STATI UNITI DELLA SILA

Sabato 15 ottobre 2016, alle ore 17.00, a Cosenza, Palazzo Arnone, in occasione della XIIª Giornata del Contemporaneo, promossa dall’AMACI (Associazione Musei d’Arte Contemporanea Italiani) e sostenuta dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, il Polo Museale della Calabria e la Galleria Nazionale di Cosenza presentano STATI UNITI DELLA SILA di Alessia Principe.

Il progetto espositivo, originariamente un diario fotografico di famiglia, viene filtrato dall’attitudine al reportage giornalistico dell’autrice e si tramuta in un suggestivo omaggio al grande schermo.

Gli scenari della Sila calabrese si sovrappongono ai set cinematografici di quegli Stati Uniti che, attraverso l’immaginario dell’artista, diventano pretesto per una narrazione giornalistica che accompagna le immagini esposte.

La mostra, a cura di Gemma-Anais Principe con il coordinamento scientifico di Nella Mari, propone un corpus di 28 opere tra fotografie, video e testi.

Tutte le opere video e fotografiche sono state realizzate esclusivamente con l’utilizzo dello smartphone, pratica artistica che, con il termine di mobile photography, è di recente riconosciuta dalla storiografia ufficiale e dalle istituzioni museali.

Alessia Principe, giornalista professionista, ha lavorato a lungo nelle redazioni di alcune testate calabresi (da “Edizione della Sera a Calabria Ora al Garantista”) occupandosi soprattutto di spettacolo e costume. Scrive di cinema e televisione nel suo blog sull’Huffington Post.

Parteciperanno all’inaugurazione: Nella Mari, direttore della Galleria Nazionale di Cosenza e direttore delegato del Polo Museale della Calabria, Gemma-Anais Principe, curatore della mostra e l’artista.

La mostra STATI UNITI DELLA SILA rimarrà aperta al pubblico fino al 13 novembre 2016 e potrà essere visitata secondo il seguente orario: 10.00/18.00 tutti i giorni.

Stati uniti della Sila - mostra fotografica di Alessia Principe - Galleria Nazionale di Cosenza

XIIª Giornata del Contemporaneo

Mostra fotografica

STATI UNITI DELLA SILA

di Alessia Principe

a cura di Gemma-Anais Principe

Galleria Nazionale di Cosenza

Cosenza – Palazzo Arnone

16 ottobre/13 novembre 2016

Inaugurazione – sabato 15 ottobre 2016 – ore 17.00

 

VolareArte. Park Eun Sun

L’aeroporto di Pisa si veste d’arte. Lo sguardo degli oltre quattro milioni e settecentomila passeggeri che ogni anno transitano dall’Aeroporto Galileo Galilei di Pisa incontra la scultura con i preziosi marmi delle Apuane.

L’aeroporto, così, diviene un museo aperto a tutti, la cui fruibilità è semplice e diretta. L’arte torna ad essere un bene comune, esce dal guscio privilegiato degli spazi espositivi e si muove per incontrare ogni pubblico, qui, quello infinitamente variegato della stazione aeroportuale.

VolareArte, giunta quest’anno alla sua terza edizione, è un’iniziativa della Fondazione Henraux in collaborazione con Toscana Aeroporti S.p.A., società che gestisce gli scali di Pisa e di Firenze, che vede l’installazione di nove sculture monumentali, di cui una inedita e appositamente realizzata, dell’artista coreano Park Eun Sun, all’esterno e all’interno dell’aeroporto di Pisa. Opere che rimarranno esposte fino al 2017.

Nel nuovo percorso espositivo le sculture, tutte monumentali, saranno così distribuite: fronte aerostazione, in posizione centrale, Generazione II, opera inedita in marmo bianco Altissimo e Versilys (prezioso grigio venato) e Accrescimento Colonna Infinita II, in granito nero e verde chiaro; sul lato destro, Condivisione 05, in Marmo Bianco e Grigio e Condivisione 34 in Marmo Bianco e Grigio; sul lato sinistro, Condivisione 35 in Marmo Bianco e Grigio.
Sempre all’esterno dell’aerostazione nell’area delle partenze sarà installata Duplicazione di colonna infinita III, in marmo bianco e grigio, Collegamento tra cubi e sfere II in granito verde e nero, all’interno, accanto alle scale mobili, sarà esposta Accrescimento, in Marmo Bianco e Grigio; mentre nella zona arrivi troverà posto Duplicazione, in Marmo nero e rosa.

