Karen Klimnik tra realtà e fantasia

Karen Kilimnik è un’artista nata nel 1962 a Philadelphia, dove ancora oggi vive e lavora. Dopo essersi laureata nel 1984, inizia a dedicarsi all’affascinante mondo delle installazioni ambientali, includendo dipinti in progetti site-specific. Il messaggio che vuole trasmettere è ben preciso: un mondo reale contrapposto alla favola, un romanticismo che ormai è soppiantato dalla società consumistica. Tramite l’opera la Klimnik racconta come siamo ormai torturati dai miti e dai nostri stessi modelli creati da questa società. Il linguaggio, talvolta complesso, si estende al di là della tela, l’artista considera l’ambiente in cui si colloca la sua opera come parte essenziale dell’opera creata: i dipinti sono spesso accompagnati da estratti musicali e si completano con l’azione della pittura sull’ambiente in cui sono installati.

Nei ritratti scompare l’ambientazione, e lo spazio accoglie il primo piano di persone accompagnate talvolta da allegorie storiche. Quasi drammatici, malinconici, violenti dalle pennellate veloci, ma ricchissimi di colori accesi, i dipinti nascondono una poesia e una nostalgica bellezza, un umorismo non indifferente.

I ritratti sono spesso di personaggi famosi, attori, modelli e ballerini che incarnano figure storiche o letterarie: ad esempio Paris Hilton come Marie Antoinette, Leonardo di Caprio come il principe azzurro della Bella addormentata e Nureyev come il Principe delle Nevi, prendendo la forma di autoritratti più o meno realistici che per l’artista sono sintomo di fantasia. Un particolare aspetto per Kilimnik è la miscelazione di ritratti reali e immaginati: nelle pitture iconiche, le moderne icone pop-culturali vengono inserite in composizioni storiche composte, dando origine ad un incantato tipo di irrealtà, vedi la presenza di pipistrelli colorati in un ritratto medievale in bianco e nero, o la costante presenza di gatti come adorazioni.

Questa vena fantastica vale anche per le installazioni. Fontana della Gioventù, è un’installazione costituita da sei piedi di siepi di boxwood, erba, edera e una fontana da giardino in pietra e bottiglie di profumo di vetro. La galleria inferiore include un’installazione a tema cineseerie dove i disegni precoci appendono con carta da parati personalizzata, mobili, sedili da giardino, ventilatori e lanterne.

Interessante è The Hellfire Club, un’installazione del 1989 che fa riferimento alla serie televisiva britannica del 1960, The Avengers (I vendicatori). Una messa in scena di fotocopie, fotografie di star e oggetti incorniciati da tende in velluto e due disegni neri delle case di campagna britanniche, cornici d’oro, specchi, ragnatele, spade, ascia; questi elementi si combinano con un pisello, i Beatles, e altre immagini stereotipate britanniche, formando il ritratto artistico dei presupposti artificialmente esagerati che hanno reso l’esposizione televisiva così coinvolgente.

 

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