RAW – Rome Art Week 2016

Dal 24 al 29 ottobre 2016, la città di Roma sarà il palcoscenico della prima “Art Week” italiana, interamente dedicata all’Arte Contemporanea. La Rome Art Week è una iniziativa artistica, a cadenza annuale, che punta a dare un impulso nuovo alla promozione, produzione e al mercato dell’arte contemporanea della Capitale, proiettandola nei circuiti internazionali, con il coinvolgimento degli spazi espositivi e degli artisti.

Durante la manifestazione Gallerie private, Accademie e Istituti di Cultura stranieri ed Istituzioni Museali aderenti organizzeranno uno o più eventi (vernissage, visite guidate, talk critici, conferenze, performance, etc.) per presentare e promuovere al pubblico la loro “visione” dell’arte contemporanea.

Gli Artisti apriranno ai visitatori le porte dei propri studi, o di uno spazio di riferimento, per mostrare la loro ricerca e, in alcuni casi, coinvolgerli nel lavoro creativo. L’evento sarà occasione di incontro per tutti gli addetti e appassionati del settore. Critici d’arte e specialisti del settore forniranno una guida critica ad uno o più percorsi a loro scelta fra quelli proposti nel circuito espositivo, e mediante una pagina dedicata loro nel sito della RAW, illustreranno i propri “punti di vista” sul mondo dell’arte contemporanea.

arte.it

Dal 24 Ottobre 2016 al 29 Ottobre 2016

Roma

Luogo: Sedi varie

Enti promotori:

  • KOU – Associazione no profit per la promozione delle Arti visive

Telefono per informazioni: +39 06 21128870

E-Mail info: info@romeartweek.com

Sito ufficiale: http://https://romeartweek.com/it/

Curarsi ad arte

Giovedì 29 settembre alle ore 11.30 sarà inaugurata, presso l’Ospedale San Giuseppe di Milano la prima tappa di “CURARSI AD ARTE”: percorso espositivo in progress, che si espanderà fin oltre il 2017, realizzato grazie alla partnership con l’Accademia di Belle Arti di Brera. Un progetto che ha visto impegnati in prima fila gli studenti dell’ultimo anno del Dipartimento di Arti Visive che, con le loro opere, hanno dato vita a una sorta di museo diffuso all’interno di spazi normalmente preposti alla cura.

Un sodalizio virtuoso tra Arte e Medicina che, da un lato, permette ai giovani artisti di farsi conoscere, dall’altro crea le condizioni migliori affinché tra pazienti, familiari e operatori sanitari si instauri un clima di serenità e condivisione, utili ad agevolare il processo di cura.

Le opere esposte sono state realizzate da: Flavia Albu, Alice Fiorelli, Chiara Gambirasio. Sara Rizzi, Jaco Caputo, Jacopo Pesenti.

La selezione è stata effettuata dal Comitato Scientifico composto da Franco Marrocco, Direttore Accademia di Brera, Daniele Schwarz, AD Gruppo MultiMedica, Giuseppe Bonini, Preside del Dipartimento di Arti Visive, Accademia di Brera, Roberto Casiraghi, Docente del Dipartimento di Arti Visive, Accademia di Brera, Alessandra Chiarello, Direttore Marketing e Comunicazione, Gruppo MultiMedica, Sergio Harari, Presidente Associazione Peripato, Alberto Mugnaini, Curatore e critico d’arte.

Alice Fiorelli, Fonte arte.it

Fino al 31 Dicembre 2017

Milano

Luogo: Ospedale San Giuseppe di Milano

Sito ufficiale: http://www.multimedica.it/news/index.php/curarsiadarte

DAYANITA SINGH: Museum of machines

Nata a Delhi nel 1961, Dayanita Singh è una protagonista affermata della scena artistica internazionale e una delle rare fotografe indiane note in tutto il mondo, autrice di un’opera decisamente peculiare, che riflette una visione straordinariamente personale del suo paese pur esplorando temi che superano qualsiasi confine geografico.

Negli ultimi cinque anni il suo lavoro è stato esposto presso l’Art Institute di Chicago, la Hayward Gallery di Londra, il Museum für Moderne Kunst di Francoforte sul Meno, il Kiran Nadar Museum of Art di New Delhi e la Fundación Mapfre di Madrid. Ha partecipato inoltre a due edizioni consecutive della Biennale di Venezia, nel 2011 e nel 2013.

