Charlemagne Palestine, “ttempioossempioozzempioo”

Dopo 46 anni di assenza torna a Roma il genio eclettico di Charlemagne Palestine, presente con una sua installazione fino al prossimo 26 gennaio presso la galleria Sant’Andrea de Scaphis a Trastevere.
Al centro dell’ex chiesa troneggia un pianoforte, strumento favorito dall’artista e musicista di Brooklyn, ricoperto ormai come da consuetudine da una rete a maglie grosse, dalla quale pendono numerosi peluches, pupazzi, animali fantastici, da lui chiamati “le mie divinità”, diversi per genere, età, specie, appartenenti a decenni e contesti eterogenei.
Anche lungo le mura della cappella, nella penombra illuminata solo da alcuni faretti e da due palle argentate appese al soffitto, che emettono luci stroboscopiche in puro stile dance anni ’70, ce ne sono centinaia di queste divinità, allineate l’una accanto all’altra, protettrici di segreti diversi, membri di famiglie con cognomi distanti eppure imparentate tra loro dalla memoria, dai ricordi di qualcuno che li ha maneggiati, che ha gridato di stupore quando se li è trovati davanti, custodi di momenti preziosi, legati al riso, alla paura, al pianto, alla gioia, all’innocenza.
Altri pupazzi si paracadutano dal soffitto, volano senza planare a terra sospesi in un tempo infinito che non invecchia mai, sembrano danzare leggeri sulla musica che esce dal pianoforte, le caratteristiche melodie di Palestine che sanno di tradizione yiddish e rito sciamanico, di New York e di avanguardia, che accompagnano questo viaggio immersivo che più che una semplice installazione artistica diventa un’esperienza interiore.

Sant’Andrea de Scaphis
Via dei Vascellari 69, Roma
Dal 14 dicembre 2018 al 26 gennaio 2019
http://www.santandreadescaphis.com

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