DA GUTTUSO A VEDOVA A SCHIFANO. Il filo della pittura in Italia nel secondo Novecento

In occasione dei vent’anni dalla nascita di Linea d’ombra, non potrà mancare una mostra sul secondo grande tema che ha accompagnato molte rassegne che hanno visto, appunto, Linea d’ombra quale veicolo organizzativo. Si tratta dello studio, sostanziato anche da decine e decine di cataloghi e libri, sulla pittura italiana del Novecento, e soprattutto quella della seconda parte del secolo.
Quello che si propone l’esposizione in oggetto è di individuare un percorso attraverso la selezione di una cinquantina di autori importanti della pittura italiana dagli anni che seguono la chiusura della Seconda guerra mondiale per giungere alla conclusione del Novecento. Scegliendo artisti nati tra la fine del primo decennio del XX secolo e la fine degli anni trenta. Quanto a dire due generazioni di pittori, che vanno da Afro e Guttuso fino a Novelli e Schifano.
Fonte beniculturali.it
Data Inizio: 29 ottobre 2016
Data Fine: 17 aprile 2017
Costo del biglietto: 14,00 euro
Prenotazione:Nessuna
Luogo: Treviso, Museo di Santa Caterina
Indirizzo: Piazzetta Mario Botter, 1
Città: Treviso
Provincia: TV
Regione: Veneto
Orario: da lunedì a giovedì: 9.00 – 18.00da venerdì a domenica: 9.00 – 19.00
Telefono: 0422 429999
Fax: 0422 308272
E-mail: info@lineadombra.it
Sito web

Mario Merz. Prologo. La fine del mondo

Quarto appuntamento del prologo alla mostra inaugurale La fine del mondo, iniziato ad un mese di distanza dal Grand Opening. Un’importante cornice di collaborazioni che presenta alcune opere emblematiche della collezione in prestigiose sedi istituzionali della regione.
Una selezione di opere esemplari della collezione d’arte contemporanea del Centro Pecci di Prato fa da introduzione e “cornice” al progetto espositivo “La fine del mondo”, curato dal direttore Fabio Cavallucci per la riapertura al pubblico della rinnovata istituzione culturale pratese.
Raccolte nel corso di tre decenni di attività artistica e presentate a cura del conservatore del Centro Stefano Pezzato, le opere sono esposte per l’occasione all’interno di alcune fra le più prestigiose sedi istituzionali della regione.
Le sei grandi opere provenienti dalla collezione del Centro Pecci – lavori di affermati artisti italiani e stranieri della seconda metà del XX secolo – formano una campionatura variegata ma eloquente di proposte artistiche contemporanee associate al tema centrale della “condizione di incertezza in cui versa il nostro mondo”, inserite e perciò messe in relazione a diversi contesti della conoscenza umana quali lo studio bibliografico e la ricerca scientifica, in particolare la preistoria, la zoologia, l’astronomia, la fisica, la geometria e la tecnologia.

 

Mario Merz, Prologo. La fine del mondo, Fonte arte.it

Dal 07 Ottobre 2016 al 11 Dicembre 2016

Vinci | Firenze

Luogo: Museo Leonardiano

Curatori: Stefano Pezzato

Enti promotori:

  • Comune di Vinci
  • Museo Leonardiano Vinci
  • Centro Pecci Prato
  • Fondazione per le Arti Contemporanee in Toscana
  • Comune di Prato
  • Città di Prato
  • Regione Toscana
  • Terna Group
  • ChiantiBanca

Telefono per informazioni: +39 0571 568012

E-Mail info: info@museoleonardiano.it

Sito ufficiale: http://www.museoleonardiano.it

Novembre-Febbraio: tutti i giorni 9.30-18.00
(chiusura biglietteria ore 17.15 – Terrazza panoramica chiusa)
Marzo-Ottobre: tutti i giorni 9.30-19.00
(chiusura biglietteria ore 18.15)

Carlo Migliorini. C’est la Vie

In occasione della Dodicesima Giornata del Contemporaneo promossa da AMACI – Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani, lo spazio Made4Art di Milano presenta una mostra personale di Carlo Migliorini con una selezione di lavori rappresentativa della sua più recente produzione artistica.

