Felix Nussbaum. Il dialogo della pittura

Felix Nussbaum, pittore di origine ebraica, usa l’arte come sfogo ai crimini della persecuzione.
Le sue opere sono caratterizzate dalla dinamica e dalla permanenza statica, quasi un urlo contro la società. Il pittore sceglie un soggetto ben definito ove le giornate non sono in grado di scalfirlo in un definire degli eventi.

E’ un estasi della pittura che viene percepita dai luminosi colori della luce, che creano forme e un dialogo tra l’arte e spettatore. L’artista riesce a liberare sulla tela il sentire profondo della sua anima sensibile, capace di sussultare, di sorprendere e di entusiasmare.

Felix Nussbaum è autore di numerose opere che rappresentano l’oppressione ebraica sotto il Nazismo. Utilizza la creatività come una sorta di scultura che dialoga col suono, il tema di base è quello dei processi della creatività umana. I modelli che mostrava sono persone scalfite dal terrore e della morte.

Egli realizza un prisma di colori che si taglia su forme attorcigliate, conforme all’arte. Oggi, a distanza di anni queste opere sono di straordinaria qualità, come sfogo contro una natura tanto perversa e crudele. Le sue opere raccontano storie e aneddoti della sua vita che cerca di uscire da quella prigione imposta dal suo tempo.

C’è molto mistero nei suoi racconti, un mistero di malinconia che si fossilizza nel chiarore di un meriggio che è nella società occultata dall’uomo con il divenire malinconico. La sua vita è una casualità e mistero in continua divenire.

Il linguaggio universale che si esprime nei gesti, negli sguardi malinconici, cerca quel conforto ormai smarito e offuscato dalle nebbie del tempo. Sono opere quasi astratte che richiedono un’interpretazione quasi razionale di ciò che sottintendono sul piano emotivo.

Nussbaum è uno dei massimi rappresentati della diaspora ebraica del XX secolo. Nelle sue opere è presente un’evocazione culturale vissuta in una chiave metaforica che rientra in quel misticismo, come un’evocazione all’autobiografismo poetico, che della guerra parla allusivamente, con colori, immagini e riferimenti teologici.

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