L’artista ha elaborato una forma espositiva molto originale: attraverso una serie di arredi in legno – paraventi, carrelli, tavoli che riprendono il concetto di griglia modernista – costruisce ciò che lei stessa definisce “musei”: strutture mobili, portatili, modulabili, che permettono di conferire al suo lavoro una fisionomia mutevole e un significato sempre nuovo. In questi “musei”, attraverso un racconto per immagini privo di parole, Singh rielabora storia personale e storia collettiva, vita privata e vita pubblica, presenza e assenza, realtà e sogno, trasformandoli in un insieme frammentario ma pervaso da un profondo sentimento di umanità, dall’interesse e dal rispetto profondo per tutto ciò che la circonda: persone, ambienti sociali, oggetti, archivi, macchine.

La mostra, allestita nella Photo Gallery della Fondazione MAST e ideata dal suo curatore Urs Stahel, prende il nome dal Museum of Machines, recente acquisizione della Collezione MAST.

Il percorso espositivo propone circa 300 fotografie articolate in serie – oltre a Museum of Machines, anche Museum of Industrial Kitchen, Office Museum, Museum of Printing Machines, Museum of Men e File Museum, e alcune altre opere – che raccontano il lavoro e la produzione, la vita, la sua gestione quotidiana e la sua archiviazione. Macchinari enormi che fumano ed esalano vapori, processi e metodi lavorativi, luoghi deputati all’esecuzione e all’organizzazione del lavoro, presentati in maniera quasi labirintica grazie a una forma espositiva molto articolata e originale, non si limitano a descrivere ambienti produttivi ma danno vita a scenari psichici in cui riconosciamo esperienze, dolore, speranze.
Al livello 0 della Photo Gallery di MAST la mostra prosegue con Archives e Factories, due proiezioni di altre immagini di Dayanita Singh dedicate rispettivamente agli archivi e alle fabbriche, e con l’installazione del Museum of Chance.

6.©Dayanita Singh - File Museum, 2012 1
La mostra è aperta fino all’8 gennaio 2017.

MAST.
via Speranza 42, Bologna
Orari di apertura: Martedì – Domenica  10.00 – 19.00
Ingresso gratuito
www.mast.org

DA GUTTUSO A VEDOVA A SCHIFANO. Il filo della pittura in Italia nel secondo Novecento

In occasione dei vent’anni dalla nascita di Linea d’ombra, non potrà mancare una mostra sul secondo grande tema che ha accompagnato molte rassegne che hanno visto, appunto, Linea d’ombra quale veicolo organizzativo. Si tratta dello studio, sostanziato anche da decine e decine di cataloghi e libri, sulla pittura italiana del Novecento, e soprattutto quella della seconda parte del secolo.
Quello che si propone l’esposizione in oggetto è di individuare un percorso attraverso la selezione di una cinquantina di autori importanti della pittura italiana dagli anni che seguono la chiusura della Seconda guerra mondiale per giungere alla conclusione del Novecento. Scegliendo artisti nati tra la fine del primo decennio del XX secolo e la fine degli anni trenta. Quanto a dire due generazioni di pittori, che vanno da Afro e Guttuso fino a Novelli e Schifano.
Fonte beniculturali.it
Data Inizio: 29 ottobre 2016
Data Fine: 17 aprile 2017
Costo del biglietto: 14,00 euro
Prenotazione:Nessuna
Luogo: Treviso, Museo di Santa Caterina
Indirizzo: Piazzetta Mario Botter, 1
Città: Treviso
Provincia: TV
Regione: Veneto
Orario: da lunedì a giovedì: 9.00 – 18.00da venerdì a domenica: 9.00 – 19.00
Telefono: 0422 429999
Fax: 0422 308272
E-mail: info@lineadombra.it
Sito web