Park Eun Sun, affermato artista coreano, da anni residente in Versilia, arriva in Italia per assecondare il suo desiderio di lavorare con i marmi apuani, che richiedono grandi competenze tecniche. Le sue opere, esposte e conosciute in tutto il mondo, spiccano per la purezza delle forme geometriche la cui lavorazione è sempre caratterizzata dalla bicromia dei materiali lapidei che le compongono. Una stratificazione cromatica che riporta alle facciate delle grandi architetture rinascimentali ma che incontra, altresì, la raffinatezza delle suggestioni visive orientali. Una bicromia che mette insieme i contrasti, l’ordine e il disordine, nel tentativo di rendere percepibile la complessità del pensiero dell’uomo, sempre sospeso fra gli opposti dell’essere e del vivere.

Gina Giani, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Toscana Aeroporti S.p.A., ha dichiarato: “Dal 1998 ospitiamo al Galilei opere di artisti di fama internazionale, italiani e stranieri, allestendo mostre in maniera sistematica e continuativa grazie alla partnership con istituzioni culturali di prima grandezza. L’aeroporto Galilei è così anche uno spazio espositivo di alto profilo, un museo a cielo aperto in cui non solo offriamo ai passeggeri in transito la prima e l’ultima impressione della Toscana, ma favoriamo il confronto fra i diversi linguaggi artistici e la loro interazione con il pubblico di visitatori”.

Le sculture di Park Eun Sun nei due anni di esposizione verranno a contatto con circa dieci milioni di persone, una mostra aperta ad un pubblico davvero molto ampio.

Volarearte. Park Eun Sun, Fonte arte.it

Fino al 27 Maggio 2017

Pisa

Luogo: Aeroporto Internazionale Galileo Galilei

Enti promotori:

  • Fondazione Henraux
  • Toscana Aeroporti S.p.A

Telefono per informazioni: +39 0584 761217

E-Mail info: info@fondazionehenraux.it

Sito ufficiale: http://www.fondazionehenraux.it

Soggettivo – Primordiale

Insieme al fauvismo in Francia, l’espressionismo tedesco è stata la prima avanguardia artistica del Novecento. I celebri gruppi “Die Brücke” (Il ponte), fondato a Dresda nel 1905, e “Der Blaue Reiter” (Il cavaliere azzurro), nato a Monaco sei anni più tardi, non soltanto rivoluzionarono i canoni ereditati dalle esperienze pittoriche tardo-ottocentesche, ma posero anche le basi per lo sviluppo di uno dei più importanti filoni della ricerca artistica del XX secolo, destinato a influenzare una parte significativa delle sperimentazioni moderne.

La mostra al MAN di Nuoro, a cura di Tayfun Belgin e Lorenzo Giusti, propone una riscoperta dei movimenti dell’espressionismo tedesco attraverso una selezione di oltre cento opere provenienti dalla collezione dall’Osthaus Museum di Hagen, dedicato al grande collezionista Karl Ernst Osthaus, uno dei padri sostenitori dell’avanguardia artistica e architettonica europea, il primo in Germania ad acquistare opere di Gauguin e di Van Gogh.

In particolare la mostra pone l’accento su due aspetti fondamentali, che legano tra loro le ricerche artistiche delle diverse correnti dell’espressionismo: la volontà di sviluppare una nuova forma di espressione soggettiva, libera da condizionamenti letterari, simbolici o tematici, e la ricerca di valori primordiali, da ritrovare sia nella vita delle città, sia – e soprattutto – nel contesto naturale.

