Du oder Ich. Il disagio espresso da Maria Lassnig

Per molti artisti la pittura è lo strumento eccellente attraverso il quale si ha la possibilità di esprimere i propri sentimenti, le proprie emozioni, un mezzo che concede all’artista l’occasione per poter mostrare al mondo esterno ciò che viene celato dall’interiorità umana. L’atto di mettere a nudo la propria anima è ben evidente nella poetica artistica di Maria Lassnig (1919 – 2014), pittrice austriaca affascinata dall’Azionismo viennese, la quale ha sempre presentato al pubblico dei ritratti di se stessa nel suo contatto corpo a corpo con l’arte.

Per capire meglio l’arte di Maria Lassnig è opportuno prendere subito in considerazione il dipinto Du oder Ich (2005), il cui titolo tradotto significa “Tu o Io”, una definizione lecita se si osserva il gesto compiuto dal soggetto nudo ritratto, che punta con una mano una pistola verso il fruitore del dipinto e utilizza l’altro arto per indirizzare la stessa tipologia di arma sulla propria tempia. Questo autoritratto fa emergere una situazione di disagio psicologico che affligge l’artista, colei che ha dipinto quest’opera si presenta al pubblico facendogli sentire un grido interiore, che non viene esternato come fa Munch nella celebre opera L’urlo (1893), Maria Lassnig pone una sorta di barriera fra soggetto e osservatore, non vi può essere un dialogo fra le due parti indirizzato a placare il disagio interiore di colei che realizza l’opera.

Chi ammira il dipinto viene attratto dal forte impatto suscitato dalla pittura, il pubblico viene colpito dal disagio provato dall’artista, contemporaneamente cerca di mantenere le distanze dal soggetto dell’opera a causa del gesto minaccioso, che involontariamente permette, a colui che osserva l’opera, di chiedersi se a esser colpito dall’arma a fuoco sarà lo sguardo del curioso o colei che soffre. Nonostante la minaccia indirizzata al pubblico il soggetto del dipinto vuole essere ascoltato, vuole essere salvato da una condizione di disagio, appare come un controsenso ma non lo è in quanto la non lucidità mentale conduce chi chiede aiuto a esser spaventati da quell’ancora che è in grado di offrire la salvezza.

Maria Lassnig definisce con l’appellativo di drastica la propria pittura, intesa come l’incontro improvviso e non previsto fra l’emozione e l’immagine. In virtù di ciò si riportano le parole dell’artista: «L’unica intenzione è quella di sentire il modo in cui mi pongo di fronte alle tela in quel preciso momento. E poi vado nei dettagli. E ovviamente devo dargli forma perché le emozioni non hanno forma; è una disseminazione».

 

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*