Mario Merz. Prologo. La fine del mondo

Quarto appuntamento del prologo alla mostra inaugurale La fine del mondo, iniziato ad un mese di distanza dal Grand Opening. Un’importante cornice di collaborazioni che presenta alcune opere emblematiche della collezione in prestigiose sedi istituzionali della regione.
Una selezione di opere esemplari della collezione d’arte contemporanea del Centro Pecci di Prato fa da introduzione e “cornice” al progetto espositivo “La fine del mondo”, curato dal direttore Fabio Cavallucci per la riapertura al pubblico della rinnovata istituzione culturale pratese.
Raccolte nel corso di tre decenni di attività artistica e presentate a cura del conservatore del Centro Stefano Pezzato, le opere sono esposte per l’occasione all’interno di alcune fra le più prestigiose sedi istituzionali della regione.
Le sei grandi opere provenienti dalla collezione del Centro Pecci – lavori di affermati artisti italiani e stranieri della seconda metà del XX secolo – formano una campionatura variegata ma eloquente di proposte artistiche contemporanee associate al tema centrale della “condizione di incertezza in cui versa il nostro mondo”, inserite e perciò messe in relazione a diversi contesti della conoscenza umana quali lo studio bibliografico e la ricerca scientifica, in particolare la preistoria, la zoologia, l’astronomia, la fisica, la geometria e la tecnologia.

 

Mario Merz, Prologo. La fine del mondo, Fonte arte.it

Dal 07 Ottobre 2016 al 11 Dicembre 2016

Vinci | Firenze

Luogo: Museo Leonardiano

Curatori: Stefano Pezzato

Enti promotori:

  • Comune di Vinci
  • Museo Leonardiano Vinci
  • Centro Pecci Prato
  • Fondazione per le Arti Contemporanee in Toscana
  • Comune di Prato
  • Città di Prato
  • Regione Toscana
  • Terna Group
  • ChiantiBanca

Telefono per informazioni: +39 0571 568012

E-Mail info: info@museoleonardiano.it

Sito ufficiale: http://www.museoleonardiano.it

Novembre-Febbraio: tutti i giorni 9.30-18.00
(chiusura biglietteria ore 17.15 – Terrazza panoramica chiusa)
Marzo-Ottobre: tutti i giorni 9.30-19.00
(chiusura biglietteria ore 18.15)

Carlo Migliorini. C’est la Vie

In occasione della Dodicesima Giornata del Contemporaneo promossa da AMACI – Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani, lo spazio Made4Art di Milano presenta una mostra personale di Carlo Migliorini con una selezione di lavori rappresentativa della sua più recente produzione artistica.

Irriverente e colto sperimentatore, Migliorini ci conduce nel suo particolarissimo universo artistico ricco di riferimenti e omaggi ai grandi Maestri dell’arte moderna e contemporanea con un approccio ludico e autoironico, che fa emergere tutta la forza e la freschezza della sua creatività. Carlo Migliorini, che ha scelto come nome d’arte Sélavy, gioco di parole e pseudonimo utilizzato anche da Marcel Duchamp, espone presso Made4Art una serie di opere pittoriche dove le geometrie, le linee e i colori, le inclusioni di materiali e di oggetti fondono astrazione a figurazione, Cubismo a Surrealismo, dotte citazioni a ricerca artistica.
C’est la Vie, a cura di Elena Amodeo e Vittorio Schieroni, è un’originale interpretazione dell’Arte, dei suoi linguaggi, delle tecniche e dei significati a essa correlati portata avanti da un suo profondo conoscitore, un artista a tutto tondo che mai cessa di creare, di sperimentare, di osare.

La mostra rimarrà aperta al pubblico fino al giorno 24; un evento M4E-MADE4EXPO ed Expo in Città.

In occasione della Dodicesima Giornata del Contemporaneo AMACI, lo Spazio Made4Art rimarrà aperto al pubblico sabato 15 giugno dalle ore 16 alle ore 19.

Carlo Migliorini, Fonte arte.it

Fino al 24 Ottobre 2016

Milano

Luogo: M4A-MADE4ART

Curatori: Vittorio Schieroni, Elena Amodeo

Enti promotori:

  • Un evento Expo in Città

Telefono per informazioni: +39.02.39813872

E-Mail info: info@made4art.it

Sito ufficiale: http://www.made4art.it

Ettore Consolazione. Migratori dalle esili gambe

La Galleria Arte e Pensieri riapre la stagione espositiva con l’esposizione personale dello scultore romano Ettore Consolazione, noto artista attivo già nei primi anni ’70 e presente con le sue importanti opere scultoree sul territorio nazionale e internazionale.
Opere ricche di soluzioni tra costruttività ed immaginazione spaziale coinvolgendo lo spazio indagato, amplificandone il valore dialettico nella relazione scultura-architettura in bilico tra solida monumentalità mai retorica con inesauribili soluzioni, variabili tra declinare la forma “scolpita” e l’ambiente circostante.

