Hito Steyerl, ribellione e guerriglia nell’era del digitale

Sovversiva e guerrigliera, la film-maker e videoartista tedesca Hito Steyerl, crea opere video che diventano mezzi essenziali per attivare, da un lato, riflessioni sulla società odierna e veri e propri attivismi critici, dall’altro. Attraverso i suoi film e videoinstallazioni, Steyerl, mette a nudo celate verità con cui costruisce una lucida critica verso una società sempre più oppressa e soffocata dal digitale, dalla perdita d’identità e dalla continua sovresposizione di dati e informazioni.

Prediligendo un linguaggio tra il documentaristico e l’animazione, ogni opera dell’artista è una finestra che si apre su una rigorosa riflessione sul mondo e che, attraverso una composizione serrata di immagini e testi, dà vita ad un ritmo incalzante, quasi assillante, che attira, seduce così come fanno le immagini provenienti dall’immaginario giovanile dei videogiochi o degli slogan pubblicitari. L’ipercomunicazione, così come l’incessante e frastornante bombardamento di informazioni e dati, sono alcuni degli elementi su cui si muove la riflessione artistica della Steyerl. In questo flusso continuo, l’artista innesca un percorso che mette in crisi di continuo l’ultra contemporaneità e i suoi stessi assetti culturali e sociali. La precarietà o le speculazioni finanziarie, così come la graduale militarizzazione della società, il mercato e via dicendo, si mostrano accattivanti da un lato e violenti dall’altro.

Giocando di continuo tra ciò che è visibile e ciò che non lo è, tra il reale e il fittizio, l’artista non pone quesiti, ma sovverte dall’interno ciò di cui la società è assuefatta, piano piano ne distrugge le certezze, ne esaspera e compromette l’identità. La lucida critica di Hito Steyerl è un costante dualismo ribelle che punta i riflettori e omette le domande, lasciando al pubblico l’ultimo atto di formale dissidenza. Ecco che l’arte, essa stessa definita e impigliata nel sottile eppure complesso mondo del mercato, diventa il mezzo attraverso cui riappropriarsi del pensiero e utilizzarlo come arma simbolica che ne sfida i neologismi, i meccanismi complessi e i poteri occulti.

Con Hito Steyerl torna prepotentemente il ruolo e la forza dell’immagine, capace di sedurre e distruggere allo stesso tempo.

 

 

 

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