Dal produttore al consumatore. Comedian di Maurizio Cattelan divorata dalla performance Hungry Artist

Quando si visita un museo capita spesso di rimanere affascinati dai dettagli realistici delle nature morte che hanno caratterizzato l’arte nei secoli passati. Ai giorni nostri invece le nature morte prendono vita, nel senso che non ci si limita più a dipingere frutta, verdura oppure oggetti comuni, questi prodotti vengono direttamente esposti diventando i veri e propri soggetti dell’opera d’arte. Un esempio recente è Comedian, l’ultima opera realizzata dall’artista italiano Maurizio Cattelan, la quale è stata mangiata, nel vero senso della parola, dall’artista David Datuna durante la performance artistica Hungry Artist.

Comedian è, anzi era, una banana in fase di maturazione, acquistata per circa 30 centesimi di dollaro dall’artista italiano in un negozio di Miami, attaccata a una parete bianca da un semplice pezzo di nastro adesivo, venduta all’Art Basel di Miami al prezzo di 120.000 dollari. Se già la cifra d’acquisto ha suscitato numerose polemiche ancora più clamore ha scatenato la reazione di un altro artista, David Datuna, che ha mangiato l’opera di Cattelan durante la performance Hungry Artist (artista affamato).

L’atto di Datuna non deve essere interpretato come un oltraggio all’opera di Cattelan, anzi con Hungry Artist l’installazione di Cattelan è stata completata perché si è fatto ciò che normalmente si fa con un qualsiasi alimento, è stato mangiato, l’artista si è nutrito, tanto è vero che quando Comedian è stata venduta, assieme al certificato di autenticità dell’opera è stato affidato al museo anche un certificato con le istruzioni per l’uso, in cui l’artista richiedeva che il frutto venisse sostituito di tanto in tanto, in quanto si tratta di un materiale degradabile, destinato alla putrefazione.

Comedian e Hungry Artist sono diventate, grazie all’azione di Datuna, un’unica opera, è l’esempio di come l’arte contemporanea, a differenza del passato, vede il coinvolgimento del fruitore dell’opera, che in questo caso è diventato anch’esso opera d’arte attraverso il semplice atto di nutrirsi.

 

 

 

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