In mostra saranno esposte più di 70 machette (ma da considerarsi opere compiute) presentate con una vera e propria installazione fatta in loco che l’artista ha denominato “Migratori dalle esili gambe” e dieci opere da muro monocrome in carta e legno dipinto.

Ettore si fa carico per certi versi di un popolo che pensava, e forse pensa ancora, che per risolvere certi problemi, anche i più gravi, come quello dell’immigrazione, la soluzione va trovata (e va trovata!) con la fantasia, con tutta la fantasia che possiamo.

 Ettore Consolazione (Roma 1941) vive e lavora a Roma. Frequenta la facoltà di Architettura e l’Accademia di Belle Arti di Roma, e a Urbino l’Istituto Superiore di Grafica e Incisione. Approda alla scultura attraverso le esperienze di grafica, fotografia e scenografia. La volontà di creare un prodotto artistico originale lo induce alla sperimentazione dei materiali, quali terracotta e stoffa, interventi sonori e invadenze ambientali. Le attività di scenografo lo portano ad inserire le sue opere in un contesto “teatrale”, spesso ironico.

Ettore Consolazione, Fonte arte.it

Fino al 29 Ottobre 2016

Roma

Luogo: Galleria Arte e Pensieri

Curatori: Galleria Arte e Pensieri, Bruno Aller

Enti promotori:

  • Galleria Arte e Pensieri

Costo del biglietto: ingresso gratuito

Telefono per informazioni: +39 339 7092125

E-Mail info: galleriaarteepensieriroma@gmail.com

Sito ufficiale: http://www.galleriaarteepensieri.it

Giuseppe Viola. Equilibrio nell’estro

Nella splendida cornice di Palazzo Broletto sede vescovile nel XII secolo divenuta poi sede municipale si trova la sala espositiva che ospiterà 80 dipinti dell’artista Giuseppe Viola (1933-2010), mostra patrocinata dall’ assessorato alla cultura di Pavia e da Regione Lombardia.

Giuseppe Viola, nonostante la complessità del suo prolifico percorso artistico, ha saputo mostrare una chiara quanto rara autonomia espressiva che non è rimasta imbrigliata, come spesso accade, nello scolasticismo stilistico delle correnti pittoriche di riferimento. Ne è efficace esempilificazione l’incontro di Viola con uno dei maestri indiscussi del novecento italiano, Filippo De Pisis. Come è naturale che sia, nelle opere di quel periodo, gli anni cinquanta, ne emergono prepotenti le influenze tecniche ed il richiamo al lessico depisisiano, che tuttavia sono stemperati nei termini di un loro superamento ed appaiono declinati nei limiti in cui consentono già di individuare le tracce di una ricerca concettuale propria.

Allo stesso modo l’esperienza parigina, spesso rivelatasi nefasta  per molti giovani artisti, è arricchimento delle potenzialità espressive nella quale Viola non soccombe con l’adesione passiva ad una delle egemoni correnti pittoriche, ma in cui al contrario coglie l’opportunità di estendere il suo percorso di ricerca, di meglio definire il proprio repertorio espressivo ed eliminare ogni possibile confine a quella peculiare sintassi simbolica che è il tratto distintivo del suo intero percorso pittorico.  E’ infatti a partire da quest’ultima, che sul finire degli anni 60′ Viola, complice del felice sodalizio intellettuale con lo scrittore Dino Buzzati, da vita al Manifesto Imagista; audace impresa di trasposizione in pittura dei dettami imagisti postulati ad inizio secolo dall’americano Ezra Pound, fino a qual momento rimasti di esclusiva pertinenza della poesia. L’Imagismo indubbiamente l’acme artistico di Giuseppe Viola, è il segno più tangibile che ha lasciato nella storia dell’arte ed anche uno dei fenomeni pittorici più complessi, non ancora sufficientemente indagati, nel suo coraggioso tentativo di coniugare le radicali tematiche della tradizione pittorica con le impellenti istanze imposte dalla contemporaneità. L’Imagismo di Viola si propone dunque come opzione narrativa, come possibilità espressiva e non esclusiva, come opportunità dell’artista di non sostituirsi all’oggetto della sua pittura ma di attingere da esso liberndolo da vincoli tecnici e descrittivi.
Ricordiamo nel 2014 una rassegna con 150 lavori imagisti presentata a Palazzo Te di Mantova.

