Fotografia Europea 2017

Al via lo scorso 5 maggio a Reggio Emilia la dodicesima edizione di Fotografia Europea, festival internazionale dedicato al mondo della fotografia contemporanea. Tema di quest’anno, pensato dall’ormai abituale comitato scientifico composto da Elio Grazioli, Walter Guadagnini e Diane Dufour, è Mappe del tempo. Memoria, archivi, futuro, in cui l’archivio, argomento centrale nel dibattito fotografico degli ultimi anni, è inteso (al pari della fotografia stessa) come strumento di memoria e conoscenza ma anche di manipolazione, nonché di visione critica su passato, presente e futuro.

Al solito bellissime le giornate inaugurali, una full immersion tra opening, conferenze, presentazioni di libri, visite guidate, workshop e moltissimi altri eventi (che proseguiranno, anche se in maniera meno serrata, fino alla chiusura della manifestazione il 9 luglio).

Numerosissime le mostre e gli spazi coinvolti. Tra le proposte più interessanti delle sedi principali del festival sicuramente le cinque ai Chiostri di San Pietro, tra cui non si possono non citare Dall’archivio al mondo. L’atelier di Gianni Berengo Gardin, un tuffo all’interno dello studio e dell’archivio del Cartier-Bresson nostrano, e Les Nouveaux Encyclopédistes, una riflessione sulla proliferazione e sulla possibilità di classificazione delle immagini nella società contemporanea, orchestrata dal geniale curatore Joan Fontcuberta attraverso le produzioni di alcuni dei più interessanti artisti attivi in questo campo.

A Palazzo da Mosto, invece, esposti i cosiddetti Archivi del futuro: in una mostra creata ad hoc dai curatori del festival sette fotografi si concentrano sui temi dell’anonimato, dell’ambiguità e del ruolo dell’autore in riferimento all’enorme flusso di immagini attuale. Imperdibili le sezioni dedicate ad Alessandro Calabrese, David Fathi e Teresa Giannico.

Nello spazio di Via Secchi 11, poi, quattro artisti selezionati attraverso la consueta Pubblic Call si concentrano su temi importanti quali i ricordi, il tempo e soprattutto l’aspetto oscuro della Rete (con la originalissima Iceberg di Giorgio di Noto). Altre tre mostre selezionate tramite la Pubblic Call sono poi dedicate alla rilettura della storia dell’arte italiana nel suggestivo contesto della Galleria Parmeggiani (dove è ospitata anche la rassegna PR2 Camera Work, focalizzata sul tema delle frontiere).

Ai Chiostri di San Domenico, invece, tre giovani fotografi rivisitano dopo oltre mezzo secolo Un Paese di Paul Strad e Cesare Zavattini, storico reportage esposto in un’altra preziosa mostra a Palazzo Magnani.

Community Era – Echoes from the Summer of Love è invece la grande mostra ospitata dallo Spazio Gerra, una raccolta di scatti realizzati da quattro fotografi che vissero in prima persona l’atmosfera unica della rivoluzione hippy.

Ancora da segnalare poi la quinta edizione di Giovane Fotografia Italiana, progetto dedicato agli under 35 ospitato dal meraviglioso Palazzo dei Musei; la mostra Satelliti, pensata da Christian Fogarolli per il Museo della Psichiatria; e il viaggio nell’evoluzione della tecnica fotografica, ricostruita dalla Biblioteca Panizzi attraverso le sue preziose collezioni storiche.

Ad arricchire il festival poi, oltre alle altre quattro sedi sparse per la regione, le quasi 400 proposte indipendenti del circuito OFF, che, disseminate tra bar, ristoranti, negozi, spazi espositivi e così via, coinvolgono l’intera città in un’unica enorme mostra diffusa. Assolutamente da non perdere in questa sezione collaterale le 60 mostre concentrate in via Roma, tra cui quella di polaroid del giapponese Nobuyoshi Araki, la “foresta” di fotografie su foglie di Maria Silvano, i “ricordi in conserva” di Studio Pace10, e i divertenti progetti insinuati per la strada come Los incomunicados di Teo Vazquez e le Foto sui cestini.

Fotografia Europea

Edizione 2017. “Mappe del tempo. Memoria, archivi, futuro”

Fino al 9 luglio

Reggio Emilia

 

http://www.fotografiaeuropea.it/

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