I novemila volti di una ricerca: Paul Klee

Circa novemila opere tra incisioni, dipinti, disegni, fogli colorati, marionette, teatrini, maschere e bassorilievi costituiscono l’amplissimo e multiforme lavoro creativo di Paul Klee.

I momenti della sua ricerca sono scanditi, quasi a sottolineare una continuità tra storia della vita e sviluppo dell’opera.


Il suo desiderio fu quello di trasformare ogni tipo di esperienza: da quella onirica a quella matematica, dalla visione al microscopio a quella degli astri, dal realismo all’astrazione, in un’incessante ricerca della qualità e nella fondazione di un nuovo linguaggio espressivo. Segni figurativi tradizionali, sistemi di vocaboli, assemblaggi di parole, numeri e cifre, scritture ideografiche orientali ed egizie, graffiti preistorici, miniature medievali, espressioni geometriche, sono solo alcuni tra i numerosi codici utilizzati e trasformati da Klee in nuovi insiemi che rendono la sua opera immediatamente riconoscibile.

Il suo insegnamento ha avuto, sia nell’arte a lui contemporanea che in quella successiva, una propagazione indiretta.


Klee apprese dalle opere preziose e penentranti indagini della sensibilità della natura, quindi delle leggi interne alla formazione di una spazialità delle strutture degli oggetti e delle immagini.

Si potrebbe, quindi, parlare di un tipo di logica dell’inconscio. Un inconscio che rovescia l’antica logica aristotelica, dove la parte è uguale al tutto. Questo vede Klee nel teorizzare le operazioni psicanalitiche che costituiscono, per l’artista, il mondo delle forme.

 

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