Difendete i colori, la mostra personale di Truman

Difendete i colori è la mostra organizzata dall’Associazione Artecrazia che ha chiuso il 2018 con grande innovazione e popolarità. Colori e geometrie pure animano la mostra sita presso la Sala mostre temporanee della Cittadella dei Musei, creando un’atmosfera fresca e ospitale incantandoci e facendoci sentire parte integrante delle emozioni che legano ogni opera l’una all’altra. L’artista Francesco Truman Mameli ci racconta.

Truman, da cosa nasce questo tag?
In realtà non se sono più così tanto sicuro. Credo sia nato, per gioco, quando alcuni miei cari amici stavano guardando il film Armageddon (credo ci fosse un personaggio chiamato Truman). Ormai è da almeno metà della mia vita che me lo porto appresso. Credo che alcuni non conoscano nemmeno il mio vero nome.

Caro Truman, ti va di raccontarci quando e come ti sei accorto che doveva iniziare la tua vita da artista?
Anche questo per caso. Ho sempre disegnato, in realtà, però ho iniziato a dedicarmi a pennelli e tele solo nel 2011, grazie soprattutto all’influenza di mio nonno e mio padre (entrambi dipingevano). Nel 2012 ho aperto la mia pagina FB dove ho iniziato a pubblicare i miei disegni e, con mio grande stupore, ho anche iniziato a venderli.

Le tue opere trasmettono una forte positività, soprattutto per la grande quantità di colori, c’è un particolare messaggio che vorresti comunicare a chi osserva?
Dipende dal dipinto, ovviamente. Certo è che ogni volta che disegno cerco di metterci qualcosa di mio e, talvolta, il significato dei dipinti è fortemente influenzato dal mio stato d’animo del momento. È una cosa che mi rilassa molto, di conseguenza credo che questo senso di benessere si manifesti spesso nelle mie opere.

Hai una particolare fonte di ispirazione quando lavori?
In generale non mi ispiro a artisti in particolare. Ammiro molto il lavoro di artisti sardi come Crisa e Tellas e, ovviamente, visito spesso Musei e gallerie in tutta Italia e Europa uscendone ogni volta arricchito e ispirato. Credo, comunque, che la mia ispirazione più grande sia la musica. Raramente disegno senza un sottofondo musicale e, generalmente, questo influenza il lavoro.

Un buon risultato per la tua prima personale “Difendete i colori” soddisfatto?
Sono davvero molto soddisfatto e mi sento di ringraziare, anche qui, Giacomo Dessí che ha curato la mostra, Antonio Giorri che si è occupato del catalogo, Elisabetta che ha portato avanti un fantastico lab per i bambini e le tante persone che mi hanno aiutato a portare avanti questa mostra, collaborando attivamente e prestandomi i dipinti esposti. Grazie a tutti!

Tra le diverse tecniche delle opere esposte, qual’ é quella che preferisci? (intendo tra dipinti e immagini realizzate al computer)
preferisco di gran lunga i dipinti. Ovviamente l’acrilico, a mio modo di vedere, è la tecnica ideale per il mio modo di disegnare. Anche se ho iniziato con l’olio…

Una tua opera che, secondo te, meglio rispecchi la tua personalità?
Difficile da dire. Credo che in tutte le Bidde ci sia tanto di me, anche se sembrano solo casette. È difficile da spiegare: per questo ti allego quanto scritto qualche anno fa, rispetto alla mia produzione, dalla scrittrice e poetessa Paola Alcioni che, a mio modo di vedere, a compreso davvero quanto c’È dietro quei disegni e ovviamente usa le parole meglio di me.

“[…] Dietro quelle finestre, c’è un mucchio di gente che si incontra. Non mi sembra di ricordare persone fuori da quelle case: sono tutte dentro e stanno facendo qualcosa che va al di là della piazza e dei proclami, qualcosa che ha molto a che fare con la quiete domestica, con la costruzione minima della propria vita e della propria comunità[…].

Progetti per il futuro?
Spero di fare altre mostre come questa, magari girando per la Sardegna e avvicinandomi a quelle ‘bidde’, a quei paesi che tanto caratterizzano l’isola e tanto influenzano la mia produzione.

Come ti descriveresti in sole tre parole?
In questo momento della mia vita? Paziente, confuso e… abbastanza alto!

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