I linguaggi sperimentati dagli artisti tedeschi reagivano alle trasformazioni della società moderna e agli eventi politici dell’Europa dell’inizio del XX secolo. Stretti tra il conservatorismo della politica imperiale e la crescita di una cultura di massa favorita dallo sviluppo industriale, gli artisti trovarono così rifugio nei valori dell’individualismo e del primordio, alla ricerca di esperienze di vita autentiche e originali.

Autori come Ernst Ludwig Kirchner, Otto Mueller ed Emil Nolde indagarono l’espressione dei corpi umani, guardando sia ai lavoratori delle province tedesche sia ai nativi delle colonie lontane. Un lavoro fortemente legato all’attualità, che intendeva avanzare una critica al sistema politico e alla crescita incontrollata delle città e allo stesso tempo ribadire l’importanza del singolo, con i suoi sentimenti, i suoi stati d’animo, all’interno di una società sempre più massificata.

Nolde in particolare – e con lui Max Pechstein – intraprese lunghi viaggi nei territori coloniali tedeschi d’oltremare, nel Sud del Pacifico, mentre Erich Heckel e Karl Schmidt-Rottluff si dedicarono invece al tema del paesaggio, lavorando spesso a Dangast, nel territorio morenico del Mare del Nord, dove realizzarono opere di grande originalità, dai colori accesi e brillanti, ricche di movimento e di pathos.

A queste tendenze si affiancò anche la ricerca di nuove forme, più individuali, di religiosità, da cui la riscoperta soprattutto dei temi della Passione di Cristo, a cui si dedicò – oltre allo stesso Nolde – anche Christian Rohlfs. Quest’ultimo, in particolare, insieme a Kirchner e Nolde, fu uno degli artisti dell’espressionismo maggiormente amati da Osthaus e per ben trentasette anni mantenne il proprio atelier all’interno dell’edificio che ospitava la collezione del grande mecenate, il Folkwang Museum, inaugurato ad Hagen nel 1902 grazie al contributo di Henry Van de Velde, che ne curò l’arredamento e la decorazione interna.

In forme diverse anche Franz Marc e Alexej von Jawlensky – esponenti di punta del gruppo del “Cavaliere azzurro” insieme a Wassily Kandinsky – testimoniarono una profonda tensione spirituale, che nel primo trovò espressione negli scenari che circondano i suoi celebri animali – quasi la ricerca di una nuova condizione paradisiaca originale – e nel secondo si manifestò invece nelle realizzazione di figure iconiche, sulla scia della tradizione pittorica orientale, portata avanti, in maniera quasi ossessiva, a partire dal 1911.

Completata con una serie di lavori di Max Pechstein, Lyonel Feininger, Max Beckmann, Max Liebermann, Conrad Felixmüller e Gabriele Münter, la mostra al MAN di Nuoro – realizzata in collaborazione con l’Institut für Kulturaustausch (Tübingen) – costituisce un’occasione unica in Italia per la conoscenza di uno dei movimenti più influenti nella storia delle avanguardie pittoriche del XX secolo.

museoman.it

 

21.10.2016  –  05.02.2017
Inaugurazione: venerdì 21 ottobre ore 19

via Sebastiano Satta 27 – 08100 Nuoro
T. +39.0784.252110
F. +39.0784.36243
Orario invernale: 10-13/15-19 | Orario estivo: 10-20 | Lunedì chiuso
info@museoman.it

Ai Weiwei. Libero

Dal 23 settembre 2016 al 22 gennaio 2017 Palazzo Strozzi a Firenze ospita la prima grande mostra italiana dedicata a uno dei più celebri e controversi artisti contemporanei: Ai Weiwei. Libero

Artista dissidente e personalità provocatoria, protagonista di mostre presso i maggiori musei del mondo, Ai Weiwei invaderà Palazzo Strozzi con opere storiche e nuove produzioni che coinvolgeranno tutto lo spazio: la facciata, il cortile, il Piano Nobile e la Strozzina. Per la prima volta Palazzo Strozzi sarà utilizzato come uno spazio espositivo unitario, creando un’esperienza totalmente inedita per i propri visitatori ed esaltando una delle peculiarità dell’arte di Ai Weiwei, il rapporto tra tradizione e modernità, in un luogo simbolo della storia di Firenze.

