Figlia del Mondo, ma con cuore giapponese

Nella vita potrai vivere ovunque, chiamare casa posti che non avresti mai pensato; ma alla fine la vera casa dove abiterà il tuo cuore sarà sempre una: la tua terra d’origine. Così ha fatto Asako Hishiki, artista giapponese ma di adozione Italiana. Trasferitasi a Bologna all’età di 23 anni, questa giovane artista conquista il pubblico con le sue opere che richiamano l’oriente. Quell’oriente fiabesco che trasmette la calma, la riflessine e l’amore per la natura circostante. Abbiamo il piacere di intervistarla e conoscere un po’ meglio la sua persona.

Cosa raccontano le tue opere?
«Nelle mie opere sono sempre presenti soggetti della natura: acqua, alberi e uccelli. Sono cresciuta vicino a dei laghi e da piccola mi piaceva molto andare ad ammirare quella magnificenza, quel tripudio di colori che regalava i passare delle stagioni; in Giappone il cambiamento stagionale avviene in modo molto graduale. I colori si mescolano l’un l’altro e danno vita a sfumature meravigliose, forse così è nato il mio amore per il colore e di conseguenza per l’arte.»

A chi sono rivolte le tue opere?
«Le mie opere sono rivolte a chi vuole evadere. Evadere dalla quotidianità… staccare per un momento la spina, rilassarsi e non dover pensare a nulla.»

Lavori sempre nello stesso posto fisico?
«Si. Lavoro sempre nel mio studio, ora a Monza, mi piace stare tranquilla. Ad aprile, però, andrò a fare una residenza artistica a Reggio Emilia; sono molto curiosa e non so cosa aspettarmi da questa nuova esperienza, sono molto impaziente.»

C’è un legame tra le tue opere e la tua terra natia?
«In realtà no. Tutti mi dicono che le mie opere fanno sentire molto l’oriente, l’arte giapponese; ma io non l’ho mai studiata. Non so il perché di questo, a mio parere ho sempre seguito, e continuo a farlo, l’arte occidentale. Avrò assorbito l’arte Giapponese senza essermi resa conto di ciò. Ogni parere del pubblico per me è sempre una nuova sorpresa»

Si può vivere facendo arte?
«È difficile vivere solo facendo mostre e vendendo le tue opere. Io evado un po’, ma cerco sempre qualcosa che sia collegato all’arte»

Che altro lavoro avresti voluto fare se non l’artista?
«Se non fossi diventata un’artista che è la mia più grande soddisfazione, avrei voluto fare l’archeologa. L’antico mi affascina e scoprire ciò che si cela dietro l’arte mi attira molto»

Chi è il tuo artista preferito?
«Shiko Munakana 棟方志功(1907-1975) è una grande artista e incisore della xilografia giapponese. Ho voluto lavorale con la tecnica Xilografia giapponese perché mi hanno fatto affascinato molto i simboli creati col legno e stampati sulla carta giapponese.»

E un artista che ti ha ispirato chi è?
«Claudio Parmiggiani. Da lui ho preso molta ispirazione; le sue opere raccontano di antiche memorie e lunghi silenzi.»

Leggerezza, dovremmo prendere la vita con più leggerezza, come gli uccelli rappresentati nelle opere di Asako… che forse mirano al Giappone.
Con il miglior augurio per tutto Asako.

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