Flipped museum, nuove strategie per leggere l’arte

Capita mai di trovarsi al museo e scegliere di non usufruire dell’audio guida? Forse non tutti ci ritroviamo in quest’idea, ma sempre più persone oggi preferiscono visitare lo spazio museale per “leggere” l’arte in totale indipendenza, portandoli a vivere una vera e propria esperienza all’interno del museo e sviluppando importanti funzioni della mente umana come le emozioni, le impressioni, i sentimenti, la memoria e la riflessione. Perché no?

Da diverso tempo nell’ambito della formazione si parla di flipped classroom e peer education. La prima sta ad indicare la classe capovolta, una metodologia che inverte i canoni tradizionali sull’apprendimento: a casa si studia la lezione mentre in classe si discute e si comprende. La seconda indica l’educazione tra pari, ovvero quando un gruppo di persone simili, per età, interessi e background, intraprendono attività formative, specie su temi di attualità, per sviluppare le proprie conoscenze.

Ed è così che, come a scuola, anche i musei dovrebbero incentivare ancora di più le nuove frontiere inerenti la didattica come appunto l’apprendimento a scelta libera, uno stile basato sulla soggettività dell’osservazione, sulla libera interpretazione e soprattutto sulla partecipazione attiva del visitatore. Se le visite museali, specialmente per i più giovani, abbracciassero interamente queste nuove metodologie di apprendimento, senza dubbio si darebbe loro la possibilità di vivere un’esperienza più produttiva e meno noiosa.
Molto spesso il rapporto con l’arte si riduce ad un rapporto esclusivo: conosciamo il contesto storico dell’opera, dell’autore, ma questa conoscenza inevitabilmente vela ciò che quell’opera trasmette, riducendola ad un manufatto artistico fine a se stesso.

Così, anche attraverso l’immaginazione, la fantasia e le emozioni si può leggere l’arte, si possono sentire le chiacchiere, le risate e la spensieratezza della vita mondana parigina tanto cara agli impressionisti, il progresso e la nuova realtà che speravano i futuristi, lo strazio della carne bruciata che Burri crea con la plastica, il gesto che compie Fontana per cercare di varcare la soglia della superficie piana del quadro. Insomma, senza necessariamente passare per la storia che la caratterizza: l’arte può essere letta.
L’arte con la sua potenzialità espressiva trasporta emozioni, pensieri, impressioni e sentimenti che non possono esclusivamente stamparsi nei pannelli espositivi e nelle spiegazioni dei libri.

L’arte può essere letta, vissuta e rielaborata con la propria mente.

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