L’inesorabilità del corpo: Henry Moore

L’attenzione di Moore per il corpo, quasi esclusivamente femminile, è l’essenza di tutta la sua produzione artistica, con variazioni che vanno da una rappresentazione più realistica fino a una profonda deformazione formale della figura umana. Moore sembra tracciare con precisione una storia nostalgica e insieme visionaria dell’esistenza terrena.

Il corpo femminile è rappresentato come arcaico, possente e forte, è lontano e imperturbabile, è archetipo di maternità, di origine, di generazione, di continuità. Col susseguirsi delle opere lo si vede poi consumarsi, perdere gli arti, i dettagli fisionomici. Non è creatura viva, mobile, peritura; diviene immagine del materno ma non della madre, idolo procreatore, oracolo immortale più che amorevole levatrice.

Il corpo è roccia esposta al tempo e agli elementi, si corrode, la sua superficie si sgretola, si spezza del tutto in parti separate ma rimane la sua forza come monumentale presenza naturale, come una scogliera, come la terra stessa che esiste da sempre e si modifica in continuazione senza sparire mai. Il corpo della donna è madre Terra stessa, con cui condivide ferite, privazioni e grandezza inesauribile.

Diventa infine visione di un corpo allungato, diafano, attraversabile, tutt’uno con lo spazio stesso non più solo materia, solcato da nuova fisionomia e da un nuovo codice estetico. Modificazione futura ma non ultima della continua sopravvivenza del corpo. Anticipazione del concetto di fluidità oggi tanto in voga e assunto come simbolo della nostra era.

L’opera di Moore è testimonianza dell’inesorabile, il corpo è soggetto e mezzo di studio, trattato come materia pura priva di psicologia o sentimenti o sensualità, le sue trasformazioni e diverse sembianze non alterano la sua essenza profonda e insostituibile. Intera, spezzata in due o composta da più parti lisce e acuminate, non possiamo fuggire dalla sua presenza, è in un passato lontano come nel futuro remoto. E’ condizione indispensabile di vita e arte irrinunciabile.

[Marzio La Condanna]

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*