Dell’Otto racconta l’inferno di Dante tra il Fantasy e l’Horror

Non tantissimi anni fa, un giovane strappato forse troppo presto alla formazione scolastica, per caso scoprì un legame tra la sua vita e quella di Dante. Col tempo diventò Professor Nembrini, insegnante di letteratura alla scuola superiore, e trascorreva la domenica sera a raccontare il cammino del poeta fiorentino; prima ai figli poi agli amici dei figli, poi ai genitori degli amici dei figli, la folla aumentava sempre di più. Tutti lo ascoltavano con ammirazione e il professore riusciva a trasmettere loro la bellezza e la meraviglia del personaggio più studiato al mondo: Dante Alighieri.
Nel 2014, durante una conferenza a Roma, Nembrini conosce Gabriele Dell’Otto, illustratore di fama internazionale, il quale rimane profondamente colpito dai racconti del professore tanto da mostrargli una tavola che rappresentava Dante nella selva oscura: diventano subito amici. E’ bastato un incontro tra i due, seppur casuale, per dare inizio ad un progetto diventato subito un must have del 2019 che non può mancare nelle librerie dei più grandi appassionati di arte e letteratura: una nuova Divina Commedia.
Non parliamo di un semplice libro con una delle opere letterarie più importanti al mondo, parliamo di un registro che oltre a riportare il testo originale dantesco con a fronte una parafrasi in italiano contemporaneo e un commento, ed una soddisfacente prefazione del Prof 2.0 Alessandro D’Avenia, presenta un’illustrazione per ogni canto.
«Franco, se tu commenti 100 canti io disegno 100 canti». Tra Franco Nembrini e Gabriele Dell’Otto inizia una sfida entusiasmante, personale e professionale.
Classe 1973 romano, Dell’Otto è oggi tra i più celebri disegnatori di fumetti delle due grandi casi editrici americane di supereroi, Marvel e DC. Oggi tra i suoi progetti più famosi insieme a Spidermen, Batman e Hulk c’è anche Dante Alighieri.
Tra il dark e l’epic fantasy, ma perché no anche un po’ di horror, l’immagine che introduce ogni singolo canto, accompagnata dalla terzina del canto cui fa riferimento, non ha solo lo scopo di illustrare quanto soprattutto quello di mostrarci quello che vedeva e sentiva Dante durante il suo viaggio negli Inferi. Dominano il rosso e il fuoco, le rocce e i rovi, due uomini sempre vicini l’uno all’altro si aggirano in questo luogo oscuro, Dante un po’ intimorito Virgilio più spavaldo, tanto che quest’ultimo molto spesso posa la mano sulla spalla del poeta quasi per confortarlo e proteggerlo.
Dell’Otto è riuscito a rappresentare tutto nei minimi dettagli, e solo in tal modo noi davvero riusciamo a leggere ciò che realmente Dante vedeva.
La crudeltà di Caronte è manifesta proprio come leggiamo “che ‘ntorno a li occhi avea di fiamme rote..”. La vergogna di Paolo che si copre gli occhi mentre Francesca tende il braccio verso il poeta, che forse avrebbe voluto aiutarli ma d’altronde un grande aiuto non poteva dare “ sì che di pietate|io venni men così com’io morisse”. Impressionante è anche la bestialità e la grandezza di Lucifero in confronto alla piccolezza dei due uomini, proprio come Dante si è sentito in quel momento “..e più con un gigante io mi convegno|che i giganti non fan con le sue braccia..”.
Una Divina Commedia contemporanea e avvincente che butta giù i muri che chiudono l’opera come un testo letterario accademico, Inferno si legge, si ascolta, si osserva, si vive. “Sarà vera gloria? Ai posteri l’ardua sentenza”.

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