Intervista al filosofo Diego Fusaro

Di seguito la trascrizione dell’intervista effettuata dal direttore di Artecracy.eu, Stefano Cariello, a Diego Fusaro, filosofo e saggista torinese, delfino di Costanzo Preve e studioso, tra gli altri, di Baruch Spinoza, Karl Marx, Georg Wilhelm Friedrich Hegel, Johann Gottlieb Fichte, Antonio Gramsci e Giovanni Gentile. Si tratta, in realtà, di una trascrizione parafrasata, sulla base degli argomenti trattati anche fuori onda.

Benvenuto alla WEB TV di Artecracy, Diego. La materia filosofia sembrerebbe distante da quella dell’arte, in realtà si tratta di argomenti affini, spesso paralleli, si pensi all’influenza che ha avuto la filosofia sull’arte dal Rinascimento sino al Novecento, persino alla materia Estetica insegnata nei corsi di laurea in Storia dell’Arte di molte Università. Ecco, una domanda semplice per una risposta, in realtà, assai difficile: qual è il tuo concetto di arte? Cos’è l’arte?

E’ evidentemente difficilissimo rispondere ad una domanda come questa. Ridotta al nucleo fondamentale direi che è il tentativo di cogliere l’assoluto mediante forme sensibili, quindi il soggetto è essenzialmente il medesimo rispetto alla filosofia ed alla religione, ma diverso è lo strumento di cui l’arte si avvale. L’arte si avvale di strumenti sensibili, dall’architettura alla scultura, sino alla musica stessa, ed utilizza il sensibile per cogliere l’assoluto. Questa è la definizione che nell’essenziale fornì Hegel. Se volessimo utilizzare un’altra definizione storica, per così dire, potremmo utilizzare quella di Giovanni Gentile: «l’arte è il momento soggettivo, laddove la religione è il momento oggettivo e quello filosofico è il momento soggetto-oggettivo». L’arte coglie la verità dal punto di vista del soggetto. Il soggetto, dice Gentile nella filosofia dell’arte: «brucia tutto nella propria soggettività mediante l’opera d’arte», perché effettivamente l’arte è essenzialmente il modo mediante il quale il soggetto trasfigura la realtà, la verità, in forme, appunto, artistiche.

Invece cosa ne pensi del mercato dell’arte? Di questo “mostro”, visto come tale dai più, ma che potrebbe invece avere anche qualcosa di positivo. Hai un idea a riguardo?

L’arte, in quanto legata alla verità, come dicevamo prima, è qualcosa di strutturalmente altro rispetto al mercato. Quindi il mercato dell’arte è, da un certo punto di vista, non dico un ossimoro ma sicuramente un unione stridente tra due realtà strutturalmente diverse tra loro. Tanto più se si ragiona in riferimento al nostro presente, che è in qualche modo il tempo del mercato assoluto in cui tutte le realtà vengono mercificate e valorizzate unicamente in riferimento al mercato. Questa è la nostra epoca, in cui la stessa opera d’arte ha tanto valore quanto è il suo valore sul mercato. Come emergeva molto bene in forma plastica in un film di alcuni anni or sono chiamato “La migliore offerta” (modifica del titolo a cura del redattore) che racconta di un ricco collezionista che acquistava quadri per poi tenerli chiusi nel caveau. L’opera d’arte qui diviene il bene privato del consumatore, dell’acquirente, che poi priva l’opera d’arte dallo sguardo altrui.

Un noto giornale di arte contemporanea on line ti ha attaccato in un articolo, definendoti un populista e non solo, come rispondi a riguardo?

Diceva Marx nel Capitale «sarà per me benvenuto ogni giudizio di critica scientifica», dunque io amo rispondere ai giudizi di critica scientifica ed evito accuratamente di rispondere agli insulti, ai vituperi, alle offese, alle calunnie, quindi facendo mio questo aureo principio marxiano evidentemente non voglio rispondere a queste accuse.

Fusaro parla del presente, della società, del mondo che ci circonda, ed essendo anche giovane non è esente dall’utilizzo di strumenti pratici e moderni come i social, da qui si può trarre, ad ulteriore riprova di quanto asserito sopra che:

«Agli imbecilli che vanno in giro sostenendo che il sottoscritto è fascista, leghista, stalinista, rossobruno, ecc., dico non solo che non sono nessuna di queste cose (il che è ovvio per chiunque mi abbia letto): dico anche che è troppo facile insultare, giacché in tal maniera si è dispensati dalla fatica del confutare argomentativamente».

La redazione di Artecracy.eu, sempre aperta al confronto dialogico che fu di Socrate, ha innalzato la weltanschauung, la visione del mondo, ha componente essenziale dell’arte, tanto da realizzare una vera e propria rubrica a riguardo.

Vi aspettiamo per un nuovo confronto con la WEB TV di Artecracy.

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