Franco Toselli e gli artisti di Portofranco. Soft Revolution

La Triennale di Milano ospita, fino al prossimo 26 agosto, la mostra Franco Toselli e gli artisti di Portofranco. Soft Revolution, a cura di Elena Pontiggia.

La mostra, oltre a celebrare l’operato del noto gallerista milanese, si focalizza su una serie di artisti il cui lavoro, seppur di non immediata facilità di accostamento, presenta una caratteristica comune, una profonda levità, termine che a prima vista può apparire come una sorta di ossimoro linguistico, ma che in questa sede può essere inteso come una nuova e convincente figura retorica applicata alla creatività.

Gli artisti qui esposti sono stati più volte riuniti da Toselli, a partire dagli anni ’90, in una serie di mostre intitolate Portofranco. La loro produzione è un naturale prolungamento della presenza nella galleria Toselli di artisti quali Salvo, Alighiero Boetti, Tony Cragg e Charlemagne Palestine (solo per citarne alcuni), percorso caratterizzato da una grande libertà creativa e da una fantasia originaria non contaminata da altrui esperienze. Il termine Portofranco, oltre ad avere un chiaro ed immediato riferimento al creatore del progetto, è già di per sé un assioma di libertà, di fuga dai vincoli o dai facili approdi, è una zona aperta dove l’unico dazio in vigore è quello che si paga alla propria fantasia.

La rivoluzione “morbida” attuata dagli artisti di Portofranco è una battaglia a cuscinate, una conquista del colore e della luce ottenuta nell’intimità dell’artista, nei suoi sogni, nella delicata filigrana delle pagine sfogliate dai suoi occhi e dalla sua memoria. Una battaglia soffice, il cui generale è lo sguardo intenso e perspicace di Franco Toselli, capace di orchestrare in modo armonioso note artistiche eterogenee ma ugualmente efficaci, giocando con i sottili confini sui quali le stesse si muovono, in bilico tra stili e tematiche diverse, ma tutte protette nello stesso modo dal sensibile che le avvolge come una rete di salvataggio. Queste opere rappresentano un mondo lirico, inafferrabile eppure solido, riconoscibile dallo spettatore in quanto vissuto dall’artista, un ritorno alla poesia del mondo attraverso un approccio delicato e un’arte che usa i codici stessi della natura e della vita per raccontare un’idea che non deve essere per forza vincolata a tematiche sociali o alla cruda verità, ma che viene colorata attraverso le linee del sentimento e le molteplici tonalità dell’età umana e delle sue diverse esperienze.

In mostra opere di Enzo Forese, Peter Angermann, Fabrizio Braghieri, Serena Clessi, Giorgio Colombo, Tony Cragg, Nicola De Maria, Bonomo Faita, Angelo Formica, Francesca Fornasari, Helgi Thorgils Fridjonsson, Riccardo Gusmaroli, Jan Knap, Milan Kunc, Claus Larsen, Kazumasa Mizokami, Corrado Levi, Enzo Obiso, Charlemagne Palestine, Paola Pezzi, Lisa Ponti, Luigi Puxeddu, Rosa Maria Rinaldi, Salvo, Antonio Serrapica, Antonio Sofianopulo, Giacomo Toselli, Giampaolo Truffa, Gabriele Turola.

 

 

Palazzo della Triennale

Viale Alemagna 6 – Milano

dal 13 luglio al 26 agosto 2018 – dal martedì alla domenica dalle 10.30 alle 20.30

www.triennale.org

 

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