Irriverente e colto sperimentatore, Migliorini ci conduce nel suo particolarissimo universo artistico ricco di riferimenti e omaggi ai grandi Maestri dell’arte moderna e contemporanea con un approccio ludico e autoironico, che fa emergere tutta la forza e la freschezza della sua creatività. Carlo Migliorini, che ha scelto come nome d’arte Sélavy, gioco di parole e pseudonimo utilizzato anche da Marcel Duchamp, espone presso Made4Art una serie di opere pittoriche dove le geometrie, le linee e i colori, le inclusioni di materiali e di oggetti fondono astrazione a figurazione, Cubismo a Surrealismo, dotte citazioni a ricerca artistica.
C’est la Vie, a cura di Elena Amodeo e Vittorio Schieroni, è un’originale interpretazione dell’Arte, dei suoi linguaggi, delle tecniche e dei significati a essa correlati portata avanti da un suo profondo conoscitore, un artista a tutto tondo che mai cessa di creare, di sperimentare, di osare.

La mostra rimarrà aperta al pubblico fino al giorno 24; un evento M4E-MADE4EXPO ed Expo in Città.

In occasione della Dodicesima Giornata del Contemporaneo AMACI, lo Spazio Made4Art rimarrà aperto al pubblico sabato 15 giugno dalle ore 16 alle ore 19.

Carlo Migliorini, Fonte arte.it

Fino al 24 Ottobre 2016

Milano

Luogo: M4A-MADE4ART

Curatori: Vittorio Schieroni, Elena Amodeo

Enti promotori:

  • Un evento Expo in Città

Telefono per informazioni: +39.02.39813872

E-Mail info: info@made4art.it

Sito ufficiale: http://www.made4art.it

Ettore Consolazione. Migratori dalle esili gambe

La Galleria Arte e Pensieri riapre la stagione espositiva con l’esposizione personale dello scultore romano Ettore Consolazione, noto artista attivo già nei primi anni ’70 e presente con le sue importanti opere scultoree sul territorio nazionale e internazionale.
Opere ricche di soluzioni tra costruttività ed immaginazione spaziale coinvolgendo lo spazio indagato, amplificandone il valore dialettico nella relazione scultura-architettura in bilico tra solida monumentalità mai retorica con inesauribili soluzioni, variabili tra declinare la forma “scolpita” e l’ambiente circostante.

In mostra saranno esposte più di 70 machette (ma da considerarsi opere compiute) presentate con una vera e propria installazione fatta in loco che l’artista ha denominato “Migratori dalle esili gambe” e dieci opere da muro monocrome in carta e legno dipinto.

Ettore si fa carico per certi versi di un popolo che pensava, e forse pensa ancora, che per risolvere certi problemi, anche i più gravi, come quello dell’immigrazione, la soluzione va trovata (e va trovata!) con la fantasia, con tutta la fantasia che possiamo.

 Ettore Consolazione (Roma 1941) vive e lavora a Roma. Frequenta la facoltà di Architettura e l’Accademia di Belle Arti di Roma, e a Urbino l’Istituto Superiore di Grafica e Incisione. Approda alla scultura attraverso le esperienze di grafica, fotografia e scenografia. La volontà di creare un prodotto artistico originale lo induce alla sperimentazione dei materiali, quali terracotta e stoffa, interventi sonori e invadenze ambientali. Le attività di scenografo lo portano ad inserire le sue opere in un contesto “teatrale”, spesso ironico.

