Gehard Demetz – Introjection

È in corso al MACRO Museo d’Arte Contemporanea di Roma Introjection, la mostra a cura di Marco Tonelli dedicata alle sculture di Gehard Demetz.

L’artista, nato a Bolzano e residente a Selva di Val Gardena, è un maestro nella lavorazione del legno, tecnica antica quasi quanto l’uomo, a cui però egli ha saputo conferire un sapore nuovo e ultracontemporaneo. Le sue opere, infatti, coniugano perfettamente la tradizione nordica della scultura in legno con il mondo dell’arte contemporanea, il passato con il presente, in un connubio perfetto tra storia e modernità.

Nelle sculture di Demetz, del resto, non è solo il contrasto tra tecnica atavica e sensibilità contemporanea ad essere protagonista, o quello tra artigianato e arte alta, ma anche quello tra pieni e vuoti, tra finito e non finito, tra fronte e retro, e così via. Sfasamenti cromatici, distorsioni, iconografie dissonanti sono infatti alla base delle sue opere.

La tecnica che impiega più di frequente, ad esempio, è molto particolare. L’artista infatti non utilizza normali pezzi di legno come qualsiasi scultore, ma realizza delle costruzioni composte da tanti piccoli tasselli, che solo successivamente scolpisce in forme realistiche. Quelle che genera così sono opere quasi architettoniche, costruite blocchetto per blocchetto, di cui però spesso alcuni spazi restano vuoti, e il retro abbozzato. In questo modo sono introdotti nelle sculture come dei disturbi, dei pixel mancanti, e si intravede il vuoto che le attraversa, a rendere più tridimensionale e instabile la materia, in una sorta di Jenga versione artistica.

A volte, inoltre, le sculture di Demetz sfruttano anche un altro genere di contrasto: quello cromatico. In alcune opere, ad esempio, più livelli iconografici si dissolvono l’uno nell’altro, risultando distinguibili solo attraverso diverse campiture di colore. Altre volte, invece, il colore serve a dare risalto a qualche dettaglio, che in questo modo viene fatto emergere rispetto al legno lasciato al naturale.

Lo scopo dell’artista, attraverso l’utilizzo di tutti questi contrasti e tecniche originali, non è altro che quello di generare opere dal forte impatto visivo. Lo stesso accade anche a livello tematico. La maggior parte delle opere, infatti, sono dedicate a tematiche ambigue e giocate sulle opposizioni, come quella tra condizione adulta e infanzia, o tra sacro e profano, al fine di generare lo stesso impatto anche sul piano emotivo.

Grazie ad una proroga, chiunque fosse interessato a scoprire l’affascinante mondo delle sculture di Demetz ha ancora tempo fino all’1 ottobre per approfittare della mostra in corso a Roma.

 

 

Prorogata fino all’ 1 ottobre 2017

MACRO Museo d’Arte Contemporanea Roma

via Nizza, 138

 

http://www.museomacro.org/mostre_ed_eventi/mostre/gehard_demetz_introjection

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