Dar vita ai propri disegni: William Kentridge

Con le sue animazioni ricavate da disegni a carboncino, William Kentridge ci dà una geniale rappresentazione di temi politici e sociali riguardanti specialmente il suo paese d’origine, il Sud Africa. Nella serie di nove video prodotti tra il 1989 e il 2003, un ottimo esempio della sua arte è dato da “Felix in Exile”, una malinconica animazione che racconta la devastazione di un territorio attraverso una corrispondenza tra una giovane donna nera, Nandi, e il protagonista Felix. La sofferenza del regime di Apartheid, la devastazione dell’ambiente, la morte di persone innocenti, sono visti da Felix attraverso i disegni inviatigli da Nandi, mentre lui sta a Parigi e lei in Sud Africa. Kentridge ci fa capire che i due, nonostante la lontananza e il diverso colore della pelle, soffrono allo stesso modo per il destino della loro terra. Il fatto che questo cortometraggio sia uscito nel 1994, anno delle prime elezioni democratiche in Sud Africa, non è secondario. Infatti, i disegni di Nandi stanno a indicare che il passato di sofferenza non va cancellato, ma è necessario tenerlo sempre impresso per costruire un futuro migliore. Un messaggio ancora molto attuale visto il recente scenario di guerra e migrazione che sta coinvolgendo anche l’Europa, con Felix e Nandi che potrebbero benissimo essere due Siriani o due Somali, per esempio. Ma noi spettatori terzi, riusciamo a vedere i disegni che Nandi ha mandato a Felix? O forse ci accontentiamo soltanto dell’interpretazione che ne dà il telegiornale o l’intellettuale di turno?