Ettore Consolazione, Fonte arte.it

Fino al 29 Ottobre 2016

Roma

Luogo: Galleria Arte e Pensieri

Curatori: Galleria Arte e Pensieri, Bruno Aller

Enti promotori:

  • Galleria Arte e Pensieri

Costo del biglietto: ingresso gratuito

Telefono per informazioni: +39 339 7092125

E-Mail info: galleriaarteepensieriroma@gmail.com

Sito ufficiale: http://www.galleriaarteepensieri.it

Giuseppe Viola. Equilibrio nell’estro

Nella splendida cornice di Palazzo Broletto sede vescovile nel XII secolo divenuta poi sede municipale si trova la sala espositiva che ospiterà 80 dipinti dell’artista Giuseppe Viola (1933-2010), mostra patrocinata dall’ assessorato alla cultura di Pavia e da Regione Lombardia.

Giuseppe Viola, nonostante la complessità del suo prolifico percorso artistico, ha saputo mostrare una chiara quanto rara autonomia espressiva che non è rimasta imbrigliata, come spesso accade, nello scolasticismo stilistico delle correnti pittoriche di riferimento. Ne è efficace esempilificazione l’incontro di Viola con uno dei maestri indiscussi del novecento italiano, Filippo De Pisis. Come è naturale che sia, nelle opere di quel periodo, gli anni cinquanta, ne emergono prepotenti le influenze tecniche ed il richiamo al lessico depisisiano, che tuttavia sono stemperati nei termini di un loro superamento ed appaiono declinati nei limiti in cui consentono già di individuare le tracce di una ricerca concettuale propria.

Allo stesso modo l’esperienza parigina, spesso rivelatasi nefasta  per molti giovani artisti, è arricchimento delle potenzialità espressive nella quale Viola non soccombe con l’adesione passiva ad una delle egemoni correnti pittoriche, ma in cui al contrario coglie l’opportunità di estendere il suo percorso di ricerca, di meglio definire il proprio repertorio espressivo ed eliminare ogni possibile confine a quella peculiare sintassi simbolica che è il tratto distintivo del suo intero percorso pittorico.  E’ infatti a partire da quest’ultima, che sul finire degli anni 60′ Viola, complice del felice sodalizio intellettuale con lo scrittore Dino Buzzati, da vita al Manifesto Imagista; audace impresa di trasposizione in pittura dei dettami imagisti postulati ad inizio secolo dall’americano Ezra Pound, fino a qual momento rimasti di esclusiva pertinenza della poesia. L’Imagismo indubbiamente l’acme artistico di Giuseppe Viola, è il segno più tangibile che ha lasciato nella storia dell’arte ed anche uno dei fenomeni pittorici più complessi, non ancora sufficientemente indagati, nel suo coraggioso tentativo di coniugare le radicali tematiche della tradizione pittorica con le impellenti istanze imposte dalla contemporaneità. L’Imagismo di Viola si propone dunque come opzione narrativa, come possibilità espressiva e non esclusiva, come opportunità dell’artista di non sostituirsi all’oggetto della sua pittura ma di attingere da esso liberndolo da vincoli tecnici e descrittivi.
Ricordiamo nel 2014 una rassegna con 150 lavori imagisti presentata a Palazzo Te di Mantova.

Ciò che appare subito evidente a chi si proponga di esaminare più da vicino l’arte di Giuseppe Viola è la sostanziale continuità del suo discorso. Un filo logico corre lungo la sua attività pittorica e lo si riconosce chiaramente sia nell’assiduo ritornare e nel graduale precisarsi di motivi prima soltanto accennati o appena intuiti, sia nell’apparire improvviso di motivi nuovi (quasi l’artista intendesse esplorare più di una strada contemporaneamente), motivi spesso riassorbiti dall’opera successiva, nella quale pur lasciano visibili tracce.

Ed è appunto questa continuità del linguaggio di Viola che spiega la difficoltà di una esatta collocazione nel tempo di molte sue opere e conferma la necessità di una lettura globale del suo lavoro. Di fatto, “la progettazione” dei quadri di Viola erano già impressi nella sua mente nella loro interezza, pertanto l’armonia che ne risulta è sì frutto d’estro poetico ma su una solida base di ricerca di equilibri formali. Questo suo continuo realizzare se stesso attraverso le immagini garantisce l’unità piena, senza residui tra contenuto e forma, tramite la perfetta padronanza di una raffinata tecnica coloristica.

