Franco Losvizzero, 11 – La Porta Alchemica

Una porta è un passaggio, un’entrata, un’uscita, un luogo di confine, un diaframma che separa e mette in contatto.

Una porta alchemica è qualcosa di più, è un ponte tra dimensioni, tra l’esserci e il non esserci più.

La Galleria di Pio Monti presenta 11 – La Porta Alchemica, mostra dedicata a Franco Losvizzero, artista italiano pluripremiato, che, attraverso un corpus di 11 opere, ci trascina, guidati dall’ironico e disturbante personaggio-feticcio della donna coniglio bianco, in un altrove magico e misterioso.

Già presente in precedenti performances, questa figura, incarnata appunto da un corpo femminile esile e lunare che indossa una maschera da coniglio, viene qui ritratta in una serie di istantanee che la mostrano incorniciata da alcuni luoghi simbolo della capitale, come la Porta Alchemica di Piazza Vittorio (che dà il titolo alla mostra) o il Tempietto di San Pietro in Montorio.

La leggenda narra che la Porta in questione facesse parte di un complesso più grande, che nel XVII secolo era di proprietà del Marchese Palombara, alchimista ed esoterico. Ecco il perché delle misteriose formule e degli strani simboli che vennero scolpiti sopra gli stipiti della porta stessa.

Le opere esposte giocano a richiamare, attraverso l’utilizzo del fondo oro e della commistione dei materiali, quello che era lo scopo di vita degli alchimisti dei tempi antichi: trovare la pietra filosofale, quell’oggetto capace di trasformare la materia comune nel più prezioso dei metalli e di far ottenere la conoscenza del Tutto. Non dimentichiamo inoltre che l’11 è il numero della trasformazione e della chiamata spirituale.

I protagonisti delle opere sono degli esseri mutevoli, colti nell’atto del fondersi tra il qui e l’oltre, riconoscibili a tratti nelle forme che però già stanno diventando altro da ciò che appare a prima vista. Tra loro anche divinità mostruose, in parte uomini in parte animali, colte nell’atto di giocare senza vergogna con il proprio erotismo o mentre sviscerano letteralmente il loro corpo.

Mutevolezza e trascendenza li caratterizzano, appartengono a tratti al conosciuto ma già parlano di altri sistemi, di altri livelli di comprensione, sospesi e pronti a far capolino dalle porte dell’occulto e del magico. La mostra propone un viaggio alla scoperta di qualcosa di sfuggente, che fa del suo essere inafferrabile il suo vero punto di forza, poiché è la ricerca di quel qualcosa di indescrivibile a parole che ci spinge a muoverci, ad avventurarci, a sperimentare. E ognuno di noi può provarci trovando la sua personale Porta Alchemica da attraversare.

 

 

Galleria Pio Monti Arte Contemporanea – Piazza Mattei, 18 – Roma

Fino all’11 febbraio 2018

Dal lunedì al sabato dalle ore 12.00 alle ore 20.00

http://piomonti.com/

 

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