Evol e Lorenzo Castore: le varie forme dell’abitare

Esistono varie declinazioni del concetto di abitare: c’è l’aspetto intimo e privato del rapporto tra l’uomo e il proprio rifugio personale, ma esiste anche la dimensione collettiva e condivisa dell’edilizia residenziale e delle periferie urbane. Fino al 31 marzo la Galleria del Cembalo di Roma propone un doppio percorso espositivo dedicato al tema, ospitando le mostre Ultimo Domicilio del fotografo fiorentino Lorenzo Castore e Housing dello street artist berlinese Tore Rinkveld, in arte Evol. I due artisti, nati entrambi all’inizio degli anni Settanta ma molto distanti in quanto a percorso professionale, si interrogano sul tema spaziando tra i concetti di interno ed esterno, pubblico e privato, personale e collettivo.

Ultimo Domicilio è un progetto fotografico portato avanti da Lorenzo Castore a partire dal 2008, di cui sono in mostra a Roma 12 fotografie di grande formato e un cortometraggio. Ognuna delle opere esposte è dedicata ad un’abitazione che ha fatto parte in qualche modo della vita dell’artista, e che oggi si trova abbandonata. L’idea alla base del progetto è infatti quella di rinvenire tracce di vite vissute all’interno delle abitazioni che le hanno ospitate, dimostrando come le case raccontino molto dei propri abitanti, anche quando essi smettono di occuparle. È così che le sue opere, attraverso il filtro fotografico ma anche quello della memoria, ci mostrano echi di feste, passioni e stili di vita, di storie di amicizie e parentele ormai lontane nel tempo.

La mostra Housing di Evol, invece, propone edifici e paesaggi urbani in miniatura, realizzati utilizzando spray e stencil su oggetti di recupero come cassettiere, scatole di derivazione, cartoni e così via. L’artista, creando queste installazioni illusionistiche, riflette sulla dimensione abitativa nelle grandi metropoli, alienante nella sua ossessiva ripetitività. Le sue famose cassettiere da ufficio, ad esempio, già esposte di recente a Roma in occasione della mostra Cross the Streets al Macro, da normali elementi d’arredo si trasformano in edifici residenziali di qualche anonima periferia degradata, grazie all’aggiunta da parte dell’artista di graffiti, finestre, balconi e antenne dipinti. Alcuni dettagli come etichette e nastri adesivi restano però a testimoniare l’originale funzione di questi oggetti, mescolando così tra loro interni ed esterni, con un effetto straniante di sovrapposizione d’identità.

Le due mostre, insomma, illustrano le diverse declinazioni dell’abitare, riflettendo e confrontandosi su temi comuni ma secondo punti di vista differenti. Nella mostra di Castore, a cura di Mario Peliti e Laura Serani, i protagonisti sono gli interni, con un’attenzione particolare alla concezione più intima dell’abitare. In quella di Evol, a cura di Donatella Pistocchi e Alessia Venditti, al contrario sono gli esterni i soggetti della ricerca ed è la dimensione plurale e condivisa dell’edilizia residenziale ad essere oggetto di riflessione. Entrambe le mostre, però, sono costrette anche a confrontarsi con un ulteriore declinazione del tema, quella dell’edificio che le ospita, il Palazzo Borghese, uno dei più noti e maestosi esempi di edilizia privata a Roma. Le opere e gli spettatori si trovano infatti a interagire anche con lo splendido cortile interno, gli affreschi e il mobilio della galleria, che già da soli valgono la pena di andare a fare un salto!

 

 

Fino al 31 marzo 2018

Galleria del Cembalo

Largo della Fontanella di Borghese, 19 – Roma

 

www.galleriadelcembalo.it/ita/ultimo-domicilio
www.galleriadelcembalo.it/ita/housing

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*