La mostra proporrà un percorso tra installazioni monumentali, sculture e oggetti simbolo della sua carriera, video e serie fotografiche dal forte impatto politico e simbolico, permettendo una totale immersione nel mondo artistico e nella biografia personale di Ai Weiwei. Le opere esposte spazieranno così dal periodo newyorkese tra gli anni ottanta e novanta in cui scopre l’arte dei suoi “maestri” Andy Warhol e Marcel Duchamp alle grandi opere iconiche degli anni duemila fatte di assemblaggi di materiali e oggetti come biciclette e sgabelli, fino alle opere politiche e controverse che hanno segnato gli ultimi tempi della sua produzione artistica, come i ritratti di dissidenti politici in LEGO o i recenti progetti sulle migrazioni nel Mediterraneo.

Nel corso degli ultimi venti anni Ai Weiwei si è imposto sulla scena internazionale come il più famoso artista cinese vivente e una delle più influenti personalità del nostro tempo, sempre muovendosi tra attivismo politico e ricerca artistica e diventando un simbolo della lotta per la libertà di espressione. La mostra diviene una straordinaria occasione per scoprire il genio creativo di Ai Weiwei con opere in cui si fondono riferimenti alla storia cinese passata e presente. Nelle sue opere l’artista gioca tra antico e contemporaneo, tra passato, presente e futuro, denunciando un rapporto ambivalente con il proprio paese, diviso tra un profondo senso d’appartenenza che emerge dall’utilizzo di materiali e tecniche tradizionali e un altrettanto forte senso di ribellione con cui manipola oggetti, immagini e metafore della cultura cinese, denunciando le contraddizioni tra individuo e collettività nel mondo contemporaneo.

 

Con la collaborazione di
Galleria Continua, San Gimignano/Beijing/Les Moulins/Habana

Con il sostegno di
Comune di Firenze
Camera di Commercio di Firenze
Associazione Partners Palazzo Strozzi
Regione Toscana

Main Sponsor
Banca CR Firenze / Intesa Sanpaolo

 

Ai Weiwei. Libero, Fonte palazzostrozzi.org

Da: 23 settembre 2016
A: 22 gennaio 2017

Orario mostra Tutti i giorni inclusi i festivi 10.00-20.00
Giovedì: 10.00-23.00

InfoTel +39 055 2645155
info@palazzostrozzi.org

PrenotazioniSigma CSC
Dal lunedì al venerdì
9.00-13.00 / 14.00-18.00
Telefono: +39 055 2469600
prenotazioni@palazzostrozzi.org

