Frida Kahlo in ¡Viva la vida!

«Diego è come la mia vita: un lento avvelenamento senza fine, tra gioie di sublime intensità e abissi di angosciosa disperazione. Eppure… amo la vita quanto amo Diego. E a volte, confondo l’odio per questa vita d’inferno con l’odio per Diego che mi trascina all’inferno e poi mi aiuta a uscirne. Lui mi ha ridato la forza per superare l’angoscia e nell’angoscia mi ha risprofondato mille volte. Ma so che l’angoscia è dentro di me: Diego è solo la scintilla che la scatena».

La citazione d’inizio di questo articolo è tratta dal saggio ¡Viva la vida! di Pino Cacucci, giornalista, scrittore, traduttore e viaggiatore alessandrino, autore del monologo che vede come protagonista una donna e artista straordinaria, la messicana Frida Kahlo (1907 – 1954). La lettura di ¡Viva la vida! presenta al lettore la vita di questa originale pittrice, scandendola in quelli, che a mio parere, sono i tre grandi momenti segnanti la sua attività artistica: l’incidente, il matrimonio con Diego Rivera e la mancata maternità.

Quando il 17 ottobre 1925 l’autobus su cui si trovava Frida si scontrò contro un tram, incidente in cui morirono diverse persone, la giovane donna dimostrò tutta la propria forza di aggrapparsi alla vita. Ci fu un urlo straziante, di dolore, le grida di chi disperatamente tende la propria mano alla vita per non abbandonarla. Frida fu costretta a stare a letto per un lungo periodo e durante questo arco di tempo la donna dipinse la propria disabilità. Utilizzando dei colori a olio, un cavalletto e uno specchio posto sul soffitto, Frida realizzò una serie di autoritratti intensi, come se fossero delle pagine autobiografiche, dai quali emerge l’immagine di una donna distrutta fisicamente, deformata, una sorta di “donna meccanica”, ma così forte nello spirito al punto che l’incidente diventò l’occasione per farla diventare quella che tutto il mondo conosce come la grande artista messicana del XX secolo.

Dopo che Frida riprese l’uso delle gambe si avvicinò all’artista Diego Rivera, illustre muralista, a cui sottopone le proprie pitture per avere una critica autorevole in modo da poter capire se l’arte fosse la strada da seguire per poter vivere. Diego fu una persona molto importante nella vita di Frida Kahlo, egli fu il grande amore della sua vita, una relazione complicata, fatta di tradimenti e lotte politiche.

Se già gli autoritratti del “periodo dell’incidente” possono essere considerati crudi dal pubblico che si trova ad ammirare tali opere, sicuramente verrà sconvolto dalle opere realizzate a partire dal 1938, anno in cui si intensifica l’attività pittorica dell’artista. Non sono solo gli elementi appartenenti alla tradizione messicana uniti a quelli del Surrealismo a sconvolgere l’anima del pubblico, è la “sincerità” di questa nuova produzione pittorica ad affascinare colui che si trova di fronte alle opere, in quanto in esse Frida ha gettato tutto il proprio cuore, il suo stato interiore e il suo modo di percepire la relazione con il mondo. Da queste opere emerge la passione, il dolore e l’erotismo, si ha l’impressione di venir catapultati in un mondo onirico, nel subconscio dell’artista, si ha la sensazione di trovarsi di fronte a uno schermo che trasmette il film della sua vita.

Se fossi costretta a scegliere il dipinto che a mio parere rappresenta più di tutte l’operato artistico di Frida Kahlo opterei per Ospedale Henry Ford, un olio su metallo del 1932, l’opera che inaugura la fase matura dell’artista. Si tratta di una rappresentazione autobiografica legata a uno dei vari aborti avuti dalla donna. E’ un evento drammatico, come è possibile apprendere anche dalla lettura di ¡Viva la vida!, che condurrà l’artista a mettere a nudo davanti al pubblico la propria disperazione e il proprio dolore del non poter diventare madre.

L’arte di Frida è ricca di simboli, che sembrano voler condurre l’osservatore in un viaggio verso il subconscio dell’artista. Credere questo però sarebbe un errore, infatti Frida utilizza l’immaginazione per immortalare la propria vita attraverso l’uso dei simboli.

 

 

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