Depositi visivi e tracce del reale nelle opere di Renato Leotta

Inondato di una freschezza dalle sfumature mediterranee, l’operato artistico di Renato Leotta è un’introduzione alla conoscenza attenta e curiosa della natura, del paesaggio, della cultura e della sua irrefrenabile capacità di convivere in un contesto fatto di luoghi e storie.

Il giovane artista torinese, sembra dedicarsi con estrema dedizione e strepitosa lentezza all’osservazione di luoghi, di panorami o di fenomeni naturali, registrandoli e ridefinendoli secondo una tradizione puramente gnoseologica. La parola, o meglio la letteratura, accompagna in modo repentino e indispensabile la maggior parte delle sue creazioni. Come riferimenti frammentati, scomposti o velati, i titoli di alcuni lavori di Leotta o i brani che li accompagnano, ci includono già in un ambiente di purezza intellettiva che introduce una composizione visiva raffinata e apparentemente semplice. Queste suggestioni sono, secondo l’artista, la sintesi di un vissuto, di un frammento di realtà che viene catalogato secondo celebrazioni visive che permettono di catturare un momento preciso e riviverlo in un loop temporale che non ha un inizio né tantomeno una fine. La registrazione, è il processo centrale su cui ruota la produzione più recente di Leotta, attraverso quest’azione l’artista è in grado di depositare un accadimento, mantenendo viva l’esperienza legata a un luogo o a un evento storico, e allo stesso tempo li annulla e li riscrive in un frammento spazio-temporale completamente capovolto.

Con una strabiliante potenza evocativa, le opere di Leotta si compongono e scompongono in un moto repentino, esplorando limiti e confini di un’immagine e la sua successiva realizzazione, dove il processo tante volte conta molto meno del prodotto definitivo. In questa ben delineata necessità artistica, l’artista utilizza linguaggi molteplici, caratterizzati da mezzi che spesso si combinano l’uno con l’altro, conservando in modo instancabile una debolezza per l’archiviazione, la registrazione e il deposito. Le proposte visive di Leotta sono installazioni spaziali che coinvolgono in toto le esperienze dello spettatore. La relazione esistente tra paesaggio e cultura si arricchisce, inevitabilmente, di altre forme di incontro che si stratificano e inducono chi osserva a cercare, immaginare e ricostruire delle reti di connessione che ne raccontano il procedimento. Gli indizi visivi e letterari dell’artista, ci introducono in un momento ben preciso che seppur orfano di una dimensione temporale chiara, ci tiene ancorati al “qui ed ora” di un frammento che si riproduce, rilegge e ridefinisce sotto ai nostri occhi o ai nostri piedi.

 

 

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