LOVE. L’ARTE CONTEMPORANEA INCONTRA L’AMORE

Dal 29 settembre 2016 al 19 febbraio 2017 il Chiostro del Bramante di Roma ospita LOVE. L’arte contemporanea incontra l’amore, a cura di Danilo Eccher.
Il Chiostro del Bramante festeggia i suoi 20 anni di attività con una mostra dal carattere internazionale.
Una novità assoluta e imperdibile nel panorama delle proposte culturali capitoline degli ultimi anni che si candida a riportare la città di Roma in linea agli stessi livelli delle più stimate realtà espositive internazionali. Per la prima volta saranno riuniti tra i più importanti artisti dell’arte contemporanea, come Yayoi Kusama, Tom Wesselmann, Andy Warhol, Robert Indiana, Gilbert & George, Francesco Vezzoli, Tracey Emin, Marc Quinn, Francesco Clemente e Joana Vasconcelos, con opere dai linguaggi fortemente esperienziali (All the Eternal Love I Have for the Pumpkins della Kusama tra le più instagrammate al mondo) e adatte a coinvolgere il pubblico attraverso molteplici sollecitazioni.
L’arte incontra l’amore.
L’esposizione romana intende affrontare uno dei sentimenti universalmente riconosciuti e da sempre motivo d’indagini e rappresentazioni, l’Amore, raccontandone le diverse sfaccettature e le sue infinite declinazioni. Un amore felice, atteso, incompreso, odiato, ambiguo, trasgressivo, infantile, che si snoda lungo un percorso espositivo non convenzionale, caratterizzato da input visivi e percettivi.
Love va oltre il concetto di museo.
Il vero protagonista della mostra è il pubblico che si riappropria degli spazi espositivi, divenendo fruitore e divulgatore allo stesso tempo, avendo la possibilità di fotografare liberamente tutte le opere esposte (hashtag ufficiale #chiostrolove). Un coinvolgimento sensoriale a 360° caratterizza l’esperienza museale, abbracciando il concetto di ‘open access’ e di museo in continua evoluzione.
Inoltre, in coerenza con il progetto scientifico voluto dal DART Chiostro del Bramante, il visitatore potrà vivere un’ esperienza di guida attiva assolutamente fuori dal comune, scegliendo per la prima volta tra 5 “partner audio”: John, Coco, Amy, David e Lilly saranno gli speciali compagni di viaggio, a seconda del tipo di esperienza che si vuole intraprendere, che racconteranno le opere esposte e aiuteranno il pubblico ad apprezzare le emozioni in esse contenute. Le audioguide sono state realizzate dalla Zeranta Edutainment s.r.l. società specializzata nell’educational ed entertainment.
Artisti presenti: Vanessa Beecroft, Francesco Clemente, Nathalie Djurberg e Hans Berg, Tracey Emin, Gilbert & George, Robert Indiana, Ragnar Kjartansson, Yayoi Kusama, Mark Manders, Ursula Mayer, Tracey Moffatt, Marc Quinn, Joana Vasconcelos, Francesco Vezzoli, Andy Warhol, Tom Wesselmann.
La mostra “LOVE. L’arte contemporanea incontra l’amore” è prodotta e organizzata da Dart – Chiostro del Bramante in collaborazione con Arthemisia Group.
La mostra vede come sponsor JTI e Generali Italia.
Il catalogo è edito da Skira.
Hashtag Ufficiale #chiostrolove
Love, Fonte beniculturali.it
Data Inizio: 29 settembre 2016
Data Fine: 19 febbraio 2017
Costo del biglietto: € 13,00 (audioguida inclusa); Riduzioni: € 11,00 (audioguida inclusa)
Prenotazione:Facoltativa
Luogo: Roma, Chiostro del Bramante
Indirizzo: Via Arco della Pace, 5
Città: Roma
Provincia: RM
Regione: Lazio
Orario: Tutti i giorni dalle 10.00 alle 20.00Sabato e domenica dalle 10.00 alle 21.00(la biglietteria chiude un’ora prima)
Telefono: 069151941 – 0691511055
E-mail: ufficiogruppi@arthemisia.it
Sito web

Habemus Papam. Il gallo è morto

In occasione del Giubileo della Misericordia, l’installazione dell’artista di origini polacche da anni attivo in Germania Woytek “Habemus Papam. Il gallo è morto”, ospitata nella suggestiva struttura di archeologia industriale dell’Ex Cartiera Latina dal 1° al 16 ottobre 2016, è costituita da una scultura in bronzo di cm. 250 raffigurante un Vescovo con in mano un gallo e da pannelli con disegni preparatori.
L’evento, che si avvale del Patrocinio del Parco Regionale dell’Appia Antica, dell’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania, dell’Ambasciata del Granducato di Lussemburgo, dell’Ambasciata di Polonia in Italia, è a cura di Stefania Severi e Maria Luisa Caldognetto e avrà luogo sabato 1° ottobre alle ore 16.30 unitamente ad una performance ideata dallo scultore stesso. La riflessione che l’installazione sollecita viene ulteriormente amplificata dalla lettura di testi connessi al tema e dall’esecuzione per la prima volta in Italia di brani musicali che il celebre musicista tedesco Timo Jouko Herrmann ha scritto espressamente per l’artista.
Woytek, Habems Papam. Il gallo è morto, Fonte beniculturali.it
Data Inizio: 01 ottobre 2016
Data Fine: 16 ottobre 2016
Costo del biglietto: 10.00 euro
Prenotazione:Nessuna
Luogo: Roma, Ex Cartiera Latina, Sala Appia
Indirizzo: Via Appia Antica, 42
Città: Roma
Provincia: RM
Regione: Lazio
Orario: sabato e domenica 9.00 – 19.30Ingresso gratuito a tutti gli eventi (vedi comunicato in allegato)
Telefono: 3289097609
E-mail: paolasaba@paolasaba.it