Ciò che appare subito evidente a chi si proponga di esaminare più da vicino l’arte di Giuseppe Viola è la sostanziale continuità del suo discorso. Un filo logico corre lungo la sua attività pittorica e lo si riconosce chiaramente sia nell’assiduo ritornare e nel graduale precisarsi di motivi prima soltanto accennati o appena intuiti, sia nell’apparire improvviso di motivi nuovi (quasi l’artista intendesse esplorare più di una strada contemporaneamente), motivi spesso riassorbiti dall’opera successiva, nella quale pur lasciano visibili tracce.

Ed è appunto questa continuità del linguaggio di Viola che spiega la difficoltà di una esatta collocazione nel tempo di molte sue opere e conferma la necessità di una lettura globale del suo lavoro. Di fatto, “la progettazione” dei quadri di Viola erano già impressi nella sua mente nella loro interezza, pertanto l’armonia che ne risulta è sì frutto d’estro poetico ma su una solida base di ricerca di equilibri formali. Questo suo continuo realizzare se stesso attraverso le immagini garantisce l’unità piena, senza residui tra contenuto e forma, tramite la perfetta padronanza di una raffinata tecnica coloristica.

Giuseppe Viola, Fonte arte.it

Dal 07 Ottobre 2016 al 23 Ottobre 2016

Pavia

Luogo: Spazio per le Arti contemporanee del Broletto

Curatori: Archivio Storico Opere Giuseppe Viola

Enti promotori:

  • Comune di Pavia
  • Regione Lombardia

Costo del biglietto: ingresso gratuito

Telefono per informazioni: +39 02 90427685

E-Mail info: info.centrodiffusionearte@gmail.com

orari: giovedì e venerdì 16-19; sabato, domenica 10.30-12.30 / 16-19

 

 

STATI UNITI DELLA SILA

Sabato 15 ottobre 2016, alle ore 17.00, a Cosenza, Palazzo Arnone, in occasione della XIIª Giornata del Contemporaneo, promossa dall’AMACI (Associazione Musei d’Arte Contemporanea Italiani) e sostenuta dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, il Polo Museale della Calabria e la Galleria Nazionale di Cosenza presentano STATI UNITI DELLA SILA di Alessia Principe.

Il progetto espositivo, originariamente un diario fotografico di famiglia, viene filtrato dall’attitudine al reportage giornalistico dell’autrice e si tramuta in un suggestivo omaggio al grande schermo.

Gli scenari della Sila calabrese si sovrappongono ai set cinematografici di quegli Stati Uniti che, attraverso l’immaginario dell’artista, diventano pretesto per una narrazione giornalistica che accompagna le immagini esposte.

La mostra, a cura di Gemma-Anais Principe con il coordinamento scientifico di Nella Mari, propone un corpus di 28 opere tra fotografie, video e testi.

Tutte le opere video e fotografiche sono state realizzate esclusivamente con l’utilizzo dello smartphone, pratica artistica che, con il termine di mobile photography, è di recente riconosciuta dalla storiografia ufficiale e dalle istituzioni museali.

Alessia Principe, giornalista professionista, ha lavorato a lungo nelle redazioni di alcune testate calabresi (da “Edizione della Sera a Calabria Ora al Garantista”) occupandosi soprattutto di spettacolo e costume. Scrive di cinema e televisione nel suo blog sull’Huffington Post.

Parteciperanno all’inaugurazione: Nella Mari, direttore della Galleria Nazionale di Cosenza e direttore delegato del Polo Museale della Calabria, Gemma-Anais Principe, curatore della mostra e l’artista.

La mostra STATI UNITI DELLA SILA rimarrà aperta al pubblico fino al 13 novembre 2016 e potrà essere visitata secondo il seguente orario: 10.00/18.00 tutti i giorni.

