Giovanni Prini. Il potere del sentimento

La Galleria d’Arte Moderna di Roma cambia veste fino al 26 marzo, per ospitare nei suoi spazi la prima mostra istituzionale sull’opera di un protagonista quasi dimenticato del Novecento: Giovanni Prini. Nei suoi tre piani sono distribuite circa centotrenta opere, la maggior parte delle quali inedite, realizzate dall’artista nei materiali, tecniche, dimensioni e stili più vari tra i primi del Novecento e gli anni Cinquanta.

La complessa figura di Prini, artista eclettico e multiforme nonché insegnante all’Accademia di Belle Arti e accademico di San Luca, è indagata sia dal punto di vista dell’evoluzione artistica, sia da quello del ruolo ricoperto nella vivace vita culturale della Roma di inizio Novecento.

Il percorso della mostra, a cura di Maria Paola Maino, comprende infatti sia diverse sezioni dedicate alle varie sfaccettature dell’opera dell’artista, come l’interesse per il socialismo umanitario e le tematiche sociali, quello per la ceramica e le arti applicate, la vocazione per l’infanzia e per l’indagine dei sentimenti, sia largo spazio per l’approfondimento del suo rapporto con l’ambiente artistico del tempo. Quest’ultimo aspetto risulta particolarmente interessante, dal momento che Prini fu in effetti un punto di riferimento fondamentale per tutti i giovani artisti e intellettuali attivi a Roma nella prima metà del Novecento, e il suo salotto (creato assieme alla moglie poetessa Orazia Belsito) era frequentato abitualmente «dalle personalità artistiche giovani sulle quali si contava di più in quel tempo» – come scrive Gino Severini nella sua autobiografia – ovvero da personaggi del calibro di Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Sibilla Aleramo, Duilio Cambellotti, Severini stesso e tanti altri.

Al salotto di casa Prini è interamente dedicata la prima sala della mostra, che raccoglie e confronta le opere e i ritratti reciproci scambiati con gli amici artisti e alcuni mobili realizzati da Prini stesso, e, assieme alla copiosa documentazione d’archivio esposta, illustra perfettamente il suo ruolo di figura capace di far gravitare attorno a sé una intera generazione. Sono presenti infatti all’interno della mostra anche numerose vetrine contenenti non solo fotografie, studi, bozzetti, album e taccuini dell’artista, ma anche lettere, biglietti e cartoline scambiate con gli amici e colleghi, a sottolineare ancora una volta il suo peso e la sua eredità all’interno del panorama romano, eredità presente anche a livello fisico in tutta la città, come testimonia un interessante pannello in mostra, che fornisce una mappatura di tutte le opere dell’artista presenti ancora oggi sul territorio romano.

 

 

Fino al 26 marzo 2017

Galleria d’Arte Moderna

Via Francesco Crispi, 24

Roma

 

http://www.galleriaartemodernaroma.it/mostre_ed_eventi/mostre/giovanni_prini

 

 

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