La Prima Guerra Mondiale e l’arte

Come avrebbe potuto l’artista, il soldato nell’artista, non lodare Dio per la caduta di un mondo di pace di cui era così sazio, così nauseato! Guerra! Quale senso di purificazione, di liberazione, d’immane speranza ci pervase allora!”, così si esprimeva Thomas Mann agli albori della Prima Guerra Mondiale

Egli non era il solo a pensarla in questo modo, poiché la Prima Guerra Mondiale, per quanto incredibile, fu ampiamente sostenuta dall’élite culturale e intellettuale di tutta Europa.

Compositori, musicisti, pittori, scrittori, poeti, filosofi, registi, giornalisti – l’elenco può ancora proseguire – tutti contribuirono con le proprie opere ad accrescere l’entusiasmo nei confronti della guerra, a mobilitare le masse e a “giustificare” moralmente il conflitto.

Nei dibattiti culturali l’arte ebbe un ruolo indicativo ancor prima dell’avvento della Prima Guerra Mondiale, essendo considerata quale specchio, espressione o guida della cultura generale. Molti critici d’arte del tempo si servirono, non a caso, di aggettivi quali “sano” e “malato” nella valutazione di opere d’arte, artisti e movimenti.

Prosa bellica, poesie, feuilleton e romanzi a puntate rappresentavano i soldati come eroi, e rappresentavano la guerra con i mezzi letterari, come forma estetica, minimizzando il dolore e la morte in forma ludica.

Nonostante la morte e il dolore, o forse proprio per questo, la guerra offrì comunque nuovi stimoli. I movimenti avanguardisti, come l’Impressionismo e l’Espressionismo, continuarono a crescere spianando la strada a nuove correnti artistiche come ad esempio il Futurismo e il Dadaismo.

Quest’ultimo distrusse tutti gli ideali artistici esistenti contrapponendo l’insensatezza della guerra all’insensatezza dell’arte.

Tutti quei valori “borghesi”, che potrebbero essere associati alla guerra e alle sue giustificazioni intellettuali, come ad esempio l’arte, la cultura e il senso della propria patria, furono radicalmente relativizzati dal Dadaismo o messi al ridicolo.

Gli orrori della guerra di trincea lasciarono presso i diretti interessati ricordi permanenti che questi cercarono spesso di elaborare attraverso diari e romanzi.

La tragica esperienza della Grande guerra lasciò un segno profondo nella produzione letteraria di tutti i paesi coinvolti, anche perché molti furono i poeti e gli scrittori che vi parteciparono in prima persona come soldati.

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