Lo sguardo di Ginetto. Radici e percorsi 1996 – 2016

In occasione del ventesimo anniversario della scomparsa di Luigi Guerricchio, il Polo Museale Regionale della Basilicata ha voluto realizzare, insieme alla famiglia Guerricchio, una nuova mostra, che presenta eccellenti quadri, disegni ed incisioni, per ricordare la libertà di Ginetto il pittore di Matera, l’amico colto e spiritoso, il protagonista delle battaglie culturali e politiche, il figlio della via Liceo, oggi via Ridola, che aveva scelto di tornare nella sua città per compiere, ricco delle esperienze accumulate lontano, il proprio percorso artistico.
La mostra dal titolo Lo sguardo di Ginetto. Radici e percorsi 1996 – 2016 è stata allestita nelle sale espositive dedicate al contemporaneo del Museo di Palazzo Lanfranchi e sarà inaugurata Martedì 21 giugno 2016, alle ore 18.00.

Interverranno il Direttore del Polo Museale Marta Ragozzino, il Sindaco di Matera Raffaello De Ruggieri, il critico d’arte Pietro Marino, il giornalista Raffaele Nigro e il poeta Robero Linzalone. Sarà presente la famiglia del pittore.
Si tratta di 34 dipinti degli anni 1958 – 1995 che saranno esposti in una delle grandi sala del museo. L’esposizione continuerà in una stanza attigua con l’allestimento di 18 disegni realizzati tra 1954 e il 1960. A seguire, in un’altra stanza, troveranno sistemazione 7 xilografie di grande formato, edite da Schiardelli nell’arco di tempo compreso tra 1964 e il 1968. Sempre in quest’ultima sala verranno proiettate in loop le 309 opere grafiche [acqueforti, acquetinte, xilografie e litografie] a suo tempo selezionate da Giuseppe Guerricchio e Franco Palumbo: opere che presto faranno parte del patrimonio del Museo in virtù dell’atto di donazione avviato dalla famiglia.

«Un progetto – continua Ragozzino – ideato da Silvia Padula in stretta connessione con Antonio Guerricchio e con il supporto di Roberto Linzalone e Michele Saponaro, che in modi e tempi diversi sono stati vicini al maestro materano. Una mostra che presenta i nostri capolavori di Ginetto insieme a molte altre opere prestate dalla famiglia per l’occasione, che ci permette di riaccendere l’attenzione su uno dei principali protagonisti della cultura artistica lucana. Alla mostra si collega un piccolo catalogo nel quale sono stati raccolti i contributi di tanti amici di Ginetto, che ne hanno nel tempo accompagnato e interpretato il percorso».

Nei giorni successivi all’inaugurazione sono previste altre iniziative per ricordare il caro Ginetto: un laboratorio didattico con i soggetti e le tematiche del Mercante della Murgia, l’ultima opera del pittore materano; l’esposizione delle fotografie di Giuseppe Maino che si recò nello studio di Guerricchio per documentare gli ambienti subito dopo l’improvvisa scomparsa dell’artista; l’esposizione di una sua opera in ognuno dei musei e luoghi della cultura afferenti il Polo Museale.
Un ricco programma di attività quale corale testimonianza di affetto nei confronti di un artista che ha voluto bene alla sua città, diventata Capitale Europea della Cultura 2019.
Subito dopo l’inaugurazione della mostra, ci sposteremo tutti in Piazza Pascoli / Via Ridola per la Festa della Musica con le Orchestre e i Cori “manos blanca” dei nuclei di Basilicata e Puglia del Sistema J. A. Abreu che approdano per la prima volta a Matera grazie alla collaborazione del LAMS, Cooperativa sociale Matera, Associazione MusicaInGioco Bari e Art Village.

