Disprezzare il buon gusto. Il caso della Bad Painting

Accade spesso che di fronte ad un’opera d’arte contemporanea il pubblico faccia dei confronti con gli antichi lavori dell’arte, per esempio con i dipinti del Botticelli, di Raffaello o del Tintoretto, giusto per citare alcuni celebri nomi, giungendo alla banale conclusione che nel passato si sapesse operare meglio rispetto al presente e che le opere realizzate ai giorni nostri, esposte nei musei, potrebbero essere realizzate anche da un bambino.

L’arte contemporanea non è sempre apprezzata dal pubblico, così spesso viene definita orribile, disgustosa, brutta. E’ proprio sull’ultimo termine utilizzato nella frase precedente che si vuole porre l’attenzione in questa sede, perché la maggior parte dei fruitori di un museo ignorano sicuramente l’esistenza di una tendenza pittorica americana celebrata nel 1978 dal critico Marcia Tucker, che organizzò la prima esposizione della Bad Painting.

Fra gli artisti più celebri operanti all’interno di questa tendenza artistica di annoverano James Albertson, Joan Brown, Eduardo Carrillo e Charles Garabedian, ma tanti altri continuano a portare avanti il proprio operato artistico in questo campo. L’abbandono delle modalità classiche del disegno è l’elemento che caratterizza gli artisti della Bad Painting, i quali hanno l’obbiettivo di voler trasmettere a chi osserva le loro creazioni una personale visione del mondo, con la finalità di far divertire il pubblico, quindi ironica.

L’ironia viene raggiunta attraverso la deformazione della figura, ove a far da padrone è il disprezzo per la rappresentazione accurata, una caratteristica scandalosa perché il buon gusto viene messo da parte, il che risulta essere divertente e commovente allo stesso tempo, con un contenuto che è fantastico e impertinente. Possono essere definiti “chiassosi” i colori che imbrattano le tele, pronti a catturare l’attenzione dell’osservatore, di certo non corrispondenti alla realtà, aventi una visione del mondo anti – fotografica, come nel caso dell’artista Neil Jenny, il quale nonostante attribuisca al suo stile l’appellativo di realismo, si intende che le verità narrative si trovano nei semplici rapporti esistenti fra gli oggetti.

La Bad Painting pone in ridicolo temi considerati importanti, i quali vengono sminuiti nella loro rilevanza storico artistica, attribuendo invece un notevole rilievo a frivole e banali tematiche, come accadde ad esempio con il quadro di sterco di elefante, brillantini e ritagli porno, The Holy Virgin Mary (1996), dell’artista Chris Ofili, opera che ha attirato una copiosa quantità di visitatori in occasione della mostra Sensation (1997).

 

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