Giuseppe Viola, Fonte arte.it

Dal 07 Ottobre 2016 al 23 Ottobre 2016

Pavia

Luogo: Spazio per le Arti contemporanee del Broletto

Curatori: Archivio Storico Opere Giuseppe Viola

Enti promotori:

  • Comune di Pavia
  • Regione Lombardia

Costo del biglietto: ingresso gratuito

Telefono per informazioni: +39 02 90427685

E-Mail info: info.centrodiffusionearte@gmail.com

orari: giovedì e venerdì 16-19; sabato, domenica 10.30-12.30 / 16-19

 

 

STATI UNITI DELLA SILA

Sabato 15 ottobre 2016, alle ore 17.00, a Cosenza, Palazzo Arnone, in occasione della XIIª Giornata del Contemporaneo, promossa dall’AMACI (Associazione Musei d’Arte Contemporanea Italiani) e sostenuta dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, il Polo Museale della Calabria e la Galleria Nazionale di Cosenza presentano STATI UNITI DELLA SILA di Alessia Principe.

Il progetto espositivo, originariamente un diario fotografico di famiglia, viene filtrato dall’attitudine al reportage giornalistico dell’autrice e si tramuta in un suggestivo omaggio al grande schermo.

Gli scenari della Sila calabrese si sovrappongono ai set cinematografici di quegli Stati Uniti che, attraverso l’immaginario dell’artista, diventano pretesto per una narrazione giornalistica che accompagna le immagini esposte.

La mostra, a cura di Gemma-Anais Principe con il coordinamento scientifico di Nella Mari, propone un corpus di 28 opere tra fotografie, video e testi.

Tutte le opere video e fotografiche sono state realizzate esclusivamente con l’utilizzo dello smartphone, pratica artistica che, con il termine di mobile photography, è di recente riconosciuta dalla storiografia ufficiale e dalle istituzioni museali.

Alessia Principe, giornalista professionista, ha lavorato a lungo nelle redazioni di alcune testate calabresi (da “Edizione della Sera a Calabria Ora al Garantista”) occupandosi soprattutto di spettacolo e costume. Scrive di cinema e televisione nel suo blog sull’Huffington Post.

Parteciperanno all’inaugurazione: Nella Mari, direttore della Galleria Nazionale di Cosenza e direttore delegato del Polo Museale della Calabria, Gemma-Anais Principe, curatore della mostra e l’artista.

La mostra STATI UNITI DELLA SILA rimarrà aperta al pubblico fino al 13 novembre 2016 e potrà essere visitata secondo il seguente orario: 10.00/18.00 tutti i giorni.

Stati uniti della Sila - mostra fotografica di Alessia Principe - Galleria Nazionale di Cosenza

XIIª Giornata del Contemporaneo

Mostra fotografica

STATI UNITI DELLA SILA

di Alessia Principe

a cura di Gemma-Anais Principe

Galleria Nazionale di Cosenza

Cosenza – Palazzo Arnone

16 ottobre/13 novembre 2016

Inaugurazione – sabato 15 ottobre 2016 – ore 17.00

 

VolareArte. Park Eun Sun

L’aeroporto di Pisa si veste d’arte. Lo sguardo degli oltre quattro milioni e settecentomila passeggeri che ogni anno transitano dall’Aeroporto Galileo Galilei di Pisa incontra la scultura con i preziosi marmi delle Apuane.

L’aeroporto, così, diviene un museo aperto a tutti, la cui fruibilità è semplice e diretta. L’arte torna ad essere un bene comune, esce dal guscio privilegiato degli spazi espositivi e si muove per incontrare ogni pubblico, qui, quello infinitamente variegato della stazione aeroportuale.