La festa si svolgerà anche in altri sei musei e luoghi della cultura del Polo: Museo Archeologico Nazionale Dinu Adamensteanu di Potenza, Museo Archeologico Nazionale di Venosa, Museo Archeologico Nazionale di Muro Lucano, Museo Archeologico Nazionale di Metaponto, Museo Archeologico Nazionale della Siritide di Policoro, Palazzo Ducale di Tricarico.

Copertina catalogo mostra, Fonte beniculturali

Data Fine: 01 dicembre 2016
Costo del biglietto: Gratuito il giorno dell’inaugurazione.

Euro 3,00 [comprensivo di biglietto d’ingresso al Museo]; Riduzioni: Euro 1,50; Per informazioni 0835 2562501
Luogo: Matera, Museo nazionale d’arte medievale e moderna della Basilicata Palazzo Lanfranchi
Orario: Inaugurazione: ore 18.00.I giorni successivi: ore 9.00 – 19.30.
Telefono: 0835 2662543
Fax: 0835 2562233
E-mail: pm-bas.museolanfranchi@beniculturali.it mbac-pm-bas@mailcert.beniculturali.it

SAVE THE DATE | Simone Geraci. ROT

Inaugura la mostra ROT, personale del giovane pittore Simone Geraci (Palermo, 1985), giovedì 29 settembre, al Burning Giraffe Art Gallery di Torino.

L’evento rientra nel programma della serata di lancio di COLLA, una nuova piattaforma progettuale composta da gallerie e spazi no profit torinesi.

Un agglutinato in evoluzione che tende a cercare nuovi luoghi e nuovi percorsi per raccontare le arti visuali nel mondo contemporaneo.

Si tratta di un programma composto da cinque eventi in cinque gallerie di Torino, che si susseguiranno dal pomeriggio fino alla sera inoltrata di giovedì 29 settembre.

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Burning Giraffe Art Gallery
Via Eusebio Bava 8/a, 10124, Torino
info@bugartgallery.com
www.bugartgallery.com
www.facebook.com/BurningGiraffeTorino
www.twitter.com/BUGArtGallery
www.pinterest.com/BUGArtGallery
tel. +39 (0)11 5832745
mob. +39 347 7975704

Studio visit #1 | Art on film 2016

Studio visit incontri, visioni, conversazioni su arte e politica un progetto a cura di Pietro Gaglianò ospitato negli spazi di Casa Giovanni Mannozzi (Corso Italia, 105) che andrà ad inaugurarsi sabato 1 ottobre alle 18.30 a San Giovanni Valdarno (Toscana).

Studio visit intende far incontrare il pubblico con il lavoro di artisti di recente generazione il cui linguaggio si declina in larga parte lungo interventi nello spazio pubblico, con progetti incentrati sulla processualità, sulle relazioni, sul rapporto con le comunità. Protagonisti del primo incontro sono Stefano Giuri (1991) e Francesco Nordio (1989).

Sempre sabato 1 ottobre, dalle ore 21:00 in Palazzo D’Arnolfo, sarà ospitata la seconda serata della rassegna ART ON FILM, dedicata ai film d’artista, organizzata da Casa Masaccio Centro per l’Arte Contemporanea in collaborazione con Lo schermo dell’arte Film Festival. Saranno proiettate opere con la proiezione di opere di Giulio Squillacciotti e Francesco Bertocco.

Casa Masaccio Centro per l’Arte Contemporanea presenta studio visit incontri, visioni, conversazioni su arte e politica un progetto a cura di Pietro Gaglianò ospitato negli spazi di Casa Giovanni Mannozzi (Corso Italia, 105).

studio visit intende far incontrare il pubblico con il lavoro di artisti di recente generazione il cui linguaggio si declina in larga parte lungo interventi nello spazio pubblico, con progetti incentrati sulla processualità, sulle relazioni, sul rapporto con le comunità. studio visit è uno strumento per il dialogo tra l‘istituzione, i giovani artisti e il pubblico per la visione di percorsi e propositi in via di definizione: non una mostra di formato tradizionale, ma un dialogo aperto come la consultazione di un portfolio o come uno studio visit, ma portando lo spazio privato della creazione in altri luoghi.

