La ricerca del presente e le sue forme di esistere: Pierre Huyghe e i suoi mondi fantastici

Nell’incessante incombenza di segni deviati e aspetti del reale ambigui e incontrollabili, dove si pone il presente? Qual è la forma che più di tutte lo rappresenta? Pierre Huyghe si pone queste domande e tenta di ridefinirne le risposte attraverso una visionaria idea di realtà, accompagnato dall’uso di immagini, video e installazioni di cui si fa ambasciatore.

Dalla difficile definizione artistica, Huyghe, rispecchia in maniera precisa e puntuale la sua idea di arte e la poetica che ne sta alla base. L’artista indaga il concetto di presente e la temporalità a esso legata. Sceglie di costruire immagini o frammenti d’immagini in cui ricreare situazioni ancora non concluse ma che avvengono nel reale. Si tratta di vere e proprie strutture in costante apertura verso qualcosa che è potenziale, che cambia e che ne potrebbe alterare la presenza o la durata. Queste visionare e frammentarie forme visive non esistono se non connesse una all’altra. Questo presuppone un’interazione costante con lo spettatore è proiettato in un mondo ultra fantastico, paradossale e irrequieto, in cui chi osserva si ritrova, per volontà o necessità, a fare collegamenti e connessioni incerte e inattese.

La potenza dell’immagine è uno dei tanti aspetti che interessano l’artista. Il suo approccio considera i medium come veri e propri mezzi attraverso cui creare forme e significati in bilico tra il reale e il surreale. Attraverso l’irrequietezza e l’apparente sconnessione logica di segni e vedute, Huyghe, crea delle attese mantenendo in sospeso l’ambiguità delle forme. Essenziale è la temporalità che si lega indissolubilmente all’immagine. Ciò che deve essere considerato non è tanto il tempo dell’immagine quanto l’immagine nel tempo. La durata e la codificazione del tempo, accompagnano la produzione del visibile modificandola e adattandola alla più prossima idea di presente. Il tempo così come la finzione e la memoria, è messo a disposizione del pubblico che si ritrova davanti a un terzo livello di rappresentazione in cui il presente si mescola al passato e all’immediato presente.

Le opere di Pierre Huyghe sono dettate da una narrazione di fondo in cui le relazioni tra le figure dirigono, come in un film, l’intero racconto e, la connessione segnica in continuo divenire, si apre a nuove possibilità di vita. L’interesse primario è dunque ritrovare, attraverso il reale e l’interconnessione di segni, il primato del presente, la sua nuova forma di esistere e le sue infinite capacità di inalare vita e restituirla in maniera del tutto ambigua e sfrontata a chi osserva inerte la meravigliosa visione di un mondo che si mostra nel suo farsi regolato dal tempo e dallo spazio che lo circonda.

 

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