Il fascino romantico del Vampiro

Edward Munch è il celebre pittore norvegese noto al pubblico per aver dipinto l’Urlo. Fra le numerose opere dell’artista si annovera Il Vampiro, un olio su tela realizzato nel 1895, la rappresentazione di una figura femminile dal lunghi capelli rossi che cinge in un abbraccio una figura maschile. La “donna – vampiro” mostra contemporaneamente note di dolcezza e fatalità, tiene stretto l’uomo dai lineamenti poco definiti in un abbraccio mortale, non si tratta di un bacio, come può sembrare a un primo sguardo, si tratta di un vero e proprio morso letale. I lunghi capelli rossi del demone fanno presagire a chi osserva l’opera il destino della figura maschile, destino reso ancora più intenso e drammatico dai colori scuri e cupi presenti nello sfondo del dipinto.

Alla fine dell’Ottocento la figura del Vampiro, oltre ad altri esseri demoniaci, domina la scena della letteratura gotica. Nel 1897 si assiste alla pubblicazione del romanzo epistolare Dracula scritto dall’irlandese Bram Stoker, ispirato alla figura di Vlad III Principe di Valacchia. Il mito del Vampiro come creatura “succhiatrice di sangue” nasce nei paesi slavi e balcanici, conquistando rapidamente il mondo delle arti figurative, della letteratura e del cinema. L’immagine del Vampiro che viene presentata al pubblico è quella di un essere romantico, è colto, intelligente, astuto, un essere immortale e dalle origini misteriose, una vera e propria creazione letteraria che nasce dalla mente di John Polidori (1795 – 1821) con l’opera The Vampyre (1819), scritta durante un periodo trascorso assieme a Lord Byron, al poeta Percy Shelley e alla futura moglie Mary, autrice di Frankenstein.

Ispirato al romanzo di Stoker è il capolavoro diretto da Friedrich Wilhelm Murnau, Nosferatu il vampiro, un film muto in bianco e nero proiettato per la prima volta a Berlino nel marzo 1922.

Il pubblico è attratto da questa creatura tenebrosa perché si tratta di una rappresentazione del male. Esso è immortale, carismatico e affascinante, un essere che conduce alla morte ma che al tempo stesso la supera, conducendo verso l’eternità.

 

 

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