Come il cielo ed il mare è l’azzurro

Piero Guccione nasce a Scicli nel 1935 e muore a Modica nel 2018; è stato un artista e incisore italiano.
Si forma all’Istituto di Belle Arti di Catania per poi trasferirsi a Roma nel 1954 dove si iscrive all’Accademia di Belle Arti.
Dal 1962 al 1964 prende parte al gruppo di pittori realisti “Il pro e il contro”, affiancato da nomi come Attardi, Farulli, Guerreschi e Vespignani.
Dal 1966 al 1969 fu assistente di Renato Guttuso presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, entrando così in contatto con i maggiori artisti italiani del tempo.
Guccione iniziò a esporre le sue opere presso il Metropolitan di New York, al Palazzo Reale di Mi-lano, La Biennale di Venezia; e ancora tante altre città come Madrid, Basilea, Chicago, Parigi ecc.
Nel 1988 a Napoli vince il premio come miglior artista dell’anno seguito poi da Burri, Schifano e Perez; pochi anni dopo nel 1995 viene nominato accademico di San Luca.
Dopo la morte di Burri e Fontana ha rappresentato e si è fatto portavoce della sintesi di pittura figurativa e astratta del panorama artistico italiano.
Venne definito da Sgarbi come il più grande artista degli ultimi cinquant’anni; e nessuno meglio di lui riuscì a rappresentare l’essenza e il turbamento dell’uomo occidentale.

Il 7/04/2019 è stata inaugurata nel Museo d’Arte del Mendrisio la mostra di opere di Guccione dal titolo La pittura come il mare.
In un’intervista fattagli pochi mesi prima della sua scomparsa, egli disse di esser attratto dalla asso-luta immobilità del mare che però è in costate movimento, sempre.
Soffermandoci su ogni dipinto possiamo ammirare tutte le sfaccettature dell’azzurro, tra mare e cielo e l’imprecisa ma precisa prospettiva aerea che unisce e congiunge terra e cielo; come se Guccione vedesse una continuità tra quelle meravigliose “distese azzurre” che Battisti cita nella sua canzone.
Quando nasci isolano, rimani isolano. Trasferimenti per lunghi periodi o per tutta la vita non potranno mai cambiare il tuo cuore. Quando nasci isolano, resti isolano; e il mare è l’unica via di fuga. Quest’ultima non vedetela come accezione negativa, ma bensì come un bisogno impellente; una cura a tutti i mali.
Perché quando vogliamo stare un po’ soli, rifugiarci nei pensieri, chiacchierare senza aprir bocca, liberare la mente, fantasticare e sognare; il mare è sempre il nostro miglior confidente e amico. Ognuno di noi ha forse bisogno di un punto fisso? O abbiamo bisogno di un punto che sembra fisso ma in realtà è incostante movimento? O forse siamo noi che vorremmo esser come il mare all’apparenza fissi ma in costante movimento, per poi scontrarci con le rocce e dar vita ad una magnifica esplosione.
E credetemi Guccione il suo mare non l’ha mai dimenticato.

“La pittura come il mare” in mostra dal 7/04/2019 al 30/06/2019.
Museo d’arte Mendrisio
Piazzetta dei Serviti 1
CH – 6850 Mendrisio
Tel. 0041 (0)58 688 33 50
museo@mendrisio.ch

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