Attraverso il filo della vita di Chiharu Shiota

Nell’antica mitologia greca Arianna innamoratasi di Teseo, un giovane proveniente da Atene che doveva essere sacrificato al Minotauro rinchiuso in un labirinto per volere del re Minosse, gli diede in dono un gomitolo di lana affinché il suo amato, sbrogliandolo lunga la via, potesse fare ritorno da quell’intricato groviglio di vie e prenderla in sposa. Il filo è emblema non solo dell’amore e della salvezza dell’uomo, ma anche del dolore e della disperazione di Arianna che una volta aiutato Teseo verrà abbandonata sull’isola di Nasso. Il filo è, dunque, l’elemento che ricorda la possibilità che, davanti alle avversità, c’è sempre una strada che ti permette di tornare sui tuoi passi. Il filo è però anche un contenitore di memorie quando ritorna a essere parte di un groviglio che non permette di isolarlo dagli altri.

Chiharu Shiota utilizza il filo e le sue infinite capacità d’incastri per le sue proprietà di evocatore di memorie. Il filo diventa custode di una storia e attraverso i suoi intrecci si aggrappa ad altre narrazioni, tessendo così un grande labirinto di parole, idee, pensieri che si districano nello spazio inducendo al silenzio e alla totale immersione. Chiharu Shiota è la moderna Arianna che con le sue mani districa, crea e avvolge un tempo che è infinito e sta sospeso, incastonando dentro di sé oggetti appartenuti negli anni alla più fitta varietà di persone. L’incontro inaspettato tra queste due componenti emotive è la spettacolarizzazione di un ambiente che lascia stupiti e impietriti, mentre l’ambiente intorno inghiottisse tutto ciò che trova nella sua via.

Lo spazio spesso è invaso da un’aurea di eterno silenzio in cui si fa sempre più tangibile la beltinghiana presenza di un’assenza, il tema centrale di tutta la produzione artistica di Shiota. La presenza fisica delle persone cui l’artista lega e connette non solo i fili, ma gli oggetti che utilizza per le sue narrazioni, risuonano negli ambiti attraverso la loro perenne assenza. Questo senso d’isolamento, ma allo stesso tempo di rumorosa presenza si districa tra i fili fittamente tessuti, trasformandosi in una pioggia emozionale che si scaglia prepotentemente sugli spettatori.

Le installazioni colossali dell’artista Giapponese mettono in moto un gioco continuo tra memoria e oblio, tra inquietudine e meraviglia. Ogni aspetto del reale e le sue infinite possibilità di narrazione sono create, modificate e intricate attraverso le mani abili dell’artista.

Chiharu Shiota, come una parca contemporanea tesse il filo della vita, decidendo il destino di ogni uomo, intagliando quotidianamente frammenti individuali del reale e attendendo sapientemente altre storie da legare eternamente al groviglio di fili, narrazioni di vite solitarie e indelebili memorie incastonate negli oggetti di vita quotidiana che ci parlano attraverso metafore e segni incomprensibili del reale.

 

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