VolareArte, giunta quest’anno alla sua terza edizione, è un’iniziativa della Fondazione Henraux in collaborazione con Toscana Aeroporti S.p.A., società che gestisce gli scali di Pisa e di Firenze, che vede l’installazione di nove sculture monumentali, di cui una inedita e appositamente realizzata, dell’artista coreano Park Eun Sun, all’esterno e all’interno dell’aeroporto di Pisa. Opere che rimarranno esposte fino al 2017.

Nel nuovo percorso espositivo le sculture, tutte monumentali, saranno così distribuite: fronte aerostazione, in posizione centrale, Generazione II, opera inedita in marmo bianco Altissimo e Versilys (prezioso grigio venato) e Accrescimento Colonna Infinita II, in granito nero e verde chiaro; sul lato destro, Condivisione 05, in Marmo Bianco e Grigio e Condivisione 34 in Marmo Bianco e Grigio; sul lato sinistro, Condivisione 35 in Marmo Bianco e Grigio.
Sempre all’esterno dell’aerostazione nell’area delle partenze sarà installata Duplicazione di colonna infinita III, in marmo bianco e grigio, Collegamento tra cubi e sfere II in granito verde e nero, all’interno, accanto alle scale mobili, sarà esposta Accrescimento, in Marmo Bianco e Grigio; mentre nella zona arrivi troverà posto Duplicazione, in Marmo nero e rosa.

Park Eun Sun, affermato artista coreano, da anni residente in Versilia, arriva in Italia per assecondare il suo desiderio di lavorare con i marmi apuani, che richiedono grandi competenze tecniche. Le sue opere, esposte e conosciute in tutto il mondo, spiccano per la purezza delle forme geometriche la cui lavorazione è sempre caratterizzata dalla bicromia dei materiali lapidei che le compongono. Una stratificazione cromatica che riporta alle facciate delle grandi architetture rinascimentali ma che incontra, altresì, la raffinatezza delle suggestioni visive orientali. Una bicromia che mette insieme i contrasti, l’ordine e il disordine, nel tentativo di rendere percepibile la complessità del pensiero dell’uomo, sempre sospeso fra gli opposti dell’essere e del vivere.

Gina Giani, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Toscana Aeroporti S.p.A., ha dichiarato: “Dal 1998 ospitiamo al Galilei opere di artisti di fama internazionale, italiani e stranieri, allestendo mostre in maniera sistematica e continuativa grazie alla partnership con istituzioni culturali di prima grandezza. L’aeroporto Galilei è così anche uno spazio espositivo di alto profilo, un museo a cielo aperto in cui non solo offriamo ai passeggeri in transito la prima e l’ultima impressione della Toscana, ma favoriamo il confronto fra i diversi linguaggi artistici e la loro interazione con il pubblico di visitatori”.

Le sculture di Park Eun Sun nei due anni di esposizione verranno a contatto con circa dieci milioni di persone, una mostra aperta ad un pubblico davvero molto ampio.

Volarearte. Park Eun Sun, Fonte arte.it

Fino al 27 Maggio 2017

Pisa

Luogo: Aeroporto Internazionale Galileo Galilei

Enti promotori:

  • Fondazione Henraux
  • Toscana Aeroporti S.p.A

Telefono per informazioni: +39 0584 761217

E-Mail info: info@fondazionehenraux.it

Sito ufficiale: http://www.fondazionehenraux.it

Soggettivo – Primordiale

Insieme al fauvismo in Francia, l’espressionismo tedesco è stata la prima avanguardia artistica del Novecento. I celebri gruppi “Die Brücke” (Il ponte), fondato a Dresda nel 1905, e “Der Blaue Reiter” (Il cavaliere azzurro), nato a Monaco sei anni più tardi, non soltanto rivoluzionarono i canoni ereditati dalle esperienze pittoriche tardo-ottocentesche, ma posero anche le basi per lo sviluppo di uno dei più importanti filoni della ricerca artistica del XX secolo, destinato a influenzare una parte significativa delle sperimentazioni moderne.