Stati uniti della Sila - mostra fotografica di Alessia Principe - Galleria Nazionale di Cosenza

XIIª Giornata del Contemporaneo

Mostra fotografica

STATI UNITI DELLA SILA

di Alessia Principe

a cura di Gemma-Anais Principe

Galleria Nazionale di Cosenza

Cosenza – Palazzo Arnone

16 ottobre/13 novembre 2016

Inaugurazione – sabato 15 ottobre 2016 – ore 17.00

 

VolareArte. Park Eun Sun

L’aeroporto di Pisa si veste d’arte. Lo sguardo degli oltre quattro milioni e settecentomila passeggeri che ogni anno transitano dall’Aeroporto Galileo Galilei di Pisa incontra la scultura con i preziosi marmi delle Apuane.

L’aeroporto, così, diviene un museo aperto a tutti, la cui fruibilità è semplice e diretta. L’arte torna ad essere un bene comune, esce dal guscio privilegiato degli spazi espositivi e si muove per incontrare ogni pubblico, qui, quello infinitamente variegato della stazione aeroportuale.

VolareArte, giunta quest’anno alla sua terza edizione, è un’iniziativa della Fondazione Henraux in collaborazione con Toscana Aeroporti S.p.A., società che gestisce gli scali di Pisa e di Firenze, che vede l’installazione di nove sculture monumentali, di cui una inedita e appositamente realizzata, dell’artista coreano Park Eun Sun, all’esterno e all’interno dell’aeroporto di Pisa. Opere che rimarranno esposte fino al 2017.

Nel nuovo percorso espositivo le sculture, tutte monumentali, saranno così distribuite: fronte aerostazione, in posizione centrale, Generazione II, opera inedita in marmo bianco Altissimo e Versilys (prezioso grigio venato) e Accrescimento Colonna Infinita II, in granito nero e verde chiaro; sul lato destro, Condivisione 05, in Marmo Bianco e Grigio e Condivisione 34 in Marmo Bianco e Grigio; sul lato sinistro, Condivisione 35 in Marmo Bianco e Grigio.
Sempre all’esterno dell’aerostazione nell’area delle partenze sarà installata Duplicazione di colonna infinita III, in marmo bianco e grigio, Collegamento tra cubi e sfere II in granito verde e nero, all’interno, accanto alle scale mobili, sarà esposta Accrescimento, in Marmo Bianco e Grigio; mentre nella zona arrivi troverà posto Duplicazione, in Marmo nero e rosa.

Park Eun Sun, affermato artista coreano, da anni residente in Versilia, arriva in Italia per assecondare il suo desiderio di lavorare con i marmi apuani, che richiedono grandi competenze tecniche. Le sue opere, esposte e conosciute in tutto il mondo, spiccano per la purezza delle forme geometriche la cui lavorazione è sempre caratterizzata dalla bicromia dei materiali lapidei che le compongono. Una stratificazione cromatica che riporta alle facciate delle grandi architetture rinascimentali ma che incontra, altresì, la raffinatezza delle suggestioni visive orientali. Una bicromia che mette insieme i contrasti, l’ordine e il disordine, nel tentativo di rendere percepibile la complessità del pensiero dell’uomo, sempre sospeso fra gli opposti dell’essere e del vivere.

Gina Giani, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Toscana Aeroporti S.p.A., ha dichiarato: “Dal 1998 ospitiamo al Galilei opere di artisti di fama internazionale, italiani e stranieri, allestendo mostre in maniera sistematica e continuativa grazie alla partnership con istituzioni culturali di prima grandezza. L’aeroporto Galilei è così anche uno spazio espositivo di alto profilo, un museo a cielo aperto in cui non solo offriamo ai passeggeri in transito la prima e l’ultima impressione della Toscana, ma favoriamo il confronto fra i diversi linguaggi artistici e la loro interazione con il pubblico di visitatori”.

Le sculture di Park Eun Sun nei due anni di esposizione verranno a contatto con circa dieci milioni di persone, una mostra aperta ad un pubblico davvero molto ampio.

Volarearte. Park Eun Sun, Fonte arte.it

Fino al 27 Maggio 2017

Pisa

Luogo: Aeroporto Internazionale Galileo Galilei

Enti promotori:

  • Fondazione Henraux
  • Toscana Aeroporti S.p.A

Telefono per informazioni: +39 0584 761217

E-Mail info: info@fondazionehenraux.it

Sito ufficiale: http://www.fondazionehenraux.it