Le inaugurazioni di sabato 1 ottobre e 22 ottobre vogliono essere momenti di scambio e di discussione e ogni appuntamento sarà caratterizzato da una breve conversazione tra il curatore, Pietro Gaglianò, e gli artisti invitati.

Protagonisti del primo incontro sono Stefano Giuri (1991) e Francesco Nordio (1989). Stefano Giuri si è formato presso l’ Accademia di Belle Arti di Firenze e dal 2015 fa parte del progetto di arte pubblica “Spazi Docili”. Nella sua ricerca analizza le connessioni e i rapporti tra i concetti dello spazio pubblico e privato, tra la memoria collettiva e individuale, per affrontare, attraverso di essi, problematiche sociali attuali legate ai luoghi in cui opera.
Francesco Nordio attualmente ricopre il ruolo di Professore Assistente presso il laboratorio di Arti Visive di Agnes Kohlmeyer all’Università IUAV di Venezia. La sua pratica non si focalizza sulla produzione di opere d’arte quanto piuttosto sul compiere operazioni culturali che lavorino concretamente su e con l’ideologia e la realtà.

Da sabato 22 ottobre a domenica 6 novembre sarà invece possibile approfondire la pratica artistica di Marina Arienzale (1984) e Jacopo Rinaldi. Marina Arienzale ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Firenze, laureandosi in pittura, e dopo un periodo di lavoro all’estero si è diplomata in fotografia presso la Fondazione Studio Marangoni. Nello stesso periodo ha costituito il collettivo fotografico Groomingphoto che nel 2016 è risultato vincitore del premio Giovanni Tabò e tra i finalisti del Premio Marco Pesaresi.
I progetti più recenti di Jacopo Rinaldi indagano la relazione tra la memoria e l’architettura e coinvolgono i concetti di tempo, spazio e memoria. Gli archivi, i data center e i data bunker sono i soggetti di questa ricerca. Nella sua pratica artistica cerca di lasciar convergere diversi media e linguaggi in modo da trovare una connessione capace di sviluppare un punto di vista critico.

In occasione dell’inaugurazione della seconda tappa del progetto, sabato 22 ottobre alle ore 18:30 in Palazzo d’Arnolfo, si terrà una conversazione tra Cecilia Guida, direttrice dell’Ufficio Educazione e curatrice del programma UNIDEE-Università delle Idee di Cittadellarte-Fondazione Pistoletto di Biella, e Pietro Gaglianò sul rapporto dell’arte nella sfera pubblica, durante la quale verrà presentato il libro “Memento. L’ossessione del visibile”, di cui è autore, dedicato alle estetiche del potere e alle pratiche di contro-narrazione dell’arte (Postmediabooks, 2016).

Rassegna realizzata nell’ambito del progetto di iniziativa regionale Toscanaincontenporanea2016
Ingresso gratuito| Orari: feriali 15-19, festivi 10-12 / 15-19

Casa Masaccio Centro per l’Arte Contemporanea
Corso Italia 83, 52027 – San Giovanni Valdarno
Tel. 055 9126283
casamasaccio@comunesgv.it
www.casamasaccio.it

Sigmar Polke regista

In occasione della grande mostra che Palazzo Grassi dedica a Sigmar Polke (1941-2010) sarà proiettata al Teatrino una selezione di nove film brevi dell’artista tedesco.
I film di Polke sono un diario visivo della sua vita privata, dei suoi numerosi viaggi e della sua affascinante ricerca artistica.

Mercoledì 28 settembre dalle 18 le proiezioni saranno presentate da Anna e Georg Polke (figli dell’artista), Elena Geuna e Guy Tosatto (curatori della mostra) e Thomas Elsaesser (docente di Cultura dei Media all’università di Amsterdam).

Giovedì 29 e venerdì 30 settembre i film saranno proiettati in loop dalle 10 alle 19.

Ingresso libero fino a esaurimento posti.

Sigmar Polke regista

http://www.palazzograssi.it/it/eventi/calendario/