El Manto. Omar Rodríguez-Graham

Operare costantemente sulla decostruzione e ricostruzione del linguaggio pittorico, questo uno dei punti fondamentali della ricerca di Omar Rodríguez-Graham, artista messicano, classe 1978, formatosi negli Stati Uniti, il cui lavoro è oggi riconosciuto e apprezzato tra Messico, Stati Uniti, Europa e Sud America. La perfetta padronanza pittorica permette all’artista di muoversi con spregiudicatezza passando dalla figurazione all’astrazione in un continuo rimando di contenuti e linguaggi spesso dichiarati ed immediatamente sovvertiti. Un esempio sono le carni di bovino squartate dipinte in omaggio ad una straordinaria tradizione che muove da Rembrandt per arrivare a Soutine e agli ultimi casi di Jenny Saville, esposte, alcuni anni or sono, alla galleria Arróniz a Città del Messico. Forza e vigore, date in formidabili pennellate di luce, si ricompongono nel silenzio di grandi cavalli magistralmente variati in una serie intitolata “Variazioni su tema” e presentata nel 2011 nella stessa galleria. La grande abilità pittorica è sempre e comunque al servizio di un pensiero che indaga costantemente il rapporto tra arte e illusione. “Ogni arte ha origine nella mente umana e nelle nostre reazioni al mondo, piuttosto che nel mondo visibile, e proprio perché ogni arte è ‘concettuale’, tutte le rappresentazioni sono riconoscibili dal loro stile”… questo pensiero di Ernst H. Gombrich sembra costantemente evocato nelle opere di Rodríguez-Graham, in particolare, quando il confine tra figurazione e astrattismo si fanno labili. L’alfabeto dell’arte figurativa di tradizione occidentale è saccheggiato e riscritto in un ordine nuovo che si fa carico di secoli di storia; in “Eternal Return”, serie di lavori del 2014, ritroviamo grandi affreschi di gusto barocco, iridescenti cieli tiepoleschi, campiture di colori aspri espressionisti, il cubismo orfico, velocità e movimento dell’action painting, il gusto pop, fino ai tondi pittorici di Damien Hirst la cui creazione non è però costantemente controllata, come nelle tele di Omar, ma lasciata all’azione ‘non umana’ della forza centrifuga.

Oil on Canvas, 150 x 130 cm

Oil on Canvas, 150 x 130 cm

I lavori della serie “El manto”, di piccole dimensioni (34 x30 cm), offrono brani di delicata quanto intensa poesia, sono tutti realizzati a matita su tela di lino grezzo e sembrano rimandare a mondi di tessuti dipinti impreziositi da articolati ricami.  Tra i primi a partecipare delle sperimentazioni anamorfiche per soddisfare la necessità di rappresentazione prospettica nelle tele quattro-cinquecentesche, i finti panneggi si sono arricchiti di articolati motivi geometrici e fitomorfi hanno coperto dei e santi, vestito Madonne cortesi, riflesso ori abbaglianti, dando movimento, peso e volume alla storia per renderla verità. Da Piero della Francesca a Beato Angelico, attraverso  i delicati racemi fioriti della Primavera di Botticelli, fino agli straordinari studi chiaroscurali di Leonardo, i lavori di Omar Rodríguez-Graham  arrivano ad intercettare forme calligrafiche orientali di sete dipinte e  voluttuose forme curve dal gusto liberty. Il velo è tessuto ma anche diaframma che si interpone tra l’immagine e l’occhio, sottile impalpabile confine tra il reale e la sua rappresentazione.

link: Galleria Macca

Fino al 20 Ottobre 2016

Palazzo Amat
Via Lamarmora 136, Cagliari

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