Carmelo Cipriani nel suo testo critico, sono accostate più per opposizione che per analogia, e la mostra non è altro che un fertile dialogo tra esperienze eterogenee, tra materiali e linguaggi molto diversi tra loro.

Ad aprire la mostra è Lulu Nuti, che espone opere nate durante una residenza d’artista su una nave cargo, molto diverse nella forma e nelle modalità di realizzazione, ma tutte volte ad interpretare lo spazio e la nostra relazione con esso. Particolarmente interessante è Cardiograms, una serie di tredici fogli circolari su cui sono stati registrati i movimenti della nave attraverso il tratto tracciato da una penna appesa al soffitto della cabina dell’artista, con risultato avvincente sia dal punto di vista estetico che per l’originalità nella rappresentazione del movimento, dello spazio e del tempo.

Baldassarre Ruspoli espone invece opere che indagano le potenzialità inespresse dei materiali da costruzione. Oggetti trovati come cavi d’acciaio e travi di legno sono recuperati dall’artista e utilizzati per realizzare opere che rimandano a esperienze artistiche precedenti, come le due assi riadattate in un omaggio a Brancusi

Seguono i disegni di Delfina Scarpa, una serie di colorati busti di donna e paesaggi appena schizzati, evocativi di un mondo infantile ed esotico allo stesso tempo.

L’ultimo artista in mostra è Simone Pappalardo con la sua sperimentazione sonora Orchestra Fragile, un’installazione che è anche uno strumento musicale. Composta da una serie di ampolle in vetro e fili di rame, l’opera produce un suono che accompagna il pubblico lungo tutto il percorso, risuonando in ogni sala e perfino all’esterno della galleria.

 

 

Galleria Alessandra Bonomo

Fino al 30 gennaio 2018

via del Gesù, 62

Roma

http://www.bonomogallery.com/