La “sporca” arte di Nikita Golubev

È un fatto ormai assodato che, nel mondo dell’arte contemporanea, anche rifiuti e sporcizia possano trasformarsi in tesori da milioni di dollari, e ormai da tempo materie organiche, polvere, spazzatura e porcherie di ogni sorta sono state ammesse nell’olimpo dell’arte. «Anche lo sporco luccica quando brilla il sole», scriveva del resto Goethe in tempi non sospetti. Un artista russo, Nikita Golubev (alias Pro Boy Nick), ha recentemente messo in pratica questo principio, diventando una vera e propria star mondiale semplicemente sfruttando il potenziale inespresso della sporcizia. L’artista, illustratore e pittore di professione, ha infatti trovato una sua personale forma di espressione nel disegnare con le dita sullo sporco accumulato dei veicoli parcheggiati in strada, iniziando tra marzo e aprile di quest’anno con alcuni camion del suo quartiere. Il pubblico, dal canto suo, sembra aver apprezzato molto l’idea, come suggeriscono i circa 44mila followers raggiunti dal suo profilo Instagram. Con la sua idea semplice ma originale, Golubev è riuscito infatti a ottenere sia il consenso della comunità del web, al giorno d’oggi sempre più importante per consacrare il successo di un artista, sia l’attenzione dei media a livello internazionale, che gli hanno dedicato numerosissimi articoli e servizi tv.

Il principio alla base di questa sua “dirty art”, in sostanza, è quello di disegnare “togliendo” anziché “mettendo”, di creare cioè dei disegni in negativo, a partire dal semplice sporco. Questa idea di sfruttare la sporcizia per ottenere qualcosa di bello, fa pensare inevitabilmente ad un altro progetto artistico realizzato di recente e basato sullo stesso obiettivo: i Triumphs and Laments di William Kentridge a Roma. Chiaramente le due esperienze sono ben distanti tra loro, quello di Golubev è un progetto di minor impegno, su altri livelli e con altri scopi rispetto a quel cantiere monumentale, ma questo non è per forza un male. Ora che l’arte di strada va sempre di più evolvendosi in un fenomeno di moda, inglobato nelle logiche delle gallerie e del mercato, Pro Boy Nick con i suoi disegni spontanei ed effimeri rappresenta un esempio di artista che ha invece ancora voglia di lavorare per passione e in maniera indipendente, e che ovviamente non ha paura di “sporcarsi le mani”.

 

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*