La mostra al MAN di Nuoro, a cura di Tayfun Belgin e Lorenzo Giusti, propone una riscoperta dei movimenti dell’espressionismo tedesco attraverso una selezione di oltre cento opere provenienti dalla collezione dall’Osthaus Museum di Hagen, dedicato al grande collezionista Karl Ernst Osthaus, uno dei padri sostenitori dell’avanguardia artistica e architettonica europea, il primo in Germania ad acquistare opere di Gauguin e di Van Gogh.

In particolare la mostra pone l’accento su due aspetti fondamentali, che legano tra loro le ricerche artistiche delle diverse correnti dell’espressionismo: la volontà di sviluppare una nuova forma di espressione soggettiva, libera da condizionamenti letterari, simbolici o tematici, e la ricerca di valori primordiali, da ritrovare sia nella vita delle città, sia – e soprattutto – nel contesto naturale.

I linguaggi sperimentati dagli artisti tedeschi reagivano alle trasformazioni della società moderna e agli eventi politici dell’Europa dell’inizio del XX secolo. Stretti tra il conservatorismo della politica imperiale e la crescita di una cultura di massa favorita dallo sviluppo industriale, gli artisti trovarono così rifugio nei valori dell’individualismo e del primordio, alla ricerca di esperienze di vita autentiche e originali.

Autori come Ernst Ludwig Kirchner, Otto Mueller ed Emil Nolde indagarono l’espressione dei corpi umani, guardando sia ai lavoratori delle province tedesche sia ai nativi delle colonie lontane. Un lavoro fortemente legato all’attualità, che intendeva avanzare una critica al sistema politico e alla crescita incontrollata delle città e allo stesso tempo ribadire l’importanza del singolo, con i suoi sentimenti, i suoi stati d’animo, all’interno di una società sempre più massificata.

Nolde in particolare – e con lui Max Pechstein – intraprese lunghi viaggi nei territori coloniali tedeschi d’oltremare, nel Sud del Pacifico, mentre Erich Heckel e Karl Schmidt-Rottluff si dedicarono invece al tema del paesaggio, lavorando spesso a Dangast, nel territorio morenico del Mare del Nord, dove realizzarono opere di grande originalità, dai colori accesi e brillanti, ricche di movimento e di pathos.

A queste tendenze si affiancò anche la ricerca di nuove forme, più individuali, di religiosità, da cui la riscoperta soprattutto dei temi della Passione di Cristo, a cui si dedicò – oltre allo stesso Nolde – anche Christian Rohlfs. Quest’ultimo, in particolare, insieme a Kirchner e Nolde, fu uno degli artisti dell’espressionismo maggiormente amati da Osthaus e per ben trentasette anni mantenne il proprio atelier all’interno dell’edificio che ospitava la collezione del grande mecenate, il Folkwang Museum, inaugurato ad Hagen nel 1902 grazie al contributo di Henry Van de Velde, che ne curò l’arredamento e la decorazione interna.

In forme diverse anche Franz Marc e Alexej von Jawlensky – esponenti di punta del gruppo del “Cavaliere azzurro” insieme a Wassily Kandinsky – testimoniarono una profonda tensione spirituale, che nel primo trovò espressione negli scenari che circondano i suoi celebri animali – quasi la ricerca di una nuova condizione paradisiaca originale – e nel secondo si manifestò invece nelle realizzazione di figure iconiche, sulla scia della tradizione pittorica orientale, portata avanti, in maniera quasi ossessiva, a partire dal 1911.

Completata con una serie di lavori di Max Pechstein, Lyonel Feininger, Max Beckmann, Max Liebermann, Conrad Felixmüller e Gabriele Münter, la mostra al MAN di Nuoro – realizzata in collaborazione con l’Institut für Kulturaustausch (Tübingen) – costituisce un’occasione unica in Italia per la conoscenza di uno dei movimenti più influenti nella storia delle avanguardie pittoriche del XX secolo.

museoman.it

 

21.10.2016  –  05.02.2017
Inaugurazione: venerdì 21 ottobre ore 19

via Sebastiano Satta 27 – 08100 Nuoro
T. +39.0784.252110
F. +39.0784.36243
Orario invernale: 10-13/15-19 | Orario estivo: 10-20 | Lunedì chiuso
info@museoman.it

Ai Weiwei. Libero

Dal 23 settembre 2016 al 22 gennaio 2017 Palazzo Strozzi a Firenze ospita la prima grande mostra italiana dedicata a uno dei più celebri e controversi artisti contemporanei: Ai Weiwei. Libero

Artista dissidente e personalità provocatoria, protagonista di mostre presso i maggiori musei del mondo, Ai Weiwei invaderà Palazzo Strozzi con opere storiche e nuove produzioni che coinvolgeranno tutto lo spazio: la facciata, il cortile, il Piano Nobile e la Strozzina. Per la prima volta Palazzo Strozzi sarà utilizzato come uno spazio espositivo unitario, creando un’esperienza totalmente inedita per i propri visitatori ed esaltando una delle peculiarità dell’arte di Ai Weiwei, il rapporto tra tradizione e modernità, in un luogo simbolo della storia di Firenze.

La mostra proporrà un percorso tra installazioni monumentali, sculture e oggetti simbolo della sua carriera, video e serie fotografiche dal forte impatto politico e simbolico, permettendo una totale immersione nel mondo artistico e nella biografia personale di Ai Weiwei. Le opere esposte spazieranno così dal periodo newyorkese tra gli anni ottanta e novanta in cui scopre l’arte dei suoi “maestri” Andy Warhol e Marcel Duchamp alle grandi opere iconiche degli anni duemila fatte di assemblaggi di materiali e oggetti come biciclette e sgabelli, fino alle opere politiche e controverse che hanno segnato gli ultimi tempi della sua produzione artistica, come i ritratti di dissidenti politici in LEGO o i recenti progetti sulle migrazioni nel Mediterraneo.

Nel corso degli ultimi venti anni Ai Weiwei si è imposto sulla scena internazionale come il più famoso artista cinese vivente e una delle più influenti personalità del nostro tempo, sempre muovendosi tra attivismo politico e ricerca artistica e diventando un simbolo della lotta per la libertà di espressione. La mostra diviene una straordinaria occasione per scoprire il genio creativo di Ai Weiwei con opere in cui si fondono riferimenti alla storia cinese passata e presente. Nelle sue opere l’artista gioca tra antico e contemporaneo, tra passato, presente e futuro, denunciando un rapporto ambivalente con il proprio paese, diviso tra un profondo senso d’appartenenza che emerge dall’utilizzo di materiali e tecniche tradizionali e un altrettanto forte senso di ribellione con cui manipola oggetti, immagini e metafore della cultura cinese, denunciando le contraddizioni tra individuo e collettività nel mondo contemporaneo.

 

Con la collaborazione di
Galleria Continua, San Gimignano/Beijing/Les Moulins/Habana

Con il sostegno di
Comune di Firenze
Camera di Commercio di Firenze
Associazione Partners Palazzo Strozzi
Regione Toscana

Main Sponsor
Banca CR Firenze / Intesa Sanpaolo

 

Ai Weiwei. Libero, Fonte palazzostrozzi.org

Da: 23 settembre 2016
A: 22 gennaio 2017

Orario mostra Tutti i giorni inclusi i festivi 10.00-20.00
Giovedì: 10.00-23.00

InfoTel +39 055 2645155
info@palazzostrozzi.org

PrenotazioniSigma CSC
Dal lunedì al venerdì
9.00-13.00 / 14.00-18.00
Telefono: +39 055 2469600
prenotazioni@palazzostrozzi.org

LOVE. L’ARTE CONTEMPORANEA INCONTRA L’AMORE

Dal 29 settembre 2016 al 19 febbraio 2017 il Chiostro del Bramante di Roma ospita LOVE. L’arte contemporanea incontra l’amore, a cura di Danilo Eccher.
Il Chiostro del Bramante festeggia i suoi 20 anni di attività con una mostra dal carattere internazionale.
Una novità assoluta e imperdibile nel panorama delle proposte culturali capitoline degli ultimi anni che si candida a riportare la città di Roma in linea agli stessi livelli delle più stimate realtà espositive internazionali. Per la prima volta saranno riuniti tra i più importanti artisti dell’arte contemporanea, come Yayoi Kusama, Tom Wesselmann, Andy Warhol, Robert Indiana, Gilbert & George, Francesco Vezzoli, Tracey Emin, Marc Quinn, Francesco Clemente e Joana Vasconcelos, con opere dai linguaggi fortemente esperienziali (All the Eternal Love I Have for the Pumpkins della Kusama tra le più instagrammate al mondo) e adatte a coinvolgere il pubblico attraverso molteplici sollecitazioni.
L’arte incontra l’amore.
L’esposizione romana intende affrontare uno dei sentimenti universalmente riconosciuti e da sempre motivo d’indagini e rappresentazioni, l’Amore, raccontandone le diverse sfaccettature e le sue infinite declinazioni. Un amore felice, atteso, incompreso, odiato, ambiguo, trasgressivo, infantile, che si snoda lungo un percorso espositivo non convenzionale, caratterizzato da input visivi e percettivi.
Love va oltre il concetto di museo.
Il vero protagonista della mostra è il pubblico che si riappropria degli spazi espositivi, divenendo fruitore e divulgatore allo stesso tempo, avendo la possibilità di fotografare liberamente tutte le opere esposte (hashtag ufficiale #chiostrolove). Un coinvolgimento sensoriale a 360° caratterizza l’esperienza museale, abbracciando il concetto di ‘open access’ e di museo in continua evoluzione.
Inoltre, in coerenza con il progetto scientifico voluto dal DART Chiostro del Bramante, il visitatore potrà vivere un’ esperienza di guida attiva assolutamente fuori dal comune, scegliendo per la prima volta tra 5 “partner audio”: John, Coco, Amy, David e Lilly saranno gli speciali compagni di viaggio, a seconda del tipo di esperienza che si vuole intraprendere, che racconteranno le opere esposte e aiuteranno il pubblico ad apprezzare le emozioni in esse contenute. Le audioguide sono state realizzate dalla Zeranta Edutainment s.r.l. società specializzata nell’educational ed entertainment.
Artisti presenti: Vanessa Beecroft, Francesco Clemente, Nathalie Djurberg e Hans Berg, Tracey Emin, Gilbert & George, Robert Indiana, Ragnar Kjartansson, Yayoi Kusama, Mark Manders, Ursula Mayer, Tracey Moffatt, Marc Quinn, Joana Vasconcelos, Francesco Vezzoli, Andy Warhol, Tom Wesselmann.
La mostra “LOVE. L’arte contemporanea incontra l’amore” è prodotta e organizzata da Dart – Chiostro del Bramante in collaborazione con Arthemisia Group.
La mostra vede come sponsor JTI e Generali Italia.
Il catalogo è edito da Skira.
Hashtag Ufficiale #chiostrolove
Love, Fonte beniculturali.it
Data Inizio: 29 settembre 2016
Data Fine: 19 febbraio 2017
Costo del biglietto: € 13,00 (audioguida inclusa); Riduzioni: € 11,00 (audioguida inclusa)
Prenotazione:Facoltativa
Luogo: Roma, Chiostro del Bramante
Indirizzo: Via Arco della Pace, 5
Città: Roma
Provincia: RM
Regione: Lazio
Orario: Tutti i giorni dalle 10.00 alle 20.00Sabato e domenica dalle 10.00 alle 21.00(la biglietteria chiude un’ora prima)
Telefono: 069151941 – 0691511055
E-mail: ufficiogruppi